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Tutti gli articoli con tag monsanto

Wikileaks rivela la "rappresaglia" Usa contro gli anti-ogm europei

pubblicato da Peppe Croce

Wikileaks rivela la "rappresaglia" Usa contro gli anti-ogm europeiDa Wikileaks un altro cablogramma molto interessante: dopo quelli sulle trivellazioni petrolifere in Sicilia e sul sistema radar Muos, l’ultimo che riguarda il rapporto tra diplomazia Usa e ambiente ha a che fare con gli Ogm.

Il cablogramma in questione è del 14 dicembre 2007 ed è stato inviato dall’ambasciatore statunitense a Parigi, Craig Stapleton. Stapleton descrive l’orientamento contrario agli ogm del governo francese, ma anche di quello italiano e austriaco. Ma è con la Francia che gli americani se la prendono particolarmente.

Il punto di partenza è la messa in discussione del mais transgenico Mon-810 della Monsanto, che proprio non va giù al big business d’oltre oceano. Secondo Stapleton, infatti, è il caso di mettere in atto una “retaliation” contro la Francia. Era dal 1954 che il termine retaliation (rappresaglia) non si vedeva nelle relazioni internazionali.

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Comuni: troppi diserbanti nelle aiuole

pubblicato da Marina

diserbanti per le aiuole cittadine Il sempre interessantissimo blog di Gianna Ferretti, Trashfood, segnala una pratica a dir poco sconcertante: l’uso ingiustificato di diserbanti per tenere pulite le aiuole e gli spazi verdi comunali.

Conduce la battaglia Fabio Taffetani docente di Botanica dell’Università Politecnica delle Marche il quale spiega che sempre più le amministrazioni pubbliche italiane, cioè i comuni stanno facendo ricorso al:

diserbante più aggressivo e meno selettivo oggi sul mercato (il glyphosate) per il “decoro” delle strade pubbliche e con la scusa di combattere le allergie da polline (in realtà, anziché ridurre le fonti di produzione di polline, se ne determina un aumento significativo con la proliferazione delle graminacee, oltre alla nebulizzazione nell’aria di principi chimici tossici anche in aree urbanizzate e ad alta intensità di traffico), ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si dovrà continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi, in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno.

Indovina indovinello: qual’è il marchio commerciale del glyphosate? Monsanto vi dice nulla?

Via | Trashfood

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Russia, le foto degli effetti dell'alimentazione OGM sui criceti: sterilità e peli sulle gengive

pubblicato da Marina

il prof Alexey Surov a destra nella foto Qualche settimana fa vi avevo parlato di uno studio condotto da Alexey V. Surov, finanziato dall’Associazione nazionale Russa per la sicurezza genetica e relativo agli effetti dell’alimentazione OGM riferita a esperimenti su criceti (qui trovate l’articolo originale in russo).

Ebbene sul sito dell’Institute of Responsible technology viene anticipato lo studio, corredato da alcune foto, che sarà pubblicato il prossimo luglio.

Le foto e le anticipazioni sono frutto di una mail del prof. Surov dove racconta e mostra parte dei i risultati derivati dall’alimentazione con soia OGM di coppie di criceti e dei loro discendenti che non hanno presentato problemi alla prima generazione. Le cose si sono poi complicate alla seconda e alla terza generazione.

Criceti alimentati con soia OGM: le foto delle gengive ricoperte da peli
Criceti alimentati con soia OGM: le foto delle gengive ricoperte da peli Criceti alimentati con soia OGM: le foto delle gengive ricoperte da peli Criceti alimentati con soia OGM: le foto delle gengive ricoperte da peli

    (La prima foto si riferisce alle gengive dei criceti analizzati dal prof Surov; la seconda foto è relativa ad uno studio analogo condotto sui topi nel 2005 da Irina Ermakova che mostrava la scarsa crescita degli animali nutriti con OGM; la terza foto riporta il cambio di colore nei testicoli di topi alimentati con OGM sempre nello studio della Ermakova. Le ultime due foto sono prese d’esempio perché conducono ai medesimi risultati avuti dal prof. Surov in attesa di ricevere le sue foto originali).

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Mc Donald's snobba la patata ogm Amflora

pubblicato da Peppe Croce

Mc Donald's snobba la patata ogm Amflora

Secondo un articolo del settimanale tedesco Der Spiegel, riportato dal quotidiano italiano La Repubblica, le principali catene mondiali di fast food sarebbero contrarie alla diffusione massiccia sul mercato delle patate ogm, recentemente sdoganate dall’Unione europea.

Tutto nasce da una semplice domanda rivolta da Greenpeace a Burger King, McDonald’s, Lorenz Snack-World e Nordsee, insomma a tutto il panino che conta nel mondo: avete intenzione di utilizzare la suddetta patata ogm nei vostri menù? Risposta massiccia: no.

Der Spiegel, oltre a dare la notizia, ipotizza anche l’interpretazione: i consumatori non gradirebbero e fuggirebbero in massa dai fast food. Credibile, molto credibile, perchè c’è un precedente neanche troppo lontano: nel 2004 Greenpeace lanciò una campagna durissima contro Mc Donald’s che, all’epoca, utilizzava per i propri panini dei polli alimentati con soia transgenica Monsanto.

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OGM, Futuragra fa ricorso contro il decreto Zaia

pubblicato da Marina

Futuragra annuncia ricorso contro il degreto zaia anti ogm La battaglia per il mais OGM si annuncia dura e aspra. Il Ministro Luca Zaia ha firmato un decreto che ne vieta la coltivazione in Italia, nonostante il parere positivo del Consiglio di Stato. Futuragra, l’associazione che ha innescato tutto il processo di approvazione della coltivazione del Mon810 sotto brevetto Monsanto e che parla a nome di molti coltivatori padani, è contro il decreto Zaia e per bocca di Silvano Dalla Libera, agricoltore di Pordenone annuncia che sarà presentato ricorso.

Ha detto Dalla Libera:

Impugneremo il decreto e mi auguro che il governo lo bocci perché non può essere un ministro o una associazione di categoria come Coldiretti che blocca l’innovazione in Italia. Io spero nel buonsenso di alcuni politici, soprattutto del PdL che predica la libertà ma alla fine questa libertà a noi agricoltori non viene data. Noi vogliamo coltivare questo mais per dimostrare che il mais ogm è sanissimo e dà più reddito agli agricoltori in un momento di crisi come questo: in Italia abbiamo avuto un calo di reddito nell’agricoltura del 25% e le aziende stanno chiudendo.

Secondo Dalla Libera coltivare mais Ogm porterebbe a un guadagno di circa 300/400 euro per ettaro e conclude:

Prenderemmo tutte le misure necessarie, hanno paura che vengano a galla tutte le falsità sugli ogm.

Via | CNRMedia
Foto | Flickr

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Polemiche in India per la melanzana Ogm

pubblicato da alessandra

Bt brinjal, è il nome della prima melanzana geneticamente modificata che potrebbe approdare al mercato indiano. Inevitabili, già da qualche mese, sono esplose le polemiche che spaccano la società tra oppositori e impavidi sostenitori.

Questi ultimi, in particolare, sostengono che la maggiore resistenza della Bt brinjal e degli ogm in genere agli insetti e agli eventi atmosferici e metereologici, consentirebbe un incremento tale nella produzione di cibo da sfamare senza problemi e a costi competitivi sul mercato l’intera popolazione dell’immenso Paese. In effetti, è ancora molto forte l’onda dell’entusiamo per il cotone geneticamente modificato che, nel 2002, ha portato ad un aumento insperato della produttività in questo settore…Per contro, i detrattori si fanno forti del rapporto del Committee for Independent Research and Information on Genetic Engineering (CRIIGEN) presentato proprio in questi giorni alle autorità governative dall’Institute for Science in Society evidenziando lo scarso valore nutritivo della melanzana incriminata e gli effetti disastrosi sulla salute degli animali (diarrea, riduzione del fegato, maggiore resistenza agli antibiotici e modifiche ormonali). Inoltre, la questione si scalda anche sul piano politico con le accuse mosse al ministro dell’Ambiente Jairam Ramesh di connivenza con la Monsanto, una multinazionale leader nel campo degli OGM…

Al momento, probabilmente più per quieto vivere che per convinzione personale, lo stesso ministro dell’Ambiente ha annunciato la sospesione del lancio della melanzana geneticamente modificata, almeno fino a quando le analisi del caso non avranno fatto luce sulle tante questioni ancora irrisolte…

Foto | Flickr

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Angry Mermaid, la Sirenetta arrabbiata premia il sabotatore pro-cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding

angry mermaid copenaghenIn vista dell’incontro di Copenaghen, accanto al premio per il miglior articolo giornalistico, è spuntato un altro premio, che sarà consegnato direttamente dalla Sirenetta Arrabbiata, anche se il vincitore non avrà nulla da festeggiare.

La Sirenetta, simbolo di Copenaghen, è arrabbiata perchè la sua città ospita un evento cruciale per fermare i cambiamenti climatici, ma tante aziende ci lucrano su, mentre altre continuano ad inquinare, senza preoccuparsi dell’aumento della temperatura e dell’innalzamento dei livelli dei mari, cosa che invece preoccupa abbastanza la Sirenetta. Cosi Angry Mermaid ha deciso di lanciare un premio a suo nome, perchè qualcuno deve pur pagare per quello che sta succedendo: Angry Mermaid è il premio che andrà all’azienda o alla lobby che si è più impegnata a sabotare l’azione positiva contro i cambiamenti climatici, magari guadagnandoci anche.

La Sirenetta ha ricevuto segnalazioni da tutto il mondo e ha chiesto ad Attac Denmark, Corporate Europe Obesrvatory, Friends of the Earth ed altri di far parte della giuria. Tra i dieci nominati, ci sono Monsanto e l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, giusto per citarne alcuni. Il sabotatore verrà insignito dello scomodo premio tramite una votazione pubblica, aperta online da ieri mattina e disponibile fino al 13 dicembre. Aiuta anche tu la Sirenetta, vota il sabotatore pro-cambiamenti climatici.

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L'Irlanda mette al bando i cibi geneticamente modificati

pubblicato da missunderstanding

irlanda ogm freeMentre da una parte il Principe Carlo li ha definiti come il disastro ambientale più grande di tutti i tempi, e dall’altra Monsanto & co. continuano a proclamarli innocui per gli esseri umani, l’Irlanda prende posizione, e bandisce dal suo territorio i cibi geneticamente modificati.

Via le produzioni OGM dall’Irlanda, e benvenuta l’etichetta che lo segnala su tutte le produzioni animali e derivati come carne, uova, pesce, crostacei, così come sui prodotti agricoli, con l’approvazione degli allevatori irlandesi, che non potevano più competere con i giganti dei cibi geneticamente modificati, che producono in territori in cui non vigono le restrizioni EU, come il Brasile e l’Argentina, per poi esportare in Europa.

Questa importante decisione farà sì che le produzioni agricole e animali irlandesi possano essere riconosciute come frutto di un processo di produzione più ecologico e naturale, favorendo lo sviluppo delle esportazioni di prodotti irlandesi verso gli USA, con esiti positivi anche sul turismo dell’isola verde, ora non più solo di nome.

via | Treehugger

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Europa, l'Efsa approva 3 mais OGM

pubblicato da Marina

Mangeremo mais OGM? L’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha detto si a 3 mais OGM, il Mon810 (Monsanto), il Bt11 (Syngenta) e il 1507 (Pioneer-Dow). Ciò vuol dire che un primo passo verso l’autorizzazione alla coltivazione in Europa è stato fatto.

Il parere, in 27 pagine, dice che sostanzialmente fino ad oggi non sono state prodotte prove sufficienti a dimostrare che i 3 mais OGM siano dannosi per la salute animale e umana.

Nei 3 OGM è presente il gene Bt che serve a tenere lontane le larve di piralide, mentre nel 1507, c’è in più un gene che rende la pianta resistente a un erbicida totale.

La Commissione europea che si dovrà pronunciare, potrebbe chiedere, ad esempio, alla Francia di ritirare il divieto di coltivazione del Mon810, anche se la maggioranza qualificata può sempre rifiutarsi di accogliere l’indicazione della Commissione e far si che in Francia continui a sussistere il divieto per gli OGM.

Rispetto agli OGM Bt11 e 1507 lo stop era stato imposto dal Commissario all’ambiente Stavros Dimas, che perciò aveva presentato all’Efsa 11 nuovi studi che ponevano in lucce gli effetti negativi di questi due mais sull’ ecosistema. Ma appunto secondo l’Efsa gli studi proposti non riportano novità tali da giustificare un parere negativo.

Via | Cronaca24, notizieAlice
Foto | Flickr

Il biologico è per tutti. Intervista a Andrea Ferrante Presidente A.I.A.B.

pubblicato da Marina

Il logo AIAB

Dopo le accese discussioni a proposito dei post “Cibi alle diossine. Parliamone!” e “L’agricoltura secondo Monsanto” dove i vostri commenti sono scivolati sui prodotti derivati da agricoltura biologica e sulla loro, o meno, salubrità, ho contattato Andrea Ferrante, presidente A.I.A.B. (Associazione italiana per l’Agricoltura biologica) 39 anni, siciliano, agronomo, che ci chiarisce un po’ di luoghi comuni che girano sull’agricoltura biologica. L’intervista è avvenuta due giorni fa al telefono (impossibile seguirlo nei suoi spostamenti) e a bruciapelo gli ho posto la domanda sulle aflatossine.

D.: Presidente, alcuni lettori sostengono che le aflatossine sono presenti nei prodotti Bio e non nei prodotti OGM. E vero?
R.: Questo è un argomento che viene tirato fuori ciclicamente. Secondo gli scienziati del Sagri, il mais Bt è più sicuro per la salute, perché contiene un bacillo che allontana la piralide, un insetto che stimola la produzione di tossine nella pianta. Il punto è che le aflatossine le troviamo indipendentemente dal metodo di produzione, dal fatto che sia un seme OGM, a causa del cattivo stato di conservazione del mais o per un errato sistema di raccolta. Ricordo che le principali aflatossine che si trovano nei cereali, sono del genere fusarium, che trova la condizione ottimale di sviluppo in presenza di azoto nitrico e replicazione della stessa coltura sul terreno. L’agricoltura biologica come principio obbligatorio, usa azoto organico e pratica la rotazione delle colture. Il problema si pone invece, seriamente, nella filiera di conservazione e trasformazione.

D.:Gira voce che il vino prodotto biologicamente serva a tagliare quello prodotto in maniera tradizionale e con qualche problema di pesticidi…
R.: Se così fosse si tratterebbe di frode in commercio e andrebbe denunciata. E’ da tener presente che se i Nas svolgono in un anno 11mila controlli, noi ne effettuiamo 60mila. Purtroppo il regolamento comunitario in materia di agricoltura biologica è in vigore da 19 anni e ancora non si è percepito che il livello di controllo e sicurezza per i prodotti biologici è molto severo. I produttori biologici, in termini di occupazione, sono più forti di Telecom e Fiat messi assieme e muovono un volume di affari pari a 2miliardi di euro annui. Se non sono certezze queste.

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