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Tutti gli articoli con tag solare termico

EnergizAir, le previsioni meteo delle rinnovabili

pubblicato da AlterEco

meteo rinnovabili

Conoscere le previsioni meteo finalizzate alla produzione di energie rinnovabili. È possibile grazie ad un nuovo portale, www.meteorinnovabili.it, aperto in Italia nell’ambito di un progetto europeo di più ampio respiro, EnergizAir, finanziato dal bando Intelligent Energy Europe del 2008.

In Italia sono disponibili le previsioni dell’energia rinnovabile che si può produrre da solare termico e da solare fotovoltaico, mentre in altri Paesi d’Europa che hanno aderito al progetto, tra cui Francia e Slovenia, sono disponibili anche i dati per la produzione da eolico.

Il monitoraggio in Italia è diviso in quattro macro-aree geografiche, con la rilevazione fornita dalle centraline dislocate in città del Nord, del Centro, del Sud Italia e nelle isole, esattamente a Milano, Livorno, Roma e Palermo.

Da questi bollettini in pratica possiamo sapere, in percentuale, quanta energia potranno produrre i nostri impianti fotovoltaici, piuttosto che quanta acqua calda avremo assicurata dai pannelli termici.

Via | Il Tempo

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CRO building a Miami, edificio a risparmio energetico

pubblicato da Marina

Miami, la torre ecologica

Leggo della realizzazione del condominio che risparmia energia Cro building a Miami su “Energia solare e rinnovabili” (pag. 18, nr. 2-tecniche nuove). Trovo le belle foto della torre sulla pagina fb del suo progettista, l’architetto Chad Oppenheim che la definisce “eco machine”. La struttura sarà completata alla fine di quest’anno.

La torre è alta 122 metri e ha 25 piani, ospiterà centri commerciali al pian terreno, mentre i piani bassi sono riservati agli uffici, gli appartamenti sono 113. Se fate caso, nella foto in basso a destra riuscite a vedere nei fori alti delle turbine eoliche. L’edificio è in grado di generare energia e la progettazione è stata affidata a Buro Happold, consulente energetico e a Ysreal Seinuk ingegnere strutturale. Oltre alle pale eoliche sono stati integrati pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. Tutto l’edificio è stato strutturato per essere isolato termicamente e per fornire ombra.

Le unità possono costare dai 400mila dollari ai 2 milioni di dollari però ogni unità residenziale comprende elettrodomestici Energy Star, pavimenti con piastrelle di vetro riciclato e rivestimenti in bambù.

Miami, la torre ecologica
Miami, la torre ecologica Miami, la torre ecologica

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Hong Kong, l'eco prigione femminile di Lo Wu

pubblicato da Marina

Il Lo Wu Correctional Institution di Hong Kong è un carcere di media sicurezza, in grado di ospitare 1.400 detenute. La sua particolarità consiste nell’essere stato progettato e costruito per essere eco sostenibile. La struttura ha visto un investimento di 200 milioni dollari e 3 anni di lavori per disporre di un tetto verde, impianto fotovoltaico, acqua calda da impianto solare termico, illuminazione naturale e un sistema di ventilazione potenziato.

Spiega la soprintendente Senior Sylvia Chung che in questo ambiente il miglioramento delle detenute è evidente. Il progetto è stato premiato per il suo approccio ecologista ma l’iniziativa è stata apprezzata anche dai gruppi che difendono i diritti umanitari.

Ci sono però anche critiche: gli oppositori sostengono che, mentre a Lo Wu le detenute vivono in condizioni confortevoli, molti abitanti di Hong Kong sono costretti a vivere in bui e poco arieggiati appartamenti piccoli come celle nei grossi agglomerati residenziali pubblici.

Via | Giann
Video | NTD TV

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Solare fotovoltaico e solare termico in un solo pannello? Beghelli ci prova

pubblicato da Peppe Croce

Solare fotovoltaico e solare termico in un solo pannello? Beghelli ci provaPrima o poi qualcuno doveva provare a realizzare un prodotto commerciale che unisse la funzione di un pannello fotovoltaico con quella di uno termico. Ci ha pensato l’italiana Beghelli, che ha da poco messo sul mercato un pannello che produce sia energia elettrica che acqua calda sanitaria.

In realtà, leggendo le poche informazioni presenti sul sito della Beghelli, sembrerebbe che il pannello sia soprattutto fotovoltaico e solo secondariamente termico: l’acqua viene riscaldata raffreddando il pannello. Non è male come idea: i pannelli fotovoltaici amano la luce ma temono il calore, che fa scendere di molto l’efficienza delle celle di silicio. Beghelli afferma che questa soluzione porta l’efficienza dei pannelli al 20%.

Con una serpentina montata dietro le celle, all’interno della quale scorre un liquido termoconduttore, il calore passa dal pannello fotovoltaico all’acqua sanitaria. Ma è solo il calore in eccesso perché la cella fotovoltaica, ovviamente, è opaca e trattiene in superficie il grosso della radiazione. Nei pannelli solari termici tradizionali, invece, il calore del sole viene intrappolato all’interno del pannello stesso e concentrato sul fluido.

Quindi, ad occhio e croce, si potrebbe pensare che l’efficacia del prodotto Beghelli come pannello solare termico sia scarsina, e che l’acqua calda sia poca. E’ anche vero, però, che la superficie media di un impianto fotovoltaico è molto maggiore di quella di un semplice pannello termico. Quello che Beghelli non ottiene con la sua soluzione “due in uno”, quindi, potrebbe essere recuperato con le maggiori dimensioni.

Via | Beghelli

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705 comuni italiani hanno regolamenti per l'edilizia sostenibile

pubblicato da Peppe Croce

705 comuni italiani hanno regolamenti per l'edilizia sostenibileSecondo il rapporto On-Re, stilato da Legambiente in collaborazione con Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia), sono già più di settecento i comuni che si sono dati da fare per l’edilizia sostenibile. 705 comuni, per la precisione, che hanno un regolamento per raggiungere obiettivi di sostenibilità come il risparmio energetico, la diminuzione delle emissioni di CO2 dal riscaldamento, il recupero delle acque piovane e l’utilizzo dei materiali riciclati nell’edilizia.

506 comuni, ad esempio, prevedono nei loro regolamenti l’isolamento termico degli edifici; 531 comuni hanno un obbligo, o un incentivo, relativo all’installazione di impianti energetici da fonti rinnovabili (dal solare termico ai pannelli fotovoltaici); 353 comuni affrontano il tema, troppo spesso sottovalutato, dell’orientamento degli edifici e della schermatura delle case con gli alberi.

I parametri considerati nel rapporto sono veramente molti. Se volete sapere se il vostro comune è fra quelli virtuosi non vi resta che cercarlo nel rapporto On-Re 2010.

Via | Legambiente
Foto | Flickr

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Enel Green Power entra nel progetto Desertec

pubblicato da Peppe Croce

Anche l'italiana Enel dentro il progetto Desertec

Alla fine anche Enel ha deciso di entrare in Desertec, il mega progetto internazionale di produzione di energia rinnovabile nel deserto africano. Insieme all’italiana Enel aderiscono anche l’azienda francese Saint Gobain, l’americana First Solar, la spagnola Red Electrica, la marocchina Nareva. Così ha commentato l’ingresso di Enel Green Power il suo presidente, Francesco Starace:

Sosterremo fortemente l’iniziativa insieme ai nostri partner, potendo apportare la nostra expertise nel settore geotermico, la nostra capacita’ nel settore eolico nonche’ il nostro impegno nello sviluppo di nuove tecnologie sia nel fotovoltaico, sia nel solare termodinamico, in particolare con Archimede

In realtà il grosso dell’apporto di Enel verrà dal solare termodinamico a concentrazione, cioè dal progetto Archimede. Desertec, infatti, pur essendo un’iniziativa da 400 miliardi di euro di investimenti in 40 anni, in realtà si concentrerà su tecnologia a basso costo: più che fotovoltaico molto termodinamico, sfruttato su grande scala.

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Parlamento europeo: priorità per stoccaggio CO2 (CCS), smart grids e mini idro

pubblicato da Peppe Croce

L'Europarlamento discute la Set

Il Parlamento europeo affronta la questione energia. Sul tavolo c’è il Set Plan (Strategic Energy Technology Plan), cioè le linee guida europee per la riduzione delle emissioni di CO2 e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Oggi, in particolare, l’Europarlamento ha dato il suo ok ad una risoluzione sulle “low carbon tecnologies” che, detta in breve, chiede principalmente due cose: aumentare i fondi in tempi rapidi, da una parte, puntare su ricerca, piccole e medie imprese e riduzione della burocrazia, dall’altra.

La cosa più interessante, ovviamente, sono i fondi: decidere in fretta dove spenderli è fondamentale. Gli europarlamentari suggeriscono di investire 300 milioni di euro per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS), cioè lo stoccaggio della CO2. Una tecnica che, di fatto, non esiste ancora e che lascia molto perplesse alcune associazioni ambientaliste come Greenpeace che temono si riveli solo una sorta di greenwashing per le centrali a carbone.

Oltre al CCS l’Europarlamento chiede maggior impegno nelle smart grids, le cosiddette reti intelligenti che permetterebbero una migliore e maggiore diffusione dei piccoli impianti da fonte rinnovabile, e lo sviluppo del mini idro, cioè l’idroelettrico di piccola capacità. Più in generale, se guardiamo al Set Plan, i fondi messi a disposizione dall’Europa sono pari a 45 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, così divisi:

6 miliardi per l’eolico
6 miliardi per il solare
2 miliardi per le reti elettriche
9 miliardi per le bioenergie
13 miliardi per il CCS
7 miliardi per la fissione nucleare
5 miliardi per le fuel cell e l’idrogeno

Via | Parlamento eurpeo
Foto | Parlamento europeo

Sardegna: on line il bando regionale per il solare termico domestico

pubblicato da Peppe Croce

La Regione Sardegna incentiva il solare termico con il 30% di bonus

Il bando regionale per il solare termico domestico in Sardegna è finalmente on line. La Regione, infatti, ha inserito sul proprio sito il bando 2009 per la concessione di contributi ai soggetti privati destinati alla realizzazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento degli edifici. Il bando prevede uno stanziamento pari a circa 1.100.000 euro che verranno utilizzati per finanziare il 30% di ogni impianto istallato e che, probabilmente, verranno impegnati totalmente e in brevissimo termine.

I cittadini sardi, infatti, hanno già mostrato di gradire gli stanziamenti regionali per le rinnovabili e per il risparmio energetico: l’anno scorso, infatti, la Regione dovette prorogare più volte il termine di legge per la fine dei lavori di tutti gli impianti incentivati con il bando del 2007. Le proroghe furono dovute al fatto che spesso i lavori agli impianti iniziavano tardissimo a causa dei ritardi degli uffici regionali nel concedere gli stanziamenti. All’epoca, infatti, l’Assessorato sardo all’Industria fu inondato di richieste e si trovò notevolmente in affanno ad evaderle tutte.

Assai probabile, quindi, che anche per il solare termico gli abitanti della Sardegna vorranno approfittare della possibilità di istallare un impianto sopra il proprio tetto spendendo un terzo in meno di quanto dovrebbero. Lo stanziamento totale, per questo, forse è un po’ basso e potrebbe essere incrementato. Ce lo auguriamo noi e se lo augurano i sardi che hanno già dimostrato, con la massiccia adesione al precedente bando regionale per il fotovoltaico, di gradire molto gli impianti domestici di produzione di energia e calore da fonti rinnovabili.

Via | Regione Sardegna
Foto | Flickr

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Il Ministro Scajola: "Vorrei una centrale nucleare nel mio giardino"

pubblicato da Marina

Lo studio del Wisconsin Environment Ha detto ieri Claudio Scajola ministro per lo Sviluppo economico:

Io se potessi scegliere dove mettere una centrale, me la metterei nel giardino di casa, per un semplice motivo: che in tutto il mondo, dove è stata costruita una centrale nucleare, è cresciuta l’economia del territorio e c’è stata una grande salvaguardia dell’ambiente, perché non ci sono emissioni.E’ necessario avere un mix di fonti. Vogliamo diminuire il gas, il carbone e il gasolio; vogliamo aumentare le rinnovabili, compreso l’idroelettrico, ma ci vuole qualcosa in più che dia stabilità: il nucleare.

La battuta del Ministro Scajola, cioè che vorrebbe una centrale nucleare nel suo giardino, giunge all’indomani delle dichiarazioni del Premio Nobel Rubbia in merito alla costruzione di nuove centrali in Italia. Ha detto Rubbia:

Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano.

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Monaco di Baviera, dal 2015 ci sarà solo energia da fonti rinnovabili

pubblicato da Marina

Christian Ude, sindaco di Monaco di Baviera: dal 2015 solo energie da fonti rinnovvabili

L’annuncio desta choc: Monaco di Baviera, dal 2015 fornirà ai suoi abitanti solo energia ottenuta da fonti rinnovabili: solare, eolica, idroelettrica e biomasse. Dal 2025 la riceveranno anche industrie e aziende. Saranno bandite le fonti quali il nucleare e il carbone, tantro che entro il 2022 saranno dismesse 17 centrali nucleari. Buoni! Non sgranate immediatamente gli occhi e pensate che in Germania sono sotto elezioni e che Monaco è il feudo elettorale della cristiano democratica Angela Merkel, attuale Cancelliere.

Premesso ciò, ecco la proposta del Sindaco, il socialdemocratico, Christian Ude (nella foto in alto) che ha detto:

Monaco di Baviera, sarebbe la prima città tedesca a realizzare questi obiettivi nel campo dell’energia e della protezione del clima.

Intanto, per giungere a questo obiettivo la SWM, la società municipalizzata, che al 90% fornisce energia elettrica ai cittadini di Monaco di Baviera, è partner nella costruzione di un impianto eolico off-shore nel Mare del Nord e in di un impianto solare termico in Andalusia.

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