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Tutti gli articoli con tag discariche

Vivienne Westwood lancia il business del riciclo creativo

pubblicato da Marina


La signora che vedete in alto è Vivienne Westwood icona della moda, stylist nonché capo di un impero finanziario con quattro linee di abbigliamento. Arriva in questi giorni in vendita anche attraverso il suo sito la nuova linea AW 11/12 di borse prodotte a Nairobi in Kenya con materiali provenienti dalle locali discariche. Insomma creatività modaiola e riciclo creativo si uniscono grazie al cervello della potente Vivienne.

Le foto per il lancio del progetto Ethical fashion Africa Project, d’altronde sono eloquenti: la settantenne stylist con i suoi accessori e i suoi abiti posa nelle discariche o nelle bidonville di Nairibi. Ma occhio, la Westwood tiene a far sapere che non è charity bensì work e lo annuncia attraverso il sito dedicato all’iniziativa, in cui chiarisce che la manodopera africana, composta da donne, viene pagata giustamente e non la solita miseria e che i prezzi praticati al pubblico sono quelli classici: ossia expensive.

Via | Tu Style nr. 36 pagg.20-21
Foto | Vivienne Westwood

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Rifiuti: a Napoli torna l'ipotesi israeliana di Arrow Bio

pubblicato da Marina

un impianto arrow bio

Del metodo Arrow-bio ne scrivevo 3 anni fa a proposito della emergenza rifiuti in Campania, atto primo. Era la soluzione suggerita durante una trasmissione radiofonica all’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Lui si mostrò incredulo e quel primo atto si risolse con il nascondere l’immondizia sotto il tappeto. Il resto è storia, fino alle nuove emergenze (in proposito il racconto della trattativa Stato-camorra per la gestione dei rifiuti), alla chiusura delle discariche (qui la mappa di quelle fino a oggi emerse e gestite dal clan dei Casalesi) non perché i napoletani amano complicarsi la vita ma perché è l’Europa a vietarlo e alle elezioni di de Magistris che ha scelto Tommaso Sodano come vice sindaco e assessore all’ambiente. Ossia, l’unico capace di controbattere la camorra dei rifiuti. Ebbene, in questo giro pazzesco, riecco spuntare via WWF Abruzzo la proposta dell’Arrow-Bio. Che torna a interessare anche i napoletani.

In Abruzzo sembra andare tutto liscio perché trasferiscono in Emilia Romagna l’umido a 220 euro a tonnellata. E per quanto funzionerà uno smaltimento pagato dagli abruzzesi al doppio del suo prezzo? Eh si, perché non è che sia poi così facile aprire nuove discariche e non solo in Campania: ma in Europa (direttiva comunitaria numero 98 del 2008). E dunque a mano a mano che andiamo avanti, quelle regioni che non hanno predisposto un circolo virtuoso della gestione dei rifiuti finiranno come la Campania.

Vi segnalo la discussione fatta in seno alla Commissione Europea il 18 gennaio scorso, presente anche Luigi de Magistris a pochi mesi dalla sua elezione a primo cittadino di Napoli. Leggete gli interventi dei deputati europei e quelli degli italiani e poi ne riparliamo…

Foto | Flickr

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Emergenza rifiuti a Napoli, arriva l'esercito prima delle elezioni

pubblicato da Marina

Ecco tornare l’esercito per pulire dai rifiuti le strade di Napoli. A pochi giorni dalle elezioni amministrative e dopo circa due mesi di emergenza rifiuti, presidente del Consiglio in conferenza stampa annuncia l’arrivo di 73 mezzi e 170 uomini:

Per far ritornare Napoli ad essere una città civile.

Dell’emergenza rifiuti ne abbiamo scritto spessissimo su Ecoblog, sono napoletana e oggi ho le lacrime agli occhi per la violenza subita dalla mia città a opera dei suoi stessi figli, che invece di onorarla la depredano di ogni risorsa futura.

Un quadro di quali siano le reali cause, il potere e gli interessi economici che girano dietro una emergenza rifiuti lunga 20 anni, lo delinea bene l’ex senatore Tommaso Sodano nel suo libro denuncia La Peste. Lui combatte una battaglia titanica contro l’impero dei Casalesi e le mille collusioni con la politica.

Gnorsì: l’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania è il frutto di una commistione di interessi che parte dagli imprenditori del Nord e arriva fino ai terreni e alle cave confiscati dalla camorra alla società civile per seppellirci ogni sorta di veleno. Nel mentre il braccio di ferro dei sacchetti per le strade di Napoli, usati come vero e proprio ricatto ambientale: più discariche per tutti i camorristi così da interrarci di tutto alla faccia di tutela dell’ambiente, delle falde acquifere e della salute dei cittadini.

Santa DIA aiutaci tu!

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Il fottuto business dell'emergenza rifiuti a Napoli porta il clan dei Casalesi a Wall Street

pubblicato da Marina

casalesi a wall street Arriva la primavera, il caldo e il sole e esplode l’emergenza rifiuti a Napoli. Curioso no? E’ oramai un appuntamento fisso, sembra. I giornali non ci lesinano particolari sui roghi, tangenziale bloccata (anche senza rifiuti lo è!), la rabbia della gente, la raccolta differenziata ferma, gli scioperi dei netturbini, degli operai, ecc. ecc. La giaculatoria la conoscete meglio di me che sono napoletana. Ma perché? Perché è un fottutissimo business da cui ricavare una montagna di soldi: nel 2004, calcola la Dia di Napoli, almeno 30milioni di euro. Spremere soldi non dal riciclo ma dall’emergenza. Il meccanismo lo abbiamo capito, noi cittadini normali. La politica strozzata dagli interessi gode a essere strozzata e ci guadagna. Oggi, peraltro, il sequestro da parte della Dia di beni per 13milioni di euro.

Rosaria Capacchione, finissima penna napoletana, scrive oggi su Il Mattino della bella (si fa per dire, eh!) storia degli affari del clan dei Casalesi che gestisce il traffico di rifiuti in Campania e dunque, il balletto dell’emergenza rifiuti. I camorristi sono in giacca e cravatta e fanno business a Wall Street usando i soldi ricavati dall’emergenza. Anzi ci aprono proprio un ufficio a New York, zona Wall Street.

Come? Come solo cervelli sopraffini possono farlo e la Dia di Napoli si sta smazzando per venirne a capo. Si parte da tale Franco Caccaro 49enne imprenditore padovano che secondo la Dia di Napoli è prestanome di Cipriano Chianese, l’avvocato della provincia di Caserta e ideatore del business dei rifiuti pericolosi presi al Nord e seppelliti al Sud. Ne scrivevo a proposito dei 12 pozzi di Giugliano avvelenati dai liquami della Resit, intestata proprio a Chianese.

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I casalesi e le ecomafie diventano una fiction prodotta da TaoDue

pubblicato da Marina

Diventano fiction le ecomafie dei casalesi

La TaoDue, società presieduta da Pietro Valsecchi e che si occupa di produrre fiction ha messo le mani su una storia dolorosa e ancora in via di risoluzione: quella del clan dei Casalesi. Le riprese sarebbero già iniziate e si narrerebbe la storia del clan retto da Francesco Schiavone, detto Sandokan, attualmente in regime carcerario 41 bis, nonché dal latitante Michele Zagaria. Oggetto degli affari del clan l’inquinamento ambientale: dal traffico di rifiuti tossici, al controllo delle discariche, alla gestione del sistema emergenza rifiuti. In tutte le regioni.

L’idea di Valsecchi è questa, come cita Il Mattino del 31 gennaio a pag. 23:

Sarà un grande successo perché gli italiani amano questo genere.

Ma l’annuncio fatto qualche giorno fa ha destato un coro di proteste. La preoccupazione, lo sdegno e l’orrore di chi vive a Casal di Principe e nel casertano, regno dei Casalesi, ossia degli Schiavone e di Michele Zagaria ancora latitante, è concreto.

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Piano rifiuti, l'Europa con 374 voti boccia l'Italia e congela i fondi

pubblicato da Marina

la ue boccia l'italia per il piano rifiuti in campania

La questione emergenza rifiuti in Campania diventa oggetto, per la Commissione europea, di un sonoro richiamo all’Italia: ieri in plenaria con 374 voti a favore è stata votata la bocciatura del Piano Rifiuti presentato dalla Campania. E’ stato specificato, inoltre, che i fondi per sostenere il Piano rifiuti saranno rilasciati solo quando il progetto sarà conforme alle regole della Ue.

La Commissione perciò esorta il governo italiano a intervenire nel rispetto delle leggi dell’Unione, di tenere conto del parere dei cittadini e spiega che se non si dovesse arrivare a una soluzione scatteranno le sanzioni, come riferisce il comunicato:

I progressi compiuti fin’ora nella riduzione dei rifiuti e nel riciclaggio sono “minimi”, i deputati chiedono al governo italiano di assicurare il rispetto delle regole comunitarie entro i termini di osservanza stabiliti dalla Commissione, la quale dovrebbe monitorare gli sviluppi della situazione e, nel caso fosse necessario, imporre sanzioni pecuniarie per assicurare che le autorità campane ottemperino ai propri doveri.I fondi strutturali bloccati dalla Commissione saranno liberati “non appena il piano della gestione dei rifiuti sarà effettivamente conforme alle norme UE”. Attualmente, un piano di gestione dei rifiuti presentato dalle autorità italiane è sotto l’esame della Commissione che ne sta verificando la conformità al diritto comunitario, in particolare per la questione della gerarchia del trattamento e la sicurezza delle discariche.

Infine, un richiamo viene fatto anche alla proposta di attrezzare discariche nelle aree protette. Scrive la Commissione:

La decisione di aprire discariche in aree protette all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, come nel caso di Terzigno, è criticata dai deputati che si oppongono anche a un suo eventuale allargamento, sottolineando anche il sostegno alla decisione di non aprire una seconda discarica a Terzigno, nel sito di Cava Vitiello.Infine, i deputati ritengono che le autorità italiane non abbiano mostrato sufficiente attenzione alle proteste contro la localizzazione dei siti di raccolta e di smaltimento e pertanto chiedono che di “ricostruire un clima di fiducia” dialogando e coinvolgendo le popolazioni locali.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Trattativa Stato-camorra per la gestione dell'emergenza rifiuti in Campania? Il video del racconto di Rosaria Capacchione

pubblicato da Marina

Ecco un capitolo tutto da scrivere, per la magistratura, di quello che potrebbe configurarsi come un vero e proprio accordo tra Stato e camorra a proposito della gestione dell’emergenza rifiuti in Campania.

Ne parla in un intervista concessa a Rainews24 Rosaria Capacchione, giornalista de Il Mattino e sotto scorta a causa della sua penna anti-camorra. In alto i primi 2 minuti del video mentre l’intervista completa la trovate qui.

Cosa racconta Rosaria Capacchione? Per comprenderlo conviene fare un salto indietro e partire dalle denunce fatte oramai tre anni fa da Walter Ganapini ex presidente Greenpeace e ex-assessore all’ambiente della Regione Campania e pubblicate anche da Wikileaks. In pratica, riferisce Capacchione sulla base di fonti sue personali e accreditate, che la camorra avrebbe proposto allo Stato una trattativa per tenere tranquille le popolazioni del casertano, zona dove si trovano le più grosse discariche della regione.

In quelle discariche che ci sta? E’ ancora tutto da capire. Ad esempio si parla, ma è ancora tutto da verificare, di smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi, operazioni queste gestite dalla camorra, con l’intermediazione dei servizi segreti. In cambio cosa avrebbe avuto la camorra? partecipare agli appalti, alla gestione delle discariche, con sue aziende nel mirino dell’antimafia ma miracolosamente in attività e forse con altri vantaggi che riguarderebbero una sorta di immunità sulle pene da scontare. Ricorda Capacchione l’improvvisa scarcerazione del boss Sandokan o i presunti accordi per il ristoro di Michele Zagaria capo dei capi del clan dei casalesi.

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La Ue manda in Campania 007 francesi per indagare sull'emergenza rifiuti

pubblicato da Marina

immondizia a napoli

Per capire il sistema emergenza rifiuti in Campania arriveranno gli 007 del Biois, il Bio intelligence service. Gli esperti analizzeranno la storia della monnezza e di come sia stato tenuto in piedi il disastro ambientale. I controlli ci sono perché i conti all’Europa non tornano, sopratutto prima di versare altri soldi alle casse della Regione Campania per consentire il ripristino della normalità.

Qualche giorno fa vi raccontavo della minaccia dell’Europa: niente raccolta dei rifiuti, niente soldi. Ossia Bruxelles vuole essere certa che a fronte del versamento di fondi vi sia un piano rifiuti. Detto fatto: il piano è stato presentato ma per la verità consiste nella creazione di tre nuove discariche (vietate dalla Ue), nella costruzione di due inceneritori e di un impianto Stir.

L’Europa, perciò visto il fallimentare piano ha deciso di intervenire direttamente. Riporta Il Mattino (18 gennaio 2011 pag. 41) la dichiarazione di Maria Pia Bucella, uno dei commissari europei che segue la vicenda dei rifiuti in Campania:

Stiamo studiando il materiale che abbiamo ricevuto e tra un paio di settimane avremo le idee più chiare. Per il momento non ho capito dove finiranno i rifiuti campani fino al momento in cui saranno realizzati gli impianti di compostaggio e termovalorizzazione.

E’ la stessa domanda che si fanno i cittadini.

Foto | Flickr

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Giugliano, raccolta differenziata arrangiata: la denuncia di Striscia

pubblicato da Marina

Luca Abete a striscia denuncia la differenziata arrangiata a Giugliano

Nel servizio di ieri di Luca Abete andato in onda durante Striscia, la denuncia di come si svolge la raccolta differenziata a Giugliano comune-paesone alle porte di Napoli. Qui trovate il video.

La teoria che regge questo sistema di raccolta è: metti la monnezza sotto il tappeto. Un po’ come già aveva insegnato Guido Bertolaso, spostando i sacchetti dalle strade in fossi denominati discariche. Fioriscono anche i lavori verdi. Gli immigrati sistemano i rifiuti in maniera ordinata lungo il ciglio della strada destinato a fungere da discarica a cielo aperto: da una parte i copertoni, da un lato i sacchetti dell’indifferenziata. Insomma un lavoro sistemato. La Tarsu viene versata al momento: pochi centesimi e i netturbini sono saldati.

Dunque, la situazione è questa: lo scorso 30 dicembre fu annunciata la raccolta differenziata porta a porta. Spiegava il sindaco Giovanni Pianese a Teleclub Italia:

A breve saranno consegnati kit a 18mila nuclei familiari. Ai fini dell’incremento della percentuale di raccolta differenziata la società che cura il servizio integrato di igiene urbana della città, sta facendo distribuire il raccoglitore umido per il porta a porta, le buste e il volantino con i giorni di conferimento. Tutti i materiali che riceveranno i cittadini sono gratuiti e nulla è dovuto per la consegna a casa. Per gli ingombranti, i materiali legnosi, la stoffa, sarà attivato un apposito numero telefonico Le zone dell’avvio della raccolta sono consultabili sul sito web del Comune, nella sezione dedicata. La città, infatti, è stata suddivisa in sei zone per la prima fase dell’avvio del servizio.

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Roghi a Afragola: bruciano rifiuti pericolosi?

pubblicato da Marina

A proposito di emergenza rifiuti in Campania. Ecco un aspetto che viene troppo spesso glissato da media nazionali e locali concentrati a raccontare delle discariche: il fenomeno dei roghi tossici. In alto l’ultimo episodio, in ordine di tempo, filmato ieri: cosa diavolo brucia a Afragola, tra l’Ikea, l’Ipercoop e l’Aeroporto di Capodichino? Dal fumo nero e denso che si sprigiona dai roghi si direbbe che a bruciare non sia legna o foglie e neanche scarti di agricoltura. Denuncia la Terra dei fuochi dal suo profilo su Fb:

Qui si brucia a ciclo continuo, tant’è che i lavoratori dell’Ikea a volte sento puzza di bruciato sin dentro gli ambienti del centro commerciale. A volte il fumo arriva a intersecare il percorso di atterraggio degli aerei sul vicino aeroporto di Capodichino.

Secondo Terra dei fuochi si tratta di veri e propri ecoassassini. Ecco come sono preparati i roghi:

Arrivano con furgoncini o camion con sponda a spalla senza targa e assicurazione, scaricano e vanno via. Poi torna qualcuno e da fuoco a tutto. A guidare questi furgoni di solito sono nomadi che risiedono nel vicino campo. Li si vede trafficare avanti e indietro liberamente mentre i Carabinieri e la Polizia locale sono impegnati a multarci per le comuni infrazioni del codice stradale. Il tutto mentre questi criminali ci stanno letteralmente ammazzando.

Le denunce sono state presentate ma fino a oggi nessuno è ancora intervenuto:

Tutto ciò è stato messo nero su bianco, tutto denunciato in Procura e presso i Carabinieri, ma a nessuno sembra importare. Non solo ci lasciamo intossicare e avvelenare, ma così accogliamo anche i turisti che arrivano nello scalo internazionale di Capodichino.

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