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Tutti gli articoli con tag risparmio energetico

NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi

pubblicato da Marina

Negawatt, il manifesto Thierry Salomon è un ingegnere francese che ha fondato l’associazione Négawatt attraverso cui diffonde il concetto dei Watt negativi ossia l’energia risparmiata attraverso una tecnologia o un comportamento, misurata proprio in negawatt. Il Manifesto recentemente pubblicato sta ottenendo un gran successo editoriale e dimostra che almeno in Francia l’interesse verso la transizione è un argomento che sta particolarmente a cuore.

I tre assi su cui si fonda sono sobrietà, efficcacia e rinnovabili. Il nucleare è decisamente tenuto fuori da questo processo. Lo spiega bene Salomon durante l’intervista rilasciata a Actu-Environnement dove racconta l’origine del movimento:

L’originalità di negaWatt sta nel dare un nome alle cose. Fino a ora non è stata nominato il risparmio energetico. In questo concetto è incluso un costo di riduzione, una sorta di inceppo che non riflette completamente l’immagine positiva che deriva da sobrietà e efficacia energetica. La nostra idea è positivizzare i negaWatt, renderli visibili, quantificarli e metterli a confronto mostrando il non consumo di energia con il consumo di energia. L’ispiratore del movimento è Amory Lovins (noi ne scrivevamo con qualche polemica qui). L’obiettivo è differenziare il servizio energetico dal consumo di energia. In altre parole: si può assolutamente ridurre il consumo di energia senza che diminuisca la qualità del servizio, anzi si potrebbe anche accrescere.

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Consigli pratici per l'isolamento termico degli edifici

pubblicato da Olivia

Raffreddamento passivo, muro di sassi.

L’isolamento termico dell’edificio rappresenta un intervento importante in sede di risparmio energetico, e richiede conoscenze tecniche adeguate nello stabilire materiale e spessore adeguati (qui la breve guida pubblicata ieri NdR); ma in vista degli incentivi per gli investimenti nel settore edilizio volti ad una maggiore efficienza energetica degli edifici leggiamo un po’ di cosa si tratta e come si può intervenire.

Il tipo di costruzione o la tipologia dell’isolamento dipendono da vari fattori, tra cui anche le preferenze del committente, ma per ottenere un basso consumo energetico dell’edificio è preferibile adottare precisi modelli di costruzione e precise forme architettoniche. In questo caso la compattezza dell’edificio è la prima caratteristica del risparmio energetico, dove la superficie dispersiva è ridotta ai minimi termini e le sporgenze, le rientranze, gli incastri dovranno essere il più possibile evitati.

Abbiamo visto che l’elemento determinante per le dispersioni di calore della nostra casa è costituito dal coefficiente U, che non dipende solo dal materiale isolante ma dal suo spessore e dal resto della struttura.

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Breve guida ai materiali per l'isolamento termico per la casa

pubblicato da Olivia

Struttura

Se dal punto di vista costruttivo l’architettura moderna ha prodotto degli edifici energivori, non è detto che con qualche accorgimento non possiamo migliorare questo aspetto. Le perdite ingenti di calore nei nostri edifici, infatti, rappresentano un ulteriore peso significativo sulle spese che sosteniamo per il nostro comfort e benessere, al quale è difficile rinunciare, visto che la nostra casa è il luogo ove trascorriamo più tempo.

Parliamo di energie rinnovabili, di fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, pannelli solari per la produzione di acqua calda, sistemi di risparmio energetico, ma si trascura allo stesso tempo una tecnologia semplice ed economica che è il punto di partenza per far funzionare al meglio quelle che precedono.

Il suo costo, in fase di costruzione di un nuovo edificio incide davvero poco (5/10%), mentre è più significativo in un secondo momento per migliorare un edificio già esistente: questo costo comunque viene recuperato a pochi anni a seguito della riduzione dei consumi termici.

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Gestione e risparmio energetico in azienda, pubblicata la ISO 50001

pubblicato da Marina

costo energia e ISO 50001

Come ridurre i consumi energetici e avviare buone pratiche per la gestione dell’energia nelle aziende? Una soluzione è offerta dal sistema qualità della ISO 50001:2011 recentemente rilasciata e che aiuta a mettere in atto standard e criteri per il risparmio energetico.

Scrive PMIservizi:

Dal settore pubblico al privato, recentemente e sempre con più forza si sta affermando il concetto di impresa sostenibile; con le politiche di green economy e lo sviluppo di una visione più controllata dei consumi si andrà verso l’allineamento dei differenti settori di ricerca e, la ISO 50001 rilasciata dall’International Organization for Standardization mira proprio a questo: provocare un sistema a catena di concorrenza, il sistema di misurazione e documentazione, qualificherà le future strategie di gestione dell’energia seguendo i principi dell’efficienza aziendale e della funzionalità energetica con lo scopo ultimo di ridurre drasticamente le emissioni.

Qui le FAQ in italiano.

Via | PMIServizi
Foto | Flickr

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Un approccio olistico all'architettura ecologica

pubblicato da Olivia

Bagua of the house  - Studio ARC

E’ possibile unire un’architettura ecologica ed olistica alle antiche discipline orientali che si relazionano con l’energia? La risposta è si. Esiste e concilia le attività e i comportamenti umani con le preesistenze ambientali e i fenomeni naturali e si sintetizza nel progetto Low Energy House dell’Arc Studio, a Brandýs nad Labem, nella Repubblica Ceca. Qui gli aspetti del paesaggio interagiscono a livello immateriale, viene sfruttata interamente la potenzialità del luogo e conservato un ambiente salutare, dove viene attuato il risparmio energetico unitamente all’utilizzo di materiali tradizionali.

L’ approccio ecologico in architettura, definito oggi dalla sempre più grave situazione climatica danneggiata dal forte sfruttamento delle risorse ambientali e dall’aumento esponenziale dell’inquinamento, è determinato non solo dalla somma delle tecnologie verdi applicabili ma da precise scelte filosofiche e da una visione olistica del costruire che si confronta con l”ambiente, sintetizzandosi nelle nuove discipline dell’ecosostenibilità e della biocompatibilità.

Brandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich Hozman

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Illuminazione naturale per il risparmio energetico

pubblicato da Olivia

Il boom del costo energetico, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, e le dichiarazioni dell’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia), riguardo ad un ulteriore aumento dei costi nei prossimi 25 anni, fanno pensare.Tuttavia aumenta una maggior consapevolezza dei nostri consumi, che ci spinge ad adottare nuove tecnologie immesse sul mercato. Ma dobbiamo considerare che possiamo agire integrando l’illuminazione artificiale con quella naturale, fornita dalla luce del sole. I costi energetici diminuiranno e aumenterà invece il nostro comfort visivo.

L’illuminazione diurna, infatti, aiuta a creare un ambiente visivamente stimolante e produttivo e costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili. La luce naturale è dinamica e influisce positivamente sull’organismo, sull’umore e sull’attività cognitiva mentre quella artificiale è statica e influisce invece sulla percezione visiva e sull’ambiente circostante. Da qui il controllo dell’illuminamento naturale è, secondo la disciplina dell’illuminotecnica, uno dei requisiti che concorrono al benessere umano, con benefici psicologici-emotivi, in relazione dinamica con contesto ambientale.

La norma UNI-EN 12464-1, ad esempio, detta un vincolo normativo in materia di illuminazione naturale per i luoghi di lavoro: affermando che l’illuminazione naturale può fornire tutta o parte dell’illuminazione di un compito visivo e che è opportuno che la distribuzione delle luminanze all’interno del locale seguano un’appropriata integrazione tra luce artificiale e luce naturale, per garantire l’illuminamento sul posto di lavoro e per bilanciare la distribuzione delle luminanze all’interno del locale.

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Breve guida all'illuminazione efficiente: lampade a risparmio energetico

pubblicato da Olivia

Lampade a fluorescenza compatta con differenti temperature

Dopo aver analizzato i criteri che ci consentono di avere un’illuminazione efficiente e dunque a basse emissioni di CO2 e con considerevole risparmio sulla bolletta energetica, passo ad analizzare le caratteristiche dei nuovi tipi di lampadine con i criteri per ottimizzare risparmi e emissioni.

Facciamo innanzitutto due brevi considerazioni:

  • L’illuminazione domestica ha un peso rilevante sui consumi energetici: la quota annua di energia elettrica consumata in Italia è superiore a 7 miliardi di chilowattora, corrispondente a circa il 13 % del consumo totale di energia elettrica nel settore domestico e l’80% dell’illuminazione è obsoleta e non efficiente.
  • I Paesi membri dell’Unione Europea, per ridurre impatto ambientale e consumo energetico, nel 2009 hanno messo al bando progressivamente i prodotti meno efficienti, imponendo il rispetto delle classi di efficienza energetica A, B e C, ove le vecchie lampadine a incandescenza sono classificate come D, E o F.

Uno dei parametri più importanti, nella scelta delle lampade a basso consumo è l’efficienza luminosa che è si esprime in lumen/watt: il parametro definito dal rapporto tra il flusso luminoso emesso (in lumen) e la potenza elettrica assorbita (in watt). Questo parametro definisce il rendimento e di seguito i consumi energetici. Ad esempio, le vecchie lampade ad incandescenza, le più diffuse nel civile hanno una bassissima efficienza: una lampadina da 150 watt emette circa 2.000 lumen, ovvero 2.000:150 = 13 lumen per ogni watt assorbito.

Dopo il salto i valori e l’analisi delle diverse lampadine.

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Ridurre i consumi del riscaldamento con la caldaia a condensazione

pubblicato da Olivia

caldaia a condensazione per risparmiare sul riscaldamento

Fra le spese energetiche più gravose c’è quella per il riscaldamento o la produzione di calore, che, durante la stagione fredda, può arrivare a rappresentare circa i tre quarti del consumo energetico complessivo di una casa. A chi si chiede quale sia il sistema di riscaldamento più adatto è difficile dare una risposta sincera e concreta, ma la cosa più importante è che la scelta deve essere fatta sulle proprie esigenze individuali. In sintesi un risparmio energetico, legato all’impianto di riscaldamento domestico, per esempio, si basa su due semplici regole:

  1. Mettere in atto comportamenti più corretti,
  2. Utilizzare apparecchi efficienti.

Con una caldaia a condensazione, rispetto ad una caldaia tradizionale, si risparmia dal 20% al 50% sulle spese in bolletta.

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Watershed casa green vince il Solar decathlon 2011

pubblicato da Marina

WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile

Il Solar Decathlon 2011 è stato vinto da Watershed (spartiacque) casa ecologica a forma di farfalla. L’edificio è alimentato con pannelli fotovoltaici e il tetto inclinato serve a recuperare l’acqua piovana. Ma non solo: grazie al sistema di filtraggio con le piante le acque grigie da doccia, lavatrice e lavastoviglie sono recuperate; un tetto verde assicura temperature più fresche e è stato integrato un piccolo centro per il compostaggio. Il progetto nasce alla facoltà di Architettura dell’Università del Maryland e ha superato gli altri 18 progetti (la gallery con tutte le foto la trovate qui) incluse le case provenienti dall’Università di TongJi in Cina o di Ghent dal Belgio.

WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile
WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile

Il contest nel 2012 si gareggerà a Madrid e in quell’occasione parteciperà anche l’Italia con la casa di ispirazione sumera MED in Italy progettata dagli architetti di Roma Tre e de La Sapienza.

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All'Istituto Vallauri l'energia si produce pedalando

pubblicato da Simone Muscas

BiciclettaParecchio tempo fa parlammo di un interessante progetto dell’Istituto G Vallauri di Roma. Era il 2007 e l’istituto scolastico romano vinceva il premio Bmw Clean Energy Award riservato ad idee particolarmente innovative in tema di energie rinnovabili. Ebbene, quello che era un progetto sulla carta si è ora convertito in realtà, tanto che alla fine di quest’ultimo anno scolastico è stato reso operativo.

L’idea, nata da Oscar Santilli, insegnante dell’istituto, ha come obiettivo quello di migliorare la conoscenza e la coscienza delle questioni energetiche, attraverso un canale educativo alternativo alla didattica scolastica tradizionale. Alla fine dell’anno scolastico è stata pertanto inaugurata la “sala dell’energia”, attrezzata con diciotto cyclette in grado di produrre energia elettrica, per mezzo di alcune dinamo attivate dalle pedalate o rotazioni a manovella. La particolarità del progetto non si ferma però qua, tanto che, per evitare che ad usufruire dei mezzi siano i soliti nomi, si è deciso di diffondere l’iniziativa a quanti più studenti possibile.

Ad ogni ragazzo è stata quindi data una card per accumulare i propri crediti energetici attraverso cui è possibile ricevere dei premi. In sostanza, tanto più uno studente sarà in grado di produrre Wh pedalando, quanto più gli sarà possibile accumulare crediti che potranno essere convertiti in ingressi al cinema, libri o musica in rete. I crediti saranno visibili in diretta su un display e memorizzati su un database accessibile dalla rete. L’iniziativa però non si ferma qui; infatti è prevista anche una quota aggiuntiva di crediti riservata a coloro che, oltre a pedalare sui rulli, verranno a scuola in bici. Per quanto il progetto sia partito già da quest’anno, sarà però operativo al 100% soltanto dal prossimo settembre: la speranza è quella di incentivare gli studenti a comportamenti più sostenibili cercando di far loro capire il valore del risparmio energetico e l’importanza delle fonti di energia rinnovabile.

Via | Aetanet.org
Foto | Flickr

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