Tutti gli articoli con tag risparmio energetico

La scuola a impatto zero

pubblicato da Simone Muscas in: EcoConsigli Politica Solare Bioedilizia

Pannello FotovoltaicoCon l’imminente arrivo dell’anno scolastico si riaccendono inevitabilmente le polemiche sui tagli al personale impiegato nonché la necessità da parte del Governo di porre un freno alle spese per mandare avanti una macchina (la scuola appunto) che conti alla mano ha la necessità di ridimensionare il proprio budget. Mentre però qui in Italia si continua a proporre tagli e virtuosismo soprattutto al personale addetto, c’è chi, da tutt’altra parte, propone invece di ridurre le spese degli istituti scolastici intervenendo sui costi energetici.

Ed ecco che a Pantin, vicino Parigi, a giorni verrà inaugurata una scuola ad energia passiva, capace, a detta dei responsabili, di consumare meno energia di quella che produce. L’innovatività della questione sta nel fatto che si tratterà di un vero e proprio edificio coperto di pannelli solari, che assicureranno la fornitura di elettricità, tubi solari per il riscaldamento dell’acqua e sistemi di illuminazione dei banchi all’interno che sfruttano il riflesso della luce esterna. Per il riscaldamento dell’edificio verrà invece sfruttata l’energia geotermica tramite un impianto sotterraneo.

La struttura è stata inoltre orientata in modo da sfruttare al meglio i raggi del sole e le correnti d’aria, ed è fornita di tripli vetri e giunture stagne. Il costo per la costruzione è stato di 14 milioni di euro, il 25% circa in più che per una scuola normale, tuttavia con un risparmio energetico che consentirà di ammortizzare la differenza entro poco più di un decennio .

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Efficienza energetica: da oggi addio alle vechie lampadine da 75 Watt

pubblicato da Peppe Croce in: Energia EcoConsigli Europa Casa

Efficienza energetica: da oggi addio alle vechie lampadine da 75 Watt

Procede senza sosta il progressivo addio dell’Europa alle vecchie lampadine a incandescenza: da oggi escono dal mercato quelle da 75 Watt. Potranno essere vendute solo quelle rimaste i magazzino, quindi nel giro di pochi mesi dovrebbe essere praticamente impossibile trovarle sugli scaffali dei negozi.

La decisione di sostituire le vecchie lampade con prodotti più moderni ed efficienti, come le lampade a risparmio energetico fluorescenti o a led, è stata presa dall’Unione europea che, esattamente un anno fa, aveva tolto dal mercato quelle da 100 Watt. Tra un anno esatto toccherà a quelle da 60 Watt, poi a quelle da 40 da 25 Watt nel settembre 2012.

L’Ue ha fatto due calcoli e stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un paragone: quanto consuma uno stato come la Romania in un anno intero.

Vantaggi, oltre che per l’ambiente, anche economici: una abitazione media europea, quando avrà cambiato tutte le lampadine, potrà risparmiare dai 25 ai 50 euro l’anno sulla bolletta dell’energia elettrica. Valori modesti, se confrontati al vantaggio ambientale, ma che vanno ad affiancare quelli realizzati aggiornando il “parco elettrodomestici” con lavatrici, forni e frigo più efficienti.

Tra le tecnologie sostitutive della vecchia lampadina a filamento l’Europa consiglia i Led: fino all’80% in meno di consumi a parità di luce prodotta e una vita media immensamente più lunga. Ed è su questo fronte, in realtà, che gli europei otterranno i maggiori risparmi.

Via | Parlamento Europeo
Foto | Flickr

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Basso vicentino, è boom per le case ecologiche prefabbricate

pubblicato da Marina in: Italia Casa Bioedilizia

Una casa passiva a Montegaldella in procincia di vicenza costruita dalla meranese haus idea

Riferisce Il Giornale di Vicenza che nel basso vicentino è boom di case ecologiche. Secondo una proiezione, di cui però non citano le fonti, nei prossimi anni, nell’aerea 7 case su 100 saranno case costruite secondo i criteri della casa passiva.

In pratica la casa passiva è una casa che consente sia di risparmiare energia, sia di autoprodurla. Per arrivare a tanta saggezza bisogna affidarsi a architetti competenti in bioedilizia e che conoscano le tecniche per il risparmio energetico e che siano capaci di usare materiali in grado di avere la minore dispersione possibile. Il punto quindi è che non basta mettere 4 infissi e un pannello solare per avere una casa passiva, è chiaro.

Racconta il GdV:

A Montegaldella, per esempio, negli ultimi tempi ne sono state realizzate due, l’ultima delle quali in via Querini. Nella vicina Montegalda sorgerà il primo condominio “passivo” della zona, interamente costruito in legno: avrà un sistema di riscaldamento realizzato senza caldaia e termosifoni, con un impianto che - stando alle previsioni- garantisce un notevole risparmio energetico. Così anche a Mestrino dove stanno per cominciare i lavori su uno stabile di 8 appartamenti.

Le case passive hanno anche il vantaggio di essere prefabbricate. Spiega Antonio Pettenuzzo progettista della Haus Idea di Monaco con sede anche a Merano:

Le pareti arrivano già complete con le condutture per i sanitari e per l’impianto elettrico; i pavimenti accolgono già il riscaldamento, la scala è praticamente già montata e viene installata in soli 30 secondi. Fino a poco tempo fa in Italia nessuno adottava questa soluzione.

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L'italiano Giuseppe Simonetta inventa il Recuperatore di Calore per piani cottura

pubblicato da Marina in: Italia Persone Risparmio energetico

Giuseppe Simonetta l'idraulico inventore del recuperatore di calore per piani cottura

Giuseppe Simonetta, calabrese, è l’inventore del “Recuperatore di Calore per piani cottura” il cui brevetto è stato depositato nel 2009 alla Camera di Commercio di Genova, città dove vive da 20 anni. Il Recuperatore è stato pensato soprattutto per i ritsoranti che hanno i fornelli accesi per parecchie ore.

Il Signor Simonetta ha concepito la sua invenzione dopo diversi anni di studio. Riferisce Genova Bakeca:

Il Recuperatore di calore è una struttura in acciaio inox che viene applicata sui piani di cottura. Ogni tubazione della struttura contiene acqua. Quando si accendono i fornelli per cucinare, l’acciaio si scalda (insieme alle pentole con il cibo) e, conseguentemente, sale la temperatura dell’acqua interna. Questa va a finire in un apposito accumulatore, normalmente della portata di cento litri, e da qui l’acqua può essere immessa in un circuito che termina nella caldaia o nella lavastoviglie. E qui c’è il risparmio energetico: perché l’acqua è già a una temperatura di almeno 45/50 gradi, quindi sia caldaia che lavapiatti impiegano molto meno tempo (e molta meno corrente elettrica) per portarla a temperature superiori. Se basta l’acqua a 50 gradi addirittura la caldaia non parte neppure, quindi ci si può facilmente immaginare il risparmio.

Foto | Genova Bakeca

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Dal Ministero dell'Economia trenta milioni di euro per le rinnovabili al sud

pubblicato da Peppe Croce in: Italia Risparmio energetico Rinnovabili Politica

Dal Ministero dell'Economia trenta milioni di euro per le rinnovabiliIl Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 30 milioni di euro per lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico al sud Italia.

I fondi rientrano nel POIN “Energie rinnovabili e risparmio energetico” e arriveranno in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Dal sito del Ministero, ecco la ripartizione:

1) in Sicilia andranno oltre 5,5 milioni di euro per il settore elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e quasi 2 milioni di euro per quello termico (solare termico e biomasse)
2) in Calabria saranno erogati oltre 6 milioni di euro per l’elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e oltre 1,4 milioni per il termico (solare termico e biomasse)
3) in Campania i contributi saranno ripartiti in 4,4 milioni di euro per l’elettrico (solo fotovoltaico) e poco più di 3 per il termico (solare termico, geotermico e biomasse)
4)in Puglia oltre 5,4 milioni di euro per progetti nel settore elettrico (fotovoltaico) e oltre 2 milioni per il termico (solare termico e geotermico)

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Arriva Blow Car, l'auto gonfiabile

pubblicato da Simone Muscas in: Tecnologia Italia Auto

Blow Car
Solo di prototipo si tratta, tuttavia desta particolare curiosità questo nuovo modello di automobile che a breve verrà presentato. Il suo nome è Blow Car ed è un’auto gonfiabile la cui messa a punto nasce da un’iniziativa di Dario Di Camillo, architetto di 58 anni, abruzzese, da tempo impegnato nel campo della ricerca.

Ad apprendere questa notizia penso che anche voi, come me, abbiate sgranato gli occhi; eppure per quanto nata da un’idea bizzarra, si tratta, almeno negli intenti, di un’auto non da esposizione, ma di un veicolo con prospettive di mercato. La sua mission ha un fine ben preciso ovvero contenere i consumi riducendone sensibilmente il peso grazie alla sostituzione parziale delle tradizionali lamiere esterne con una struttura gonfiabile.

L’idea della micro-car gonfiabile, spiega Di Camillo, nasce nel 2007 grazie soprattutto allo sviluppo degli studi e delle conoscenze in fatto di tecnologia aerospaziale. Il segreto, puntualizza il ricercatore, è la carrozzeria dell’auto che utilizza la tecnologia degli inflatable systems la stessa usata dagli scivoli d’emergenza degli aerei, i paracadute, gli airbag e per le sonde aerospaziali.

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Istat: Italia schiava del petrolio (che spreca) e Scaroni (Eni) invita al risparmio energetico

pubblicato da Marina in: Energia Italia Europa Carburanti Risparmio energetico Rinnovabili Nucleare Solare Eolico Geotermico

Risparmio energetico

L’Italia è schiava del petrolio. E’ questa l’impietosa fotografia scattata dall’Istat nel dossier pubblicato oggi Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020:

Nel 2009 risulta ancora predominante la quota dei combustibili fossili, e in particolare dei prodotti petroliferi, che incidono per il 41 per cento sul consumo interno lordo. La disponibilità di energia da fonti rinnovabili è aumentata di 1,8 punti percentuali rispetto al 2008, mentre è diminuita di 0,9 punti la quota di gas naturale e di 1,3 punti quella da combustibili solidi. Rimane pressoché stabile la quota da petrolio.

E prima ancora di pensare allo sviluppo delle energie rinnovabili o al ritorno al nucleare Paolo Scaroni, Ad di Eni invita gli italiani a imparare a risparmiare energia. Il che vuol dire cambiare decisamente e radicalmente lo stile di vita. Durante il Forum per il Mediterraneo ha dichiarato:

Il risparmio energetico è una cosa che ci sta molto a cuore, nel senso che a me sembra che, prima di immaginare di riempire di mulini a vento località che non hanno vento o di coprire lo scarso territorio che noi abbiamo di pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni, noi dovremmo esplorare tutte le strade per consumare meno.

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Lavastoviglie, ambiente e salute: come risparmiare e proteggersi con i detersivi "fai da te"

pubblicato da alessandra in: Inquinamento EcoConsigli Pausa caffè Risparmio energetico EcoComunicazione Acqua

Ultimamente, complice il caldo, la mia pigrizia è aumentata facendomi prediligere la lavastoviglie alle canoniche mani, spugnetta e olio di gomito… Eppure, benché il mio elettrodomestico sia di classe A, impostato sul programma a risparmio idrico ed energetico, qualcosa continuava ad impensierirmi: il “malefico” detersivo comprato al supermercato! Era lui, infatti, a inasprire il mio senso di colpa nei confronti dell’ambiente ma anche ad accrescere il timore della involontaria ingestione dei suoi residui sulle mie stoviglie. Così, ho cercato un’alternativa valida e semplice… e sono finita a produrre il sapone per i piatti in completa autonomia e con estrema facilità, grazie ai consigli rintracciati sulla Rete. Bastano 200 gr sale grosso, 100 gr aceto bianco, 400 ml acqua e 3 limoni con buccia (meglio se molto maturi), tagliati a pezzetti. Dopo aver tritato nel frullatore i limoni e il sale (è importante che il composto finale sia molto fine, così da non lasciare grumi su pentole o bicchieri…), ho fatto bollire il composto insieme agli altri ingredienti (aceto e acqua) per 15 minuti sbattendo il tutto, di quando in quando, con una frusta. Incredibilmente, il mio nuovo detersivo era già pronto! Ho constato, inoltre, che per avere risultati incoraggianti ne bastano appena due cucchiai nella vaschetta del sapone avendo cura di aggiungere, però, nel contenitore del brillantante previamente graduato sul numero più alto, una soluzione al 15 - 20% di acqua e aceto. Se i cattivi odori, poi, dovessero essere persistenti, un cucchiaino di bicarbonato aggiunto al “detersivo” sarà sufficiente… I risultati non sono affatto male, l’ambiente ringrazia e anche la nostra salute… Per quanto, devo ammettere che dopo l’entusiasmo iniziale, la mia proverbiale pigrizia ha ricominciato a farsi sentire facendomi correre al supermercato bio per comprare il normale detersivo ecologico… Al brillantante, però, ho completamente rinunciato a tutto vantaggio dell’aceto bianco….

Foto | Flickr

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Minervino di Lecce, il sindaco incentiva bici elettriche e pannelli fotovoltaici alle associazioni

pubblicato da Marina in: Italia Persone Politica Solare Biciclette

Ettore Caroppo sindaco di Minervino di Lecce Come coniugare le richieste di fondi delle associazioni per le loro attività, in tempo di crisi e l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 sul proprio territorio? La quadratura del cerchio l’ha trovata il sindaco di Minervino Lecce. Ettore Caroppo, questo il nome del primo cittadino, non riesce a riconfermare la somma dello scorso anno destinata alle associazioni, cioè 15mila euro. Ne ha molti meno. In più c’è l obiettivo da raggiungere, 20-20-20 considerato che Minervino collabora con il Patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni di CO2. Dunque ha pensato di dare sì i soldi alle associazioni che ne fanno richiesta, ma sotto forma di incentivo per l’acquisto di biciclette elettriche o di pannelli solari.

Ha detto il sindaco Caroppo:

Quest’ultima idea ci consente di coniugare tre esigenze: quella di andare incontro ai bisogni delle associazioni; quella di rispettare quanto fissato dal “Patto dei Sindaci” sull’ambiente, cui ha aderito il comune di Minervino di Lecce e, infine, quella di praticare nuove soluzioni che sopperiscano ai tagli alla spesa pubblica. Con la concessione dei pannelli solari termici, ma anche delle bici elettriche, che consentono un risparmio costante, considerato che per il rifornimento ci si affida non più alla benzina ma alla più economica e meno inquinante corrente elettrica, le associazioni –una quindicina quelle presenti a Minervino – potranno, infatti, organizzare una lotteria per finanziare le proprie iniziative culturali. Ciò consentirà la diffusione del pannello solare e della bici elettrica e, nel contempo, fornirà una maggiore sensibilizzazione verso il risparmio energetico.

Via | Lecceprima, La Gazzetta del Mezzogiorno
Foto | Comune di Minervino

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Elettrodomestici a risparmio energetico: per i francesi non sono convenienti

pubblicato da Marina in: Energia Associazioni Europa Casa Risparmio energetico

Secondo i francesi gli elettrodomestici di classe A non farebbero risparmiare come promesso

L’Europa ha appena approvato i nuovi standard di etichettatura per gli elettrodomestici volti a chiarire ai consumatori quanta energia possono risparmiare, che un’inchiesta condotta da Caroline Keller, pubblicata da UFC-Que Choisir, agguerrita associazione di consumatori francese, smentisce decisamente che vi sia un reale risparmio.

Perciò al fine di verificare come stessero effettivamente le cose e realmente pronti a svelare le eventuali magagne sono scese in campo più di 100 filiali della UFC che hanno controllato minuziosamente gli elettrodomestici presentati in 1464 negozi comparando le classi energetiche, consumi e prezzi degli elettrodomestici più energivori: frigoriferi, congelatori, asciugabiancheria. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti.

Raccontanto i colleghi di soldiblog attenti al portafoglio:

I frigo-congelatori a maggiore risparmio energetico(classe A++) hanno prezzi in media 282 euro più alti rispetto a quelli meno evoluti (classe A), ma il risparmio di elettricità che questi apparecchi consentono in dieci anni è di soli 160 euro. Numeri simili sono quelli che riguardano gli asciugabiancheria, in questo caso - evidenzia Caroline Keller, responsabile dello studio - “l’investimento non è mai recuperato dai risparmi in bolletta”. L’asciugabiancheria dalla più spiccata “coscienza ecologica” (classe A) costa 532 euro più di quello che consuma di più (classe C), a fronte di tale differenza, però, il risparmio in bolletta è di soli 290 euro in 10 anni.

Insomma, secondo, il dossier francese si risparmierebbe di più con elettrodomestici di classe B, C, D ecc. Scrive nel suo editoriale Alain Bazot presidente di Que Choisir:

In primo luogo, le apparecchiature più efficienti (quelle con categoria A + +, ad esempio) sono troppo rare. Poi, l’etichettatura energetica è superata: gli elettrodomestici che consumano più energia, quelli classificati come E, F o G non sono più in vendita anche se persistono sulle scale di consumo delle etichette. Tuttavia, una volta che si acquista un frigorifero “Classe A”, il consumatore, pensa così di aver fatto un gesto ecologico, senza sapere che consumerà più energia! Ma l’ostacolo principale resta il prezzo. Il paradosso è evidente: l’economia dell’energia è costosa. Infatti, i prezzi aumentano con il rendimento energetico. Così, un frigo-congelatore A + + costa fino al 55% in più del più costoso modello “A”. Per una asciugabiancheria, il consumatore pagherà il 130% in più per un modello “A” di quello previsto per un modello C. Conclusione: il gesto ecologico non è un investimento redditizio. Il prezzo di acquisto è più elevaton e non è compensato dalla riduzione attesa dei costi dell’energia elettrica neanche dopo 10 anni. Pertanto, non sorprende che i consumatori prendano le distanza dagli elettrodomestici più efficienti.

Via | Que Choisir
Foto | Flickr

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