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Tutti gli articoli con tag spazzatura

Gli olandesi non si fidano della spazzatura napoletana

pubblicato da Marina

Nord Stream

In Olanda al Porto di Rotterdam è giunto ieri il primo carico della nave (in alto la foto della NordStern) che ha portato oltre 3000 tonnellate di spazzatura napoletana. Ne dà notizia il Dutch News che riprende un servizio della Tv NOS. Nel reportage i dettagli dell’accordo, ossia lo smaltimento di 50mila tonnellate di rifiuti da bruciare nell’inceneritore di Gansewinkel. Per ora però si brucerà questo primo carico per capire che genere di materiale arriva da Napoli.

Ma perché gli olandesi devono andare a prendere rifiuti all’estero? Il punto è che in Olanda hanno 12 inceneritori e scarsità di rifiuti e per tenere in profitto i 12 bruciatori serve spazzatura dunque hanno iniziato a proporsi a Germania e Inghilterra. I rifiuti nell’inceneritore erano dimezzati, insomma mancava la materia prima, quando sono arrivati quelli dei napoletani e dunque l’impianto tornerà a regime bruciando 50.000 tonnellate. E.on Energia perciò sta negoziando con l’Italia lo smaltimento di altre 150mila tonnellate di rifiuti.

Occhio che gli olandesi non acquistano ma si fanno pagare e anche profumatamente. L’amministrazione napoletana versa per ogni tonnellata 140 euro. Il meccanismo dell’incenerimento è palese: ove non vi è raccolta differenziata i forni inceneritori hanno materie da bruciare e sopratutto devono bruciare per rientrare degli investimenti e generare non solo inquinamento ma anche profitti, sprecando risorse.

E infatti il prof . Bendiks Jan Boersma della Delft University alla Tv NOS ha dichiarato:

L’incenerimento non è la strada giusta da percorrere. Dobbiamo diminuire la produzione di rifiuti. Cosa ne sappiamo di quel che contiene la spazzatura napoletana? Bruciare non è pulito.

Grazie a Jerry de Concilio per la segnalazione su Fb.

Foto | de Magistris su Fb

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Riciclo creativo: spazzatura per qualcuno, arte per altri

pubblicato da Marina

Aiuole con rifiuti

Come definireste la spazzatura? Cosa sono i rifiuti? Ad esempio il giudice Robert McNees III della corte di Oak Ridge in Tennesse ha avuto difficoltà a stabilire cosa sia da considerare immondizia e cosa no, spiegando che in base alle leggi vigenti anche tutto ciò che si trova per strada può rientrare sotto la categoria: rifiuto.

Ecco che la sua sentenza stabilisce che se si vuole usare una vecchia tazza del water come porta piante va bene; oppure nulla da dire per l’aiuola ricavata da un vecchio letto in ferro battuto. Siamo nel campo del riciclo creativo.

Veniamo al gusto. Può piacere o no, come per la maggior parte degli oggetti di design: ma non chiamatela spazzatura!

Aiuole con rifiuti
Aiuole con rifiuti

Via | Wate, democratic underground, ReUse Connection
Foto | democratic underground

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Andrea Segrè, un anno contro lo spreco

pubblicato da Marina

Andrea SegrÃ�¨ In Italia sprechiamo cibo. Non c’è crisi economica che ci salvi: nel bidone della spazzatura ci finiscono ogni anno 20milioni di tonnellate di cibo buono per un valore pari al 3% del PIL italiano e che sfamerebbe oltre 44milioni di persone. E’ sconcertante e ne scrive senza aforismi, ipocrisie e buonismi Andrea Segrè preside della Facoltà di Agraria all’Università di Bologna e economista che ha redatto il dossier Il libro nero dello spreco in Italia: il cibo (Ed. Ambiente, euro 12) scritto con il ricercatore Luca Falasconi. Segré conosce bene lo scialo del cibo buono essendo anche presidente di Last Minute Market, l’associazione che sfama i bisognosi proprio con il cibo recuperato.

Ebbene, Segré analizza la filiera del cibo e non assolve nessuno: tutti, dai produttori ai trasformatori, distributori, consumatori sono coinvolti e responsabili; tutti sprecano cibo che arrivi da filiera corta o da filiera lunga. Dunque nell’attesa che la società si riorganizzi cogliendo l’occasione di una crisi mondiale dei consumi come trampolino di lancio verso stili di vita meno spreconi ma più sobri e sostenibili, ognuno di noi tra le mura domestiche può adottare la propria personale sostenibilità: non sprecare.

Come? Imparando a scegliere cosa acquistare tenendo presente che è meglio comprare prodotti con pochi imballaggi; acquistare solo quello che ci serve; imparare a consumare meno.

Foto | Andrea Segre

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Riciclelle, la patata di qualità concimata col compost da rifiuti

pubblicato da Peppe Croce

Riciclelle, la patata di qualit�  concimata col compost da rifiuti

Dalla monnezza al cibo, con la collaborazione dell’università di Salerno, della Cia e del Ministero dell’Agricoltura. Risultato: “Riciclelle”, la prima patata italiana di qualità ottenuta utilizzando compost da rifiuti.

Per ora è solo una sperimentazione, effettuata con il compost prodotto dai rifiuti organici di poche pattumiere familiari, ma promette bene e fa il paio con i risultati, altrettanto buoni, ottenuti concimando l’insalata con il compost. Soddisfatta la Cia, che vede nel compost da rifiuti una risorsa molto interessante per l’agricoltura italiana:

Le abbiamo battezzate con il nome di “riciclelle” e sono la dimostrazione che si può fare agricoltura dando un contributo importante all’ambiente e risparmiando. E’ bastato recuperare e “compostare” la parte organica dei rifiuti di poche famiglie, per ottenere fertilizzante utile ad una produzione di patate in grado di soddisfare una porzione delle loro esigenze alimentari. Si tratta così di un processo di riciclaggio completo. Tale processo una volta irreggimentato potrà attenuare anche il problema della spazzatura, divenuto una complicazione annosa e gravosa in molte aree del Paese.

Rifiuti, quindi, che da costo si trasformano in beneficio economico per un settore perennemente alla ricerca di soluzioni che abbattano i costi di produzione. Il compost potrebbe essere una di queste, togliendo dai campi una discreta quantità di fertilizzanti chimici e, contemporaneamente, togliendo dalle discariche una delle parti più delicate da trattare: l’umido.

Via | Cia
Foto | Flickr

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Londra, volpe attacca gemelline: per gli esperti è stata attratta dall'odore dei pannolini

pubblicato da Marina

Una volpe in un giardino londinese

Qualche giorno fa una volpe ha attaccato nel sonno una coppia di gemelline Lola e Isabella di 9 mesi, mentre dormivano nelle loro cullette. Le piccole sono state ferite gravemente e sono ora ricoverate in condizioni stabili dopo aver subito un intervento chirurgico.

Il fatto che ha destato sgomento, è avvenuto a Londra a Homerton, east London. La presenza delle volpi (ma anche di scoiattoli) nell’area urbana è piuttosto consistente, si contano circa 10mila esemplari nella sola capita e circa 30 mila nell’area extraurbana. La convivenza con le volpi sino a oggi è stata abbastanza pacifica e i mammiferi si sono limitati a attaccare i cassonetti della spazzatura, fino all’episodio dell’altro giorno che ha notevolmente impressionato l’opinione pubblica.

Secondo John Bryant etologo, la volpe che ha attaccato Lola e Isabella era un cucciolo di 4-5 mesi attratta dall’odore dei pannolini e che spaventata dal pianto delle piccole ha iniziato a morderle.
Spiega Bryant:

Non è la prima volta che volpi e cani sono attratti dai pannolini sporchi dei bambini e ne fanno incetta tra i rifiuti.

Secondo un altro esperto Terry Nutkins è possibile che con la volpe siano entrati anche o un cane o un gatto e che siano stati loro in realtà gli artefici dell’attacco. Spiega Nutkins che le volpi non hanno l’abitudine di attaccare l’uomo. Ora si dice preoccupato in merito al trattamento che potrebbe essere riservato alle volpi dopo questo terribile episodio.

Via | SkyNews
Foto | Flickr

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Ecobrick, mattoni ecologici fatti di sabbia e urea

pubblicato da missunderstanding

biobrick mattoni di sabbia e urea

Tra le varie invenzioni nell’ambito dell’edilizia sostenibile, alla ricerca di materiali per la costruzione meno impattanti e più ecologici, abbiamo già parlato su Ecoblog dei mattoni fatti con spazzatura compressa, di quelli fatti con buste di plastica riciclate e di mattoni impastati con la cenere. A questi si aggiungono i mattoni fatti di sabbia, batteri, urea e cloruro di calcio, vincitori del premio Metroplis 2010 Next Generation.

In un laboratorio dell’Università di Sharjah, negli Emirati Arabi, Ginger Krieg Dosier, assistente di Architettura, ha realizzato dei mattoni sfruttando le reazioni chimiche e microbiologiche dei batteri della sabbia, ed il risultato sono dei mattoni duri come il marmo. L’idea per ora è stata prodotta su piccola scala, messa a punto per il concorso, ma potrebbe presto essere pronta una macchina per la produzione su larga scala, così come si legge nella descrizione del progetto:

Se questi mattoni potessero rimpiazzare ogni nuovo mattone che viene prodotto nel mondo, si ridurrebbero le emissioni di circa 800 milioni di tonnellate all’anno“.

via | metropolismag

biobrick mattoni di sabbia e urea biobrick mattoni di sabbia e urea biobrick mattoni di sabbia e urea

Macellazione clandestina o smaltimento illegale di scarti animali nelle campagne di Manduria?

pubblicato da missunderstanding

carneA Manduria, città del Primitivo, su un terreno agricolo sono stati ritrovati e fotografati dall’ambientalista Mimmo Carrieri resti animali di dubbia provenienza: potrebbero essere rifiuti speciali di provenienza animale abbandonati in campagna, o resti provenienti da macellazione clandestina.

In diversi sacchi della spazzatura sono infatti stati ritrovati resti di carne in putrefazione, mentre alcuni cittadini hanno segnalato la presenza di scarti di carne in alcuni cassonetti della città, intorno ai quali si sono radunati dei cani randagi.

Secondo Mimmo Carrieri, presidente dell’associazione Caccia, pesca e ambiente della Provincia di Taranto, può essere che si tratti di scarti di lavorazione di animali, abbandonati da alcune macellerie che non vogliono attenersi alla normativa europea che prevede che gli scarti vengano prelevati da una ditta autorizzata per non pagare la quota del servizio, o peggio ancora, si potrebbe trattare di macellazione clandestina di animali, destinata al mercato nero della carne, esente da controlli sulla provenienza e la lavorazione.

Foto | Flickr

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La raccolta differenziata. Glossario per riciclare: lettere P, Q e R

pubblicato da alessandra

Questa settimana il nostro viaggio nella raccolta differenziata prosegue analizzando tutti quegli articoli di uso comune che iniziano per P, Q e R. In particolare, è senz’altro doveroso soffermarsi su due categorie di prodotto, estremamente inquinanti e pericolose: i pannolini – anche nella loro declinazione di assorbenti igienici – e i prodotti chimici domestici.

Per quanto riguarda i primi, non è forse scontato ricordare che il loro tempo medio di decomposizione è, di norma, pari a circa 5 secoli. La “produzione annuale media di rifiuto”, invece, per un bambino in fasce è di circa 400 chili. E non è tutto: per produrre i 18 miliardi di pannolini annualmente consumati, occorrono circa 3.5 miliardi di galloni di olio, 82.000 tonnellate di plastica e 1.3 milioni di tonnellate di polpa di legno. Un ottimo motivo, questo, per passare all’acquisto di pannolini ecologici. Per quanto riguarda i prodotti tossici, clamorosamente inquinanti e corrosivi, invece, noi di ecoblog vogliamo fornire alcuni utili consigli per leggere le etichette: la “X” segnala prodotti nocivi (Xn) ed irritanti (Xi); la “C” prodotti corrosivi. Il teschio, invece, indica la tossicità di un prodotto (T; T+) e la fiamma l’infiammabilità dello stesso (F, F+).

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Gli 8 disastri ambientali più gravi al mondo causati dall'uomo

pubblicato da missunderstanding

8 più gravi disastri ambientali

Treehugger ci regala una panoramica disastrosa, sulle catastrofi ambientali causate dall’uomo in tutto il mondo. Ecco la triste classifica sui disastri ambientali peggiori che il mondo abbia vissuto:

  1. Al primo posto ci sono le guerre, che causano morti e distruzione: consumano carburanti, devastano le foreste, contaminano l’acqua e distruggono interi ecosistemi, per non parlare del numero delle vittime che muoiono ogni giorno in questo o quel conflitto.
  2. Al secondo posto c’è Bhopal, il disastro peggiore che l’industria chimica abbia mai causato. Era il dicembre dell’84 e il mondo ancora paga con più di 20.000 morti l’errore umano.
  3. Chernobyl: nemmeno 2 anni dopo Bophal l’esecuzione di un test sul reattore 4 di Chernobyl si trasforma in tragedia. Da Chernobyl all’Irlanda, dopo 30 anni contiamo ancora i casi di cancro causati dalle radiazioni, mentre chilometri e chilometri di terra intorno a Chernobyl saranno sterili e contaminati per sempre.
  4. Ecco l’Italia indisciplinata al 4° posto tra le tragedie ambientali causate dall’uomo con il disastro di Seveso. La legge Europea che porta il nome di questa tragedia non sembra compensare l’esposizione ai veleni di circa 40.000 persone e lo sterminio di 80.000 animali per prevenire la contaminazione.
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La raccolta differenziata: glossario per riciclare – Lettera A.

pubblicato da alessandra

Una delle domande più frequenti che noi tutti ci poniamo quando dobbiamo differenziare la nostra spazzatura è : “Dove lo metto? Nella plastica o nell’indifferenziato?”.

Certamente la mancanza di una normativa univoca nel nostro Paese non agevola una rubrica di questo tipo. Tuttavia, con le dovute cautele, è forse possibile fornire delle indicazioni di massima per riuscire almeno a sopravvivere alla giungla della raccolta differenziata riducendo, almeno un pò, incertezze e sensi di colpa, attraverso un prontuario in cui le più comuni tipologie di materiali e oggetti siano elencate in ordine alfabetico con la definizione, per ciascuna, della corretta collocazione finale.

Questo venerdì iniziamo con la lettera A e proseguiremo ogni settimana con la stessa cadenza fino ad arrivare alla lettera Z ma con una precisazione essenziale: il vademecum è tarato sui cittadini di Roma e dintorni per cui è probabile che non sia completamente rispondente alle differenti metodologie di cassonetto in altre zone d’Italia. Ci affidiamo, pertanto, al buonsenso e alla speranza che in linea generale le informazioni contenute possano essere utili a tutti!

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