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Tutti gli articoli con tag israele

Etenergy, da Israele i pannelli fotovoltaici come girasoli

pubblicato da Marina

Etenergy

Etenergy è un sistema di pannelli fotovoltaici sviluppato in Israele dalla Etenergy di TelAviv. In sostanza una serie di moduli di pannelli fotovoltaici assemblati e messi su torri, sono orientati verso il sole attraverso una rete di tiranti in acciaio comandati a distanza.

I progettisti assicurano che reggono venti fino a 140 Km/h e nel contempo riescono a ottenere una resa del 40% superiore a quella dei pannelli fotovoltaici statici.

Dopo il salto il vodeo di presentazione.

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La Turchia in freddo con l'Ue per le trivellazioni di gas off shore a Cipro

pubblicato da Marina

cipro gas offshore La Turchia minaccia di congelare i rapporti con la Ue se Cipro assumerà la presidenza semestrale da luglio a dicembre 2012. Perché? Oggetto della crisi sono le trivellazioni che iniziano oggi al largo delle coste cipriote, per estrarre una parte di quegli 8mila miliardi e mezzo di metri cubici di gas stimati. Si badi bene che la Turchia non scherza e ha già inviato da giorni tre incrociatori e tre aerei militari a pattugliare la zona riconosciuta dall’Onu come EEZ (Exclusive Economic Zone).

Sull’ottimo La pulce di Voltaire la ricostruzione politica della crisi che rischia di mandare a carte e quarantotto il progetto tutto italiano di portare la Turchia nella Comunità europea. Ma perché ai turchi dà fastidio se trivellano al largo di Cipro? Non basterebbe un accordo commerciale per risolvere la questione? Purtroppo no perché a trivellare in quello che è il Block Leviathan sono i texani della Noble Energy e gli israeliani della Delek. Dei problemi che sarebbero sorti in merito alla spartizione di uno dei più grossi giacimenti al mondo di gas ne scrivevo nel 2009. Parte di quel gas si trova sotto la Striscia di Gaza.

Spiega Il Mediterraneo:

Ora però le circostanze sono cambiate. Ankara è in piena crisi diplomatica con Tel Aviv, a causa delle mancate scuse da parte di quest’ultima dell’uccisione di nove cittadini turchi sulla nave umanitaria Mavi Marmara ed ha patrocinato la questione mediorientale, ossia la revoca del blocco israeliano su Gaza.

Ma la Turchia non controlla solo le acque. Ha deciso di procedere in proprio con le trivellazioni e dunque riferisce Hurriyet Daily News, la Turkish Petroleum Corporation avrebbe già ottenuto i permessi di trivellazione. Di fatto i migliori clienti per quel gas siamo noi europei; turchi e israeliani, come spiega Ali Haidar esperto di geopolitica, litigano ma poi fanno affari. Restano però da definire i confini delle estrazioni e a chi toccherà la fetta più grossa.

Foto | Military Photos

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Il fotovoltaico galleggiante finalista al Clean Tech Open IDEAS Competition

pubblicato da Barbara Arlati

Pannelli solari sull'acqua

La rivoluzionaria idea di poggiare i pannelli solari sull’acqua è venuta alla Solaris Synergy, un’azienda israeliana che conta di iniziare quanto prima i test per intanto si ”accontenta” di essere arrivata tra i finalisti del Clean Tech Open IDEAS Competition. La vittoria è andata a un progetto danese che ha inventato un materiale da costruzione super leggero.

I pannelli fotovoltaici potrebbero essere posizionati anche in piccoli serbatoi per sopperire al fabbisogno energetico di una famiglia.

L’idea potrebbe essere perfezionata entro l’anno, i test in Israele si effettueranno in un grande serbatoio.

Veramente molto interessante questo fotovoltaico ”acquatico” che permette, non dimentichiamolo, di non occupare prezioso terreno destinabile a piantagioni e utilizzi agrivoli ma di sfruttare la più vasta risorsa del pianeta: l’acqua.

Via | Clean Tech
Foto | GreenProphet

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Israele blocca la pesca e vara un piano di emergenza per ripopolare il lago di Tiberiade

pubblicato da missunderstanding

lago di tiberiade

Secondo il Vangelo nel lago di Tiberiade Gesù compì il miracolo, riempendo di pesci le reti dei pescatori. Poiché solo un miracolo potrebbe salvare il lago, in cui non ci sono quasi più pesci, il governo di Israele corre ai ripari con un piano di emergenza, bloccando la pesca per due anni.

Il lago di Tiberiade è il più grande lago d’acqua dolce dello stato di Israele, habitat naturale di 23 specie diverse di pesci, sebbene al tempo del miracolo se ne contassero 153. Il lago oggi rischia di rimanere senza fauna ittica a causa della pesca incontrollata e della scarsità delle piogge.

Il Ministro dell’Agricoltura Shalom Simhon ha vietato la pesca anche nel tratto Nord del fiume Giordano, che si riversa nel lago di Tiberiade, e nei suoi affluenti per cercare di preservare la biodiversità del lago. Secondo quanto riporta il Telegraph lo stop alla pesca entrerà in vigore tra pochi giorni e la situazione di emergenza è tale che il governo si è impegnato a risarcire i pescatori del lago.

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Israele rivuole la leadership per il solare

pubblicato da missunderstanding

israel solar

Nemmeno cinquant’anni fa Israele era leader mondiale per quanto riguarda le rinnovabili, al primo posto per tecnologia e investimenti in impianti solari. Oggi il Paese si muove per riconquistare la leadership: durante i tre giorni della conferenza Internazionale sull’energia da fonti rinnovabili Eilat-Eilot ne ha parlato chiaramente il Primo Ministro israeliano, assieme a Uzi Landau, ministro per le Infrastrutture.

A Copenaghen Israele ha confermato il proprio impegno per ridurre le emissioni del 20% entro il 2020 e il governo si è impegnato per far sì che il Paese produca il 10% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Ma la questione è più complessa: verso la fine del 2009 fa l’ente nazionale per l’energia elettrica ha dichiarato lo stop per il solare, tanto da far insorgere almeno un centinaio di aziende che hanno segnalato l’empasse al ministro per le infrastrutture.

Durante la conferenza di Eilat - Eilot lo stesso Landau ha annunciato pubblicamente lo sblocco delle quote per il solare e i finanziamenti per il più grande impianto solare del paese, che ci aspetta in funzione per il 2014. Speriamo che il solare di Israele torni a brillare e a illuminare ad energia pulita.

Via | Treehugger
Foto | Flickr

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Aora Solar, pronto il primo impianto solare ibrido

pubblicato da missunderstanding

impianto solare ibrido

I pannelli solari sono un’invenzione fantastica, che produce energia senza inquinare, finché il sole splende. Ma l’energia del sole, da sola, non può fornire energia su richiesta, soprattutto in giornate senza sole o a comunità autonome che vivono lontano dai cavi di allacciamento all’energia elettrica, necessaria quando il sole non c’è. Per questo è stato realizzato il primo impianto ibrido, che sarà messo in funzione il 24 giugno a Yavne, in Israele.

Il primo impianto ibrido al mondo alimenterà il Kibbutz di Sammar, riuscendo ad alimentare autonomamente l’equivalente di 70 abitazioni per 24 ore al giorno per 7 giorni. I pannelli solari sono collegati ad una turbina, alimentata - quando occorre - a biodiesel o a gas naturale, per avere sempre a disposizione l’energia necessaria.

Aora Solar è il primo prototipo di impianto ibrido, pensato e realizzato per fornire energia e rendere autonome comunità isolate, ma che potrebbe trovare largo uso anche per fornire energia a fabbriche e fattorie.

via | Inhabitat

Israele: parchi naturali per non dividere Gerusalemme

pubblicato da Orangeskies


Israele avrebbe intenzione di impedire la divisione di Gerusalemme tra israeliani e palestinesi, costruendo dei parchi e aree verdi intorno alla Città Vecchia, che modifichino la struttura della città in maniera decisiva.

La denuncia è dell’associazione israeliana Ir Amin, che si batte per una Gerusalemme condivisa e avrebbe scoperto un piano segreto secondo cui saranno creati una serie di insediamenti di vario tipo, parchi naturali ma anche archeologici, che portino alla demolizione di edifici dove risiedono quasi sempre palestinesi.

Un esempio è quello previsto dalla municipalità a Silwan, sotto la cosiddetta Città di David, che nei mesi scorsi ha già provocato 88 ordini di demolizione ai danni di residenti palestinesi della zona. Israele punterebbe quindi a fare fatti sul terreno (facts on the ground), e la denuncia arriva proprio nei giorni in cui il pontefice Benedetto XVI si trova in visita nel Paese, con Gerusalemme sotto i riflettori del mondo.

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Striscia di Gaza: il gas offshore la vera causa del conflitto?

pubblicato da Marina

la guerra del gas

Un conflitto, quello che si è appena concluso a Gaza che sembra affondi le sue radici in ragioni per nulla politiche ma molto molto economiche. E’ questa la tesi sostenuta da Michel Chossudovsky professore di economia all’Università di Ottawa che spiega nel suo articolo War and Natural Gas: The Israeli Invasion and Gaza’s Offshore Gas Fields apparso l’8 gennaio su globalresearch.

Scrive Choussudovsky:

L’invasione militare della striscia di Gaza da parte delle Forze israeliane ha una relazione diretta con il controllo e con la proprietà di strategici giacimenti di gas al largo.

Svela lo studioso, che le riserve di gas appartengono alla Palestina e che alla morte di Yasser Arafat e con l’elezione del Governo di Hamas, Israele di fatto ha preso il controllo dei giacimenti senza consultare Hamas. Infatti nel 1999 fu firmato un accordo tra l’Autorità Palestinese e la Bg, British Gas Group per i diritti di prospezione per gas e petrolio per 25 anni.

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Arrestati attivisti di Greenpeace dalla polizia israeliana

pubblicato da PiccoloSocrate

Attivisti Greenpeace

L’intero equipaggio di attivisti della nave Warrior di Greenpeace lunedì mattina è finito in manette nel porto di Ashkelon in Israele ed è stata fermata la loro nave con cui protestavano contro l’utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica. La guardia costiera israeliana notando la navigazione della nave Rainbow Warrior di Greenpeace in zone del porto proibite e i seguenti atti di vandalismo ha avvertito la polizia locale che poco dopo è giunta sul posto procedendo agli arresti.

Due attivisti hanno scritto con le bombolette “Quit coal” sulla fiancata di una nave che stava scaricando carbone per alimentare la centrale termoelettrica di Ashkelon: l’intervento della polizia israeliana nel porto ha messo le manette anche ai cameramen e ai reporter inclusi nell’equipaggio, 14 persone in totale, fra cui nessun connazionale.

Non è la prima volta che gli attivisti di Greenpeace si ritrovano nei guai con la giustizia per una buona causa in Israele: a maggio erano saliti sul tetto della residenza del ministro per le infrastrutture ed avevano esposto uno striscione contro le installazioni volute dal ministro per sfruttare il carbone. Questa volta chiedono al Governo israeliano (così come a tanti altri nel mondo) di non costruire ulteriori centrali a carbone dato l’alto tasso d’inquinamento che comportano ed i disastrosi effetti sui cambiamenti climatici. Ad ogni modo la reazione esagerata della polizia locale non passerà di certo inosservata.

Via | Jpost, Ufficio Stampa di Greenpeace,Israelnationalnews.com

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Tel Aviv: ecco la soluzione rifiuti per la Campania. Ma Bertolaso non ci crede

pubblicato da Marina

La soluzione ai rifiuti(e non solo campani) c’è . E’ sotto brevetto e l’hanno inventata gli israeliani e si chiama Arrow-Bio. Me lo segnala Fabio. A un nostro lettore e ne leggo anche i thread su il Meetup amici di Beppe Grillo di Napoli a cui ho chiesto di partecipare all’incontro con il responsabile italiano.
Segnalo questa soluzione non solo per l’emergenza Campania. Consideriamo che anche la Sicilia e il Lazio sono sull’orlo del collasso.

In pratica con questo sistema denominato ArrowBio e che funziona ad acqua, è possibile differenziare i rifiuti e separare la parte organica da quella inorganica grazie alla forza di gravità. La parte organica opportunamente trattata diviene una poltiglia che può essere usata oltre che per produrre metano, anche come fertilizzante naturale. Insomma, si tratterebbe dell’uovo di Colombo. Il sottosegretario Bertolaso è stato opportunamente informato di questa possibilità proprio dai media: è stato intervistato da Stefano Mensurati il 27 giugno per la puntata di Radiocity su RadioUno. Vi ho estrapolato la parte che riguarda proprio la chiacchierata tra Mensurati, Bertolaso e Doron Sapir vice sindaco di Tel-Aviv (e la traduttrice) che riporta la sua esperienza:

Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno

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