
Si inizia a far sul serio per i referendum di inizio giugno su nucleare e acqua pubblica (ai quali si aggiunge quello sul legittimo impedimento): i comitato del sì e quelli del no hanno cominciato a muoversi e preparano le prime iniziative. Partiamo dall’acqua: il comitato Acqua Bene Comune, promotore del referendum, ha indetto una manifestazione nazionale per sabato 26 marzo a Roma e cerca di far coppia con i promotori della consultazione antinucleare:
Sabato 26 marzo il popolo dell’acqua ha indetto a Roma una grande manifestazione nazionale per 2 SI’ ai referendum per l’acqua bene comune, per il SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia. Una piazza per l’acqua, una piazza per la vita.Questi referendum sono fondamentali per tutte le donne e uomini che guardano ad un altro modello di società, di sviluppo e al futuro del pianeta
Cambiando fronte troviamo la pseudo associazione ambientalista, in realtà astroturfista, dei Circoli dell’ambiente di matrice Pdl, che sono contrari ad entrambi i referendum e hanno appena messo in piedi un sito internet unico per dire no ad entrambe le consultazioni popolari.
Continua a leggere: Nucleare e acqua pubblica: si scalda la macchina referendaria
Mentre si riscalda la macchina referendaria per i due super quesiti che verranno proposti agli italiani a breve (quello sull’acqua pubblica e quello sull’energia nucleare), si è già capito che entrambi i referendum avranno un solo grande nemico: l’astensionismo.
Per combatterlo, e per risparmiare qualche euro che di questi tempi male non fa, la proposta che arriva dalle associazioni pro acqua pubblica e da quelle anti nucleare è sempre la stessa: accorpare i referendum con le elezioni amministrative che si svolgeranno tra primavera e inizio estate in molti comuni italiani.
Riguardo al referendum sull’acqua pubblica la richiesta di accorpamento può essere anche sottoscritta su internet, andando sul sito acquabenecomune. Per quanto riguarda il nucleare, invece, la strategia scelta è stata diversa: le associazioni ambientaliste hanno scritto a Silvio Berlusconi e a Roberto Maroni, rispettivamente premier e ministro dell’Interno, per chiedere che si voti nello stesso giorno delle amministrative.
Via | Legambiente, Acqua Bene Comune
Foto | Flickr

Nei giorni scorsi i promotori del referendum contro la privatizzazione dell’acqua hanno ricevuto l’ok della Corte di Cassazione sulla validità delle oltre 1.400.000 firme raccolte per ottenere la consultazione popolare. Ne servivano un terzo, ma evidentemente gli italiani sentono che il tema è molto importante.
Di oggi la notizia che il comitato dei contrari al referendum, cioè quelli che sono favorevoli alla gestione privata delle risorse idriche, si vogliono appellare alla Corte Costituzionale per capovolgere l’esito della raccolta firme e del conteggio.
Secondo loro (che si fanno chiamare “Acqua Libera Tutti”) le firme raccolte dai promotori (che invece si chiamano “Acqua Bene Comune”) per difendere l’acqua pubblica non sarebbero state raccolte in modo corretto:
Continua a leggere: Referendum acqua: i privatizzatori si appellano alla Corte Costituzionale
Certo, 1.400.000 firme in favore del referendum contro la gestione privata dell’acqua è stata una batosta pure per loro, che il referendum non lo volevano. Ora però gli Ecodem prendono atto che la sensibilità sul tema è forte in Italia e che non si può far finta di non vedere quella montagna di firme.
Ecco, allora, che fanno buon viso a cattivo gioco e, pur apprezzando la partecipazione popolare, tornano a ribadire il no al referendum:
Il numero altissimo di firme raccolto dai referendum sull’acqua è una buona notizia, perché esprime una forte sensibilità verso il più fondamentale dei beni comuni, e Dio solo sa quanto ci sia bisogno di tornare a dare importanza ai beni comuni, dopo anni di ubriacatura neoliberista e privatista. Questo non cancella né i dubbi sull’uso di uno strumento , quello referendario, che ormai da quindici anni si rivela un boomerang per il mancato raggiungimento del quorum
Continua a leggere: Acqua pubblica: gli Ecodem del Pd tentano di ammazzare il referendum