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L'Unione europea dice basta ai sussidi al carbone. Anzi no...

pubblicato da Peppe Croce

L'Unione europea dice basta ai sussidi al carbone. Anzi no...

Dichiarazioni contraddittorie sui sussidi all’industria del carbone da parte del Commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia che ha affermato di voler rivedere la posizione comune europea sugli aiuti comunitari al più antico dei combustibili fossili. Almunia, infatti, spera di riuscire a togliere di mezzo i sussidi entro ottobre 2014 mentre, meno di un mese fa, la Commissione aveva proposto di allungare il regime di aiuti fino al 2022.

Almunia ha dichiarato che lo scopo della sua proposta è di chiudere prima possibile tutte le miniere non competitive entro quattro anni. Una misura che penalizzerebbe soprattutto Germania, Spagna, Ungheria, Polonia e Slovacchia, paesi che si erano spesi moltissimo per ottenere la proroga degli aiuti al 2022. Almunia, tuttavia, ha contemporaneamente garantito che l’Europa troverà altri tipi di aiuto per l’industria del carbone che, secondo le prime stime, potrebbe perdere fino a 100 mila posti di lavoro. I soldi, quindi, escono dalla porta e rientrano dalla finestra.

Centomila posti in meno è un numero che la dice assai lunga sulla capacità di reggere al libero mercato di questa fonte fossile energia. Altri numeri che parlano sono quelli forniti qualche settimana fa dalla Iea su tutti i finanziamenti a tutte le fonti fossili nel mondo: tra petrolio, gas e carbone gli stati spendono 550 miliardi l’anno. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia se questi sussidi pubblici venissero eliminati le emissioni mondiali calerebbero del 7%.

Via | Repubblica
Foto | Flickr

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Ogm: seminata la Amflora, si prepara la Fortuna

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero dell'Agricoltura lancia il sondaggio sulla patata OgmBasf rende noto che è avvenuta, nella Repubblica Ceca, la prima semina della patata ogm Amflora e che il primo raccolto avverrà nel prossimo autunno.

Non ostante le forti polemiche, quindi, Basf forte dell’ok ricevuto dalla Ue va avanti e raddoppia: sdoganata la Amflora, infatti, si prepara l’arrivo sul mercato dell’altra patata ogm, la Fortuna.

Mentre la prima serve principalmente per l’industria della colla e della carta, ed entra nella catena alimentare umana solo indirettamente tramite gli scarti di lavorazione con i quali si fa mangime per animali, la seconda nasce proprio per scopi alimentari.

A differenza della Amflora, che ha un gene in meno, la Fortuna ne ha uno in più derivante dalla patata selvatica che protegge il tubero dalla peronospora. Questo, dicono alla Basf, permetterà una coltivazione più “pulita” grazie all’utilizzo di una minore quantità di agrofarmaci.

C’è poco da scommettere, però, sull’accoglienza che avrà la nuova patata ogm da parte di ambientalisti e sostenitori dell’agricoltura tradizionale e biologica.

Via | Con i piedi per terra
Foto | Flickr

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La lista dei 17 profumi contenenti sostanze chimiche nascoste

pubblicato da missunderstanding

profumi sostanze chimiche

Ewg, associazione no-profit nata con lo scopo di proteggere la salute delle persone e dell’ambiente informando i consumatori, ha appena pubblicato il rapporto Not So Sexy, sulle sostanze chimiche nascoste nei profumi, nei deodoranti e nelle fragranze per il corpo. Cosa nasconde in realtà un’essenza di rosa e quale combinazione tra le 3100 sostanze chimiche in uso nell’industria cosmetica viene davvero usata per creare quell’essenza?

Secondo il rapporto di EWG, le essenze usate nei profumi sono di solito composte con un mix di sostanze chimiche che non vengono riportate sull’etichetta, e la maggior parte della volta sono sostanze derivate dal petrolio. Alcuni test di laboratorio commissionati nell’ambito della Campagna per l’uso di Cosmetici Sicuri, analizzati appunto da EWG, hanno rilevato l’uso di 38 sostanze nascoste in ben 17 famosi profumi, tra cui Chanel, Acqua di Giò, Eternity di Calvin Klein.

I prodotti testati contengono in media 14 sostanze chimiche non riportate sull’etichetta, molte delle quali non sono indicate per l’uso in prodotti per l’igiene e la bellezza della persona, perché causa di reazioni allergiche o tossiche per l’organismo. Il vostro profumo preferito è nella lista?

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Favola Industriale Blues, a teatro la storia (inquinata) del petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta

pubblicato da Peppe Croce

Favola Industriale Blues è il racconto di 60 anni di vita nel polo petrolchimico più grande d’Europa, quello compreso nel triangolo avvelenato di Priolo-Melilli-Augusta, in provincia di Siracusa.

Alessio Di Modica, autore ed attore di Favola Industriale Blues, accompagnato dal sassofonista Gaetano Santoro (attualmente in forze alla Roy Paci & Aretuska Band), narra la nascita del petrolchimico su un sito archeologico e sismico e la conseguente devastazione ambientale del territorio.

Ma ciò che più conta oggi, a sessant’anni di distanza dalla posa della prima pietra del petrolchimico, è la devastazione culturale del luogo causata da una trasformazione forzata di una economia agricola e di pesca in una industriale.

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Ginevra: la Green Economy è l'unica soluzione alla crisi mondiale?

pubblicato da missunderstanding

green economy

Si è conclusa ieri a Ginevra la trentesima edizione dell’incontro annuale delle Nazioni Unite, International Association for Impact Asessment, incentrata quest’anno sulla transizione verso la Green Economy e sulle conseguenze per la Società e l’Ambiente.

L’economia mondiale è in crisi sotto molti punti di vista e l’obiettivo della conferenza di Ginevra è stato proprio quello di trovare e discutere alternative possibili dello sviluppo economico futuro, miranti alla crescita economica in un’ottica di sostenibilità e tutela dell’ambiente. Il programma della conferenza internazionale è stato incentrato sulla definizione dei principi della Green Economy per aiutare i governi a ripensare politiche ed investimenti da un punto di vista ecologico.

Gli esperti di 75 paesi hanno discusso dell’impatto sociale della transizione all’economia verde, mentre 600 delegati di tutto il mondo hanno esaminato le possibilità di investimento nei 5 settori cardine dell’economia: Industria, Agricoltura, Turismo, Città e Trasporti.

Per la conferenza mondiale questo è il momento di agire e di muoversi verso la Green Economy, vista come soluzione possibile alla risoluzione della crisi mondiale, ma affinché le società si possano muovere in questa direzione di sviluppo, ci dovrà essere l’intesa tra operatori privati e governi. Riusciranno realmente i Paesi e muoversi verso uno sviluppo economico sostenibile? Riuscirà la Green Economy a salvarci dalla crisi?

Foto | Flickr

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Nucleare, Fineschi (Università di Pisa): la società italiana non è pronta

pubblicato da Peppe Croce

La tecnologia nucleare, la rigorosit�  con cui deve essere gestita la sua sicurezza, sono compatibili con fenomeni quali Tangentopoli?

Qualche giorno fa il sito web Energia Spiegata, edito dall’Agenzia di Ricerche Informazione e Società (Aris) assai nota per il suo rapporto annuale sul fenomeno Nimby, ha pubblicato un’intervista di Agnese Bertelli a Fabio Fineschi, professore ordinario di Impianti Nucleari all’Università di Pisa. L’intervista, fatta molto bene, è incentrata sul grosso deficit di comunicazione che c’è in Italia tra l’industria, specialmente quella dell’energia, e la popolazione. Un deficit dal quale deriva buona parte dell’effetto Nimby.

Il prof. Fineschi, rispondendo alle domande della Bertelli, tocca vari argomenti. Uno, però, è molto interessante anche per i lettori di Ecoblog: il nucleare. Fineschi, con il lavoro che fa, di certo al nucleare è favorevole. Tuttavia è anche incredibilmente lucido e onesto nell’affermare che, in Italia, lo sviluppo di tale tecnologia potrebbe dare più problemi che altrove. Il problema, secondo Fineschi, non sta nella tecnologia nucleare in sè, bensì nella società italiana:

I problemi tecnici ed economici del nucleare possono essere risolti da bravi, coscienziosi e cauti esperti (che ci sono), ma il nucleare richiede anche una società (che non c’è) che sia capace di accoglierlo e gestirlo con rigorosità politica ed etica, una società che si impegni a bonificare il territorio dalle mafie e dalla corruzione. È questo l’aspetto drammaticamente più urgente della questione nucleare (e non solo), che interroga tutte le istituzioni del nostro Paese, per la soluzione del quale è necessario creare competenze scientifiche e professionali, mobilitazione politica e sociale, tensione morale. Sono questi gli interrogativi a cui si deve dare una risposta vera e significativa, chiamando a giudici tutti i cittadini

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Legambiente, Rapporto Mal'Aria: industria e traffico i grandi killer

pubblicato da Peppe Croce

Legambiente presenta il rapporto Mal'Aria industriale

Legambiente ha presentato il rapporto Mal’Aria industriale 2010, cioè lo studio sulla qualità dell’aria e sulla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria che quotidianamente respiriamo. Lo studio, come si intuisce dal nome, si focalizza sull’apporto dell’industria pesante e dell’energia all’inquinamento totale.

Apporto pesante, anzi pesantissimo visto che è proprio l’industria il settore della nostra economia che emette più veleni. La cosa è ancor più vera se si analizzano alcuni tipi di sostanze inquinanti, come i metalli pesanti e le diossine. Quanto a emissioni di questi due tipi di veleni, che in realtà sono due grandi categorie con centinaia di sostanze al loro interno, la grande industria italiana non teme confronti.

Il rapporto Mal’Aria 2010, però, prende in considerazione anche il contributo fornito dagli altri settori. Leggendo i dati si scopre che se l’industria è prima, il traffico veicolare è secondo. Tolti i trasporti commerciali sarebbe ora di iniziare a pensare seriamente, anche in Italia, a qualche forma di mobilità sostenibile.

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Come sarà la moda nel 2025?

pubblicato da missunderstanding

moda 2025Come sarà l’industria della moda nel 2025? Continuerà a sprecare e ad emettere tanto quanto oggi o avrà compiuto un percorso verso la sostenibilità? Ci auguriamo la seconda, e con noi il Forum for the Future, che compie uno sforzo per guidare l’industria della moda mondiale verso un futuro più verde.

Quattro diversi scenari ipotizzano il futuro della moda nel 2025, tenendo conto dei cambiamenti climatici, della crescita della popolazione, della scarsità delle risorse, dello sviluppo della tecnologia, dei cambiamenti nella produzione.

  • Lo scenario Techno-Chic prevede abbigliamento camaleontico, capace di mutare a seconda di situazioni e necessità, scelto grazie a specchi virtuali che usano la tecnologia 3D;
  • Lo scenario Patchwork Planet immagina materie prima che vengono dalla cellulosa dei batteri e lavatrici senz’acqua per far fronte alla scarsità delle risorse;
  • Lo scenario Slow is Beautiful pevede una lotta tra marchi su parametri di sostenibilità, mentre la gente indossa abiti intelligenti, che ne preservano la salute ed il benessere;
  • Lo scenario Community Couture prevede che l’industria della moda tenda a minimizzare i costi e si basa sul riciclo di abiti e materiali di sartoria.

Voi, come immaginate il futuro della moda: c’è uno tra i 4 scenari che ritenete possibile per il 2025? O immaginate un’industria della moda molto simile a quella di oggi, con le grande case che si contendono il mercato tra sprechi ed eventi tutt’altro che sostenibili?

via | fastcompany

Foto | Flickr

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Eco Hotel: Bio Hotel, ricostruzione di un albergo sostenbile dotato di centro benessere

pubblicato da missunderstanding

eco hotelPresso Eco Hotel, salone del risparmio energetico della Fiera Expo Riva Hotel, saranno presentate le soluzioni di bioarchiettura e bioedilizia per strutture turistiche e ricettive efficienti dal punto di vista dei consumi e altrettanto piacevoli da vivere o visitare.

Une sempio dell’integrazione tra ecosostenibilità e industria del turismo è il Bio Hotel, la ricostruzione di un edificio alberghiero ecosostenibile, realizzata in pannelli modulari multistrato in legno. Il Bio Hotel è un albergo sostenibile anche all’interno: è decorato con prodotti naturali o ottenuti dal recupero e dal riciclo di materiali di scarto.

In più, nella hall del Bio Hotel è possibile visitare l’area relax, una richiesta sempre più frequente da parte degli amanti del benessere, ma molto dispendiosa in termini di emissioni. All’interno del Bio Hotel l’area benessere è ricavata in uno spazio inferiore ai 45mq, completo di tutto ciò che serve per rilassarsi, dalla palestra al bagno turco.

Nella realizzazione del prototipo di Bio Hotel sono state coinvolte numerose aziende, leader nei campi della bioedilizia e dei rivestimenti ottenuti da materiali riciclati. Chissà se servirà d’esempio all’industria del turismo, che dovrebbe cominciare a fare i propri bilanci ambientali e orientarsi verso la domanda di servizi turistici sempre più sostenibili.

Foto | Flickr

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Finanziaria: ritirato l'emendamento sulle rinnovabili

pubblicato da Simone Muscas

Pannelli fotovoltaiciQualche giorno fa su Ecoblog abbiamo parlato della forte preoccupazione nel settore industriale del fatto che, dalla lettura di un documento contenente la bozza degli emendamenti alla Finanziaria 2010, sarebbe emersa la possibilità di una riduzione dei finanziamenti statali per le energie rinnovabili. Ebbene, sembrerebbe che quell’emendamento sia stato ritirato.

A renderlo noto sono le associazioni di categoria (Anev, Aper, Assosolare, Federpern, Fiper, Greenpeace Italia, Ises Italia, Itabia, Kyoto Club e Legambiente) che nei giorni scorsi, in un documento congiunto, avevano manifestato la loro preoccupazione verso un provvedimento che avrebbe ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili e ne chiedevano la cancellazione.

L’emendamento in questione, che sarebbe stato presentato alla Camera nei prossimi giorni, prevedeva sia una forte riduzione dei coefficienti di incentivazione alle fonti rinnovabili non programmabili, a causa delle difficoltà di dotare gli impianti di una capacità di accumulo dell’energia, sia una drastica riduzione del valore del prezzo di riferimento del certificato verde, che sarebbe passato da un prezzo medio di mercato pari a circa 85 euro/MWh a circa 40 euro/MWh.

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