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Tutti gli articoli con tag guardian

Non ci sono più pesci nel mare?

pubblicato da Gabriele Capasso


La memoria della nostra gioventù o quella dei nostri parenti più anziani è spesso fondamentale quando dobbiamo renderci conto di un problema ambientale. Quanti di voi avranno potuto apprezzare con i loro occhi la devastante cementificazione delle nostre coste semplicemente ricordando come “fino a qualche anno fa” l’ambiente fosse incontaminato? Spesso basta una semplice fotografia, non necessariamente in bianco e nero, per rendersi conto dei danni causati dall’uomo e dallo sviluppo sfrenato.

Come facciamo ad avere la stessa cognizione di causa quando si parla dello spopolamento dei mari prodotto dalla pesca industriale? Difficile, se non impossibile, non fosse altro perché il “problema”, è proprio il caso di dirlo, è “sommerso“. Non solo, il violento spopolamento era già abbondantemente avviato quando la maggior parte di noi era già nato e non era cosciente della dimensione del problema. Ci viene incontro un interessante articolo del Guardian che riporta una gif animata (qui nel post nella sua versione statica) che mostra visivamente la diminuzione degli stock ittici dell’Oceano Atlantico nel giro di 100 anni, dal 1900 al 2000.

Quando un’immagine vale più di mille parole.

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La bomba del Guardian: il mondo è già nella Peak Oil zone, i dati sulla produzione vengono distorti

pubblicato da missunderstanding

peak oil zone
Pochi giorni fa il Guardian, quotidiano inglese sempre attento alle questioni energetiche, ha lanciato una bomba, i cui effetti rimbalzano da una parte all’altra della rete, che s’interroga e discute sulla verità dell’accusa. Il Guardian avrebbe annunciato che i dati sulla produzione del petrolio vengono distorti prima di essere rilasciati, sotto l’influenza degli Stati Uniti, via IEA.

Secondo il Guardian il mondo sarebbe già entrato nella Peak Oil zone, e saremmo già nella fase di esaurimento della disponibilità del petrolio, ma i dati verrebbero distorti dalla IEA per non generare il panico. Il report contiene questi dati è il World Energy Outlook, la cui versione per il 2009 è stata presentata martedì a Londra.

Il rilascio di dati distorti, che vanno a confluire nel World Energy Outlook, ha però delle conseguenze sulle strategie e sulle politiche ambientali di tutti i paesi, prima tra tutti l’Inghilyterra che basa le proprie scelte in materia di politica energetica ed ambientale su questo report e sulle statistiche della IEA. In un articolo successivo alla bomba, il Guardian sostiene ancora che la questione dell’esaurimento delle risorse e della Peak Oil zone sia ben nota, ma che si abbia troppa paura per ammetterlo. Voi che ne pensate?

Via | Guardian
Foto | Flickr

Da Manchester 20 idee che possono salvare il mondo

pubblicato da missunderstanding

savetheplanetDopo il report di Manchester sui cambiamenti climatici, il Guardian ha stilato la classifica delle 20 idee che possono salvare il mondo.

Lontane dai tavoli decisionali diplomatici e dagli incontri dei capi di stato, sono idee che provengono dall’inventiva dei singoli, dal passaparola, dalla volontà delle persone di agire per la tutela del Pianeta. Imprenditori, scienziati, creativi hanno presentato le loro idee per l’ambiente.

Nella lista c’è di tutto, da applicazioni di fantascienza a idee bizzarre, passando per applicazioni industriali per ridurre le emissioni a sistemi alternativi per produrre energia dal mare, fino a piani d’azione che sfiorano l’illegale.

Tra le idee più assurde c’è quella di Tom Kruger, che ha proposto di riempire gli oceani di calce per ridurne l’acidità e diminuire la quantità di CO2 nell’atmosfera. Per vedere tutta la carellata di idee, c’è qui la presentazione video delle 20 idee in gara per salvare il mondo.

Foto | Flickr

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Stop per vent'anni alla pesca negli oceani

pubblicato da missunderstanding

stop alla pesca negli oceaniCallum Roberts, professore di Conservazione Marina all’Università di York ha incrociato i dati di 100 pubblicazioni scientifiche per calcolare quante aree marine devono essere chiuse alla pesca. La sua proposta è di chiudere alla pesca un terzo degli oceani per vent’anni, in modo da dare la possibilità di riprodursi alle diverse specie.

La proposta arriva sul tavolo delle discussioni della UE che ha fallito in una politica di pesca comune, mentre nelle sue acque si continua a pescare fuori controllo e si superano i limiti biologici di circa il 30%. La proposta della UE si limita a chiedere un generico taglio nelle attività di pesca, a cui il Professor Roberts risponde con la proposta di creare un’Area Marina Protetta (MPA) sull’esempio di quella dell’Islanda che ha dato la possibilità alle diverse specie di riprodursi significativamente.

Altri esempi positivi di aree marine protette sono quella del New England, che in soli 10 anni di chiusura alla pesca “ha avuto una ripresa spettacolare” e quella di Off Lundy Island, una zona delle acque britanniche totalmente chiusa alla pesca in cui la popolazione di aragoste è 8 volte superiore al resto.

Oggi esistono 4000 MPA che coprono circa lo 0,8% delle acque degli oceani. Secondo voi è auspicabile l’dentificazione di una MPA in Europa o pensate sia necessario distinguere tra aree dedicate alla riproduzione biologica delle specie e zone riservate alla pesca senza che la prima tolga mercato alla seconda?

via | Guardian

Foto | Flickr

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L'inghilterra regala 3000 frigoriferi intelligenti

pubblicato da eymerich

Se viveste nel Regno Unito potreste essere fra i fortunati destinatari di uno dei 3000 frigoriferi “intelligenti” che saranno donati dal governo; si tratta di particolari frigoriferi che adattano automaticamente il consumo di elettricità in base alla domanda di energia della rete elettrica, in modo da non sovraccaricarla.

Secondo un rapporto del Dipartimento di Energia e Cambiamento Climatico inglese, l’uso di questi frigoriferi a consumo dinamico potrebbe potenzialmente far risparmiare 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno e circa 222 milioni di sterline che altrimenti dovrebbero essere investite in tecnologie per il bilanciamento del carico della rete.

Oltre al risparmio energetico, i frigoriferi intelligenti contribuiranno a facilitare la transizione all’uso di energie rinnovabili a intermittenza - come l’eolico, su cui l’Inghilterra sta puntando - riducendo al minimo l’energia necessaria per mantenere stabile la rete elettrica visto che, monitorando la domanda di energia con un’apposita circuiteria, limitano la quantità di combustibili fossili necessari per rispondere alle sovra-richieste di energia

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La vita ridotta all'osso di Leo Hickman

pubblicato da Matteo Razzanelli

Copertina de La vita ridotta all'osso - Editore Ponte alle GrazieQuesto libro è il diario in prima persona di Leo Hickman, un giornalista del Guardian che nel 2004 ha coraggiosamente deciso di accettare una sfida propostagli dal suo editore: vivere un anno intero in modo “etico” e renderne conto in un’apposita rubrica del quotidiano.

Prima di cominciare, Leo decide di ascoltare i consigli di tre “esperti della vita etica”: Mike Childs, direttore per il Regno Unito delle campagne di Friends of the Earth; Renée Elliott, consigliera della Soil Association e fondatrice della catena di negozi Planet Organic di Londra ed infine Hannah Berry, dipendente del bimestrale britannico Ethical Consumer.

Leo invita i tre esperti a passare una serata a casa sua e li fa rovistare dappertutto - dal frigo, al bagno, allo stipo dei detersivi, passando per armadio e giardinetto - per consentire loro di conoscere ogni minimo particolare della vita quotidiana di casa Hickman. La famiglia di Leo è il tipico nucleo famigliare londinese di classe media, composto da tre persone (fra cui una neonata) e residente in una casa vittoriana a schiera.

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