
I leopardi delle nevi sono circa seimila in tutto il mondo. Il WWF ha immortalato due esemplari della specie in Russia, precisamente sulle montagne Altai dove si stima vivano 10-15 esemplari della specie.
Una di queste foto è stata scattata in pieno giorno ed è dunque ancora più rara, dal momento che il leopardo delle nevi non si espone quasi mai prima del crepuscolo, quando esce per andare a caccia.
Il monitoraggio della popolazione dei leopardi delle nevi è fondamentale per studiare la concentrazione geografica degli animali e valutare le migliori strategie per la conservazione della specie.
Via | WWF Russia
Foto | Sergey Spitsyn WWF
Proprio ieri ragionavamo della necessità che ha l’Europa dell’energia Russa. Ebbene proprio ieri il cancelliere tedesco con il Premier russo, Angela Merkel e Dmitrij Medvedev, hanno aperto i rubinetti del gasdotto Nord Stream lungo 1.224 chilometri che per ora trasporta 27,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Diveranno 55 miliardi di metri cubi all’anno dal 2012 grazie alla seconda linea attualmente in costruzione.
Presenti anche François Fillon primo ministro francese, il premier olandese Mark Rutte e il commissario europeo all’Energia, Gunther Oettinger. Come si è capito accanto alla Germania ci sono Francia e Olanda che fanno parte del consorzio composto dai russi di Gazprom, i tedeschi di Wintershall e E.On Ruhrgas, gli olandesi di Gasunie e i francesi di Gdf Suez.
I russi sono al lavoro per South Stream che fornirà gas all’Europa meridionale. Ha detto Medvedev:
I consumatori europei potranno avere fino a 55 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia nei prossimi anni con il lancio della seconda condotta del North Stream. Il gas naturale russo e l’elettricità prodotta con essa garantiranno una fornitura energetica stabile ai consumatori del continente e aumenteranno la loro sicurezza energetica.
Nord Stream, inaugurata la prima linea del gasdotto russo-tedesco






Via | EastJournal
Foto | Nord Stream

Il croccolone (Gallinago media) sembrerebbe un normalissimo uccello dal corpo piccolo con un’elegante lungo becco. Questo uccello migratore detiene il record per il volo più lungo, più veloce e senza fermate. In un recente studio gli scienziati svedesi hanno scoperto che questo uccello può volare 6,760 km alla velocità di circa 96 km all’ora senza fermarsi mai per bere o mangiare.
Il croccolone è di piccole dimensioni (26-30 cm) di colore marrone. Normalmente si ciba di vermi della terra e di semi di piante paludose. L’ambiente dove vive sono gli stagni e le marcite in Scandinavia e nord della Russia. Questa specie migratoria trascorre l’estate nell’Europa dell’est e l’inverno in Africa.
Via | Greendiary
In questi giorni si sta svolgendo l’attesissimo summit di San Pietroburgo sulla salvaguardia delle tigri. Fortemente voluto dal primo ministro dello stato russo, Vladimir Putin - in virtù della capacità dimostrata dal suo Paese di quintuplicare il numero di esemplari allo stato selvatico sul territorio in appena 60 anni - , l’incontro ha lo scopo precipuo di raddoppiare, almeno, la quantità di tigri presenti sul nostro pianeta entro il 2022, anno simbolicamente dedicato, dal calendario cinese, al grande felino.
Il vertice, vede riuniti i delegati dei 13 paesi (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia, Thaïlandia, Vietnam) che ancora possono vantare la presenza della tigre all’interno dei propri confini oltre a innumerevoli associazioni animaliste, all’Unep, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, alla Banca asiatica e a quella islamica per lo sviluppo, e alla Banca mondiale, rappresentata proprio dal suo presidente, Robert Zoellick.
Temi fondamentali di discussione sono, chiaramente, la lotta al bracconaggio sempre più urgente specialmente a seguito dei dati forniti da Traffic International in questi ultime settimane e di cui noi di Ecoblog abbiamo già parlato, l’approntamento di normative e controlli severi a tutti i livelli - geografici e non - oltre a una più capillare protezione e proliferazione delle aree protette in cui la panthera tigris ancora sopravvive, unitamente ad adeguate formazione ed educazione delle comunità locali prospicenti le aree naturali interessate.
Continua a leggere: Al Vertice di San Pietroburgo per salvare le tigri
Vi ricordate il progetto russo di costruire una centrale nucleare trasportabile, piazzata su una nave che può fare il giro del mondo? A quanto pare il progetto va avanti e pure velocemente: pochi giorni fa, infatti, la BBC (e chiedetevi come mai hanno autorizzato la BBC) ha trasmesso un servizio con il quale mostra la famosa centrale. O almeno la nave che la ospita.
Si tratta di un grosso cargo, ormeggiato a San Pietroburgo, modificato e rinforzato per resistere ai ghiacci dell’artico. Una sorta di incrocio tra una nave da trasporto container, una rompighiaccio e, appunto un impianto di produzione di energia da fonte nucleare. Già tempo fa, ho avanzato dubbi sulla sicurezza per l’ambiente di progetti del genere ma oggi, a vedere la centrale nucleare galleggiante quasi pronta me ne viene un altro.
Nel senso che forse nella insicurezza stessa di questo progetto sta tutto il suo senso: immaginate cosa potrebbe succedere se qualche terrorista o “pirata” riuscisse ad abbordare e sequestrare l’impianto galleggiante. Non sarebbe affatto bello né per i russi né per il resto del mondo. Che si fa, allora? Semplice: la si fa scortare dalla marina militare.
Ecco, l’unica immagine che mi viene in mente è proprio questa: una bella centrale nucleare che va in giro per gli oceani, ovviamente passando per le acque internazionali, accompagnata da una decina di mezzi militari. Sono sempre più convinto che questo progetto non sia una buona idea.
Via | BBC
Fedeli all’idea delle minicentrali nucleari da asporto (ne trovate qualcuna a questo indirizzo), i russi si preparano ad avere anche quelle galleggianti.
Dell’anno scorso la notizia dell’avvio del progetto, di pochi giorni fa quella della fine della sua prima parte.
Lo afferma The voice of Russia e lo riporta in Italia anche Energy Mix, blog italiano affezionato al nucleare. Si tratta, in pratica, di una grossa chiatta attrezzata per ospitare un paio di reattori nucleari di piccola taglia, 35 MW l’uno, idonei ad alimentare una città di medie dimensioni.
La prima chiatta è stata completata ed Energy mix ne rende noti i dettagli:
La base galleggiante è lunga 144 metri e larga 30 ed ha una durata di vita stimata in circa 40 anni. E presenta una lunga serie di vantaggi. A cominciare dal costo dell’energia generata, che è stimato pari a circa la metà del kWh prodotto da una centrale nucleare a terra, anche considerando i costi di smantellamento, infinitamente inferiori, e quelli delle infrastrutture ausiliarie ridotte, ad esempio per la trasformazione e il trasporto dell’elettricità, visto che le centrali possono essere situate a ridosso dei luoghi di utilizzo
Continua a leggere: Centrali nucleari che galleggiano, si va avanti in Russia
Che siano derivati dal riscaldamento globale o da semplici piromani, gli incendi che stanno devastando da settimane la Federazione Russa e altri paesi dell’est Europa iniziano comunque a fare realmente paura.
Dopo il rischio per le centrali nucleari attive, alcune delle quali sono in pericolo perché circondate dalle fiamme, ora la cittadinanza teme per le radiazioni che potrebbero diffondersi a causa di alcuni roghi che stanno interessando le aree contaminate dall’incidente di Chernobyl del 1986.
Greenpeace Russia ha preso una mappa e ha segnato tutte le aree colpite dal fuoco, mettendo in evidenza, già alcuni giorni fa, che gli incendi si stavano avvicinando pericolosamente alle foreste della regione di Bryansk. Si tratta di una delle aree interessate dalla contaminazione dell’incidente di 25 anni fa.
La fusione controllata, ritenuta da molti la risposta definitiva ad ogni problema di approvvigionamento dell’energia senza aumentare le emissioni di CO2, si fa sempre più lontana.
Il progetto Iter, punta di diamante della ricerca nucleare internazionale (vi partecipano Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia e Corea del sud), continua ad incontrare problemi. Soprattutto economici.
La Commissione europea ha infatti comunicato all’Europarlamento che i soldi stanziati fino ad oggi per il progetto Iter non basteranno: da un’ipotesi iniziale di spesa di 2,7 miliardi di euro si passa a 7,2 miliardi.

Le mucche producono più latte se guardano immagini di prati verdi e rigogliosi? Un allevatore russo sta sperimentando questa teoria sulle proprie mucche, la metà delle quali ha la possibilità di ammirare il paesaggio di prati e pascoli alpini per tutto il giorno in loop su 3 televisori Samsung Led 7000, fatti installare apposta per misurare la produzione.
I due gruppi di mucche ora sono sotto osservazione: produrranno più latte le mucche che possono guardare il loro programma preferito in tv o quelle private della forma di intrattenimento più diffusa al mondo?
via | EnglishRussia
Dopo aver letto la notizia su Nuclear News non sapevo se ridere o se piangere. Così, per evitare sia l’una che l’altra soluzione, mi sono inventato il neologismo: “nukebook”. Così, d’ora in poi, chiamerò le centrali nucleari portatili che, a quanto pare, sia Russia che Stati Uniti starebbero progettando.
Nel caso russo si tratterebbe di vecchi progetti militari, poi abbandonati, che a detta dell’agenzia di stampa Ria Novosti starebbero tornando in auge. Addirittura con un programma congiunto russo-bielorusso finanziato con fondi pubblici. Obbiettivo finale: 70 mini impianti, dei quali ovviamente non viene fornito alcun dettaglio, destinati alla sola Russia.
Negli Stati Uniti, invece, l’azienda privata Hyperion torna alla carica riproponendo la sua micro centrale di cui vi ha parlato Marina un paio di anni fa. Si tratta di un impianto grande come una vasca da bagno (1,5 metri per 2,5) facilmente trasportabile in un comune container via nave, treno o su gomma. Per questo progetto si hanno maggiori dettagli: 70MW termici e 25 elettrici, ciclo di vita di 8-10 anni, combustibile già fornito in dotazione. Una centrale in miniatura “usa e getta”, nel senso che non si può ricaricare ma a fine vita va rispedita al produttore.