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Tutti gli articoli con tag tetrapak

Una App per iPhone aiuta a riciclare il Tetra Pak

pubblicato da Peppe Croce

Una App per iPhone aiuta a riciclare il Tetra PakVi ricordate l’applicazione per iPhone che aiuta gli americani a riciclare l’alluminio? Ora ne arriva un’altra, questa volta italiana, che serve per trovare i contenitori dove gettare il Tetra Pak: Tiriciclo.

Tiriciclo, in realtà, è anche di più: è un sito web che contiene informazioni su come nasce, e come si ricicla, il Tetra Pak. Ma anche notizie sul riciclo dei contenitori per alimenti e, ovviamente, la mappa aggiornata dei cassonetti riservati a questo materiale.

Interessanti anche le Faq, che rispondono alle domande basilari sui materiali riciclati ma anche a quesiti più complessi, come nel caso di alcuni aspetti economici del riciclo che rendono più o meno conveniente chiedere al cittadino un determinato comportamento piuttosto che un altro.

Via | Chi lo avrebbe mai pesato

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Eco Lucart Natural, la carta nata dal riciclo del Tetra Pak

pubblicato da Barbara Arlati

Eco Lucart Natural carta

Il gruppo Lucart presenta Eco Lucart Natural, la nuova carta che nasce dal riciclo del Tetra Pak.

Lucart Group, leader nel campo della carta, ha trovato un innovativo modo per utilizzare il Tetra Pak nella produzione della carta e grazie a questa scoperta è stato segnalato tra i migliori progetti nel Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2010 di Legambiente.

Le fibre di cellulosa contenute nei contenitori Tetra Pak, sono di qualità paragonabile alla cellulosa vergine, e conferiscono quindi al prodotto finito ottime doti di resistenza e assorbenza e una tinta avana chiaro simile al colore naturale del legno.

La tecnologia sviluppata da Lucart Group permette di utilizzare in altre attività manifatturiere anche la parte di materiale plastico del Tetra Pak.

Via | Lucartprofessional

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Riciclare il tetrapack

pubblicato da Luca

Bisogna ammetterlo: il tetrapack è difficile da riciclare, dove lo mettiamo? Tre sono le soluzioni più in voga: o se ne fa a meno o ci si arma di pazienza e si divide la carta dalla plastica dall’alluminio oppure facciamo finta di sbagliare e lo buttiamo nell’indifferenziata. Quest’ultima pratica spero non sia la più comune. Da un po’ di tempo tuttavia in alcuni fortunati comuni è attiva la raccolta differenziata anche per il tetrapack.

In particolare, come mostra il filmato qui sopra l’alluminio ed il polietilene vengono rielaborati per produrre un composto definito “Ecoallene” che darà vita ad oggetti di varia natura, mentre la carta rientra nel processo di riciclaggio divenendo “Cartafrutta“. Aldilà dei simpatici nomi trovati dal reparto marketing per dei composti di riciclo, mi sembra una pratica che presuppone un sistema di riciclaggio che purtroppo in Italia non sempre va come dovrebbe.

Ultima considerazione riguarda l’alluminio che, se seguisse la tradizionale via del riciclaggio, potrebbe conoscere utilizzi più “nobili”. Insomma, al momento non mi convince. Se però siete tra quelli che “fanno finta”, vi consiglio di vedere se nel vostro comune questo servizio è attivo andando sul sito TiRiciclo.it, almeno avrete un peso in meno sulla coscienza. :-)

Lettera alla Coop

pubblicato da Matteo Razzanelli

Lettera alla Coop Adriatica sugli imballaggiUna nostra vecchia conoscenza, Verlok, ha preso tastiera e mouse ed ha scritto alla Coop, di cui è socio. Ci ha inviato per conoscenza la sua lettera, chiedendo di pubblicarla. Lo faccio volentieri per due motivi.

Il primo è che trovo ammirevole che un cliente/socio di un supermercato dedichi una parte del suo tempo per richiamare il suo supermercato di fiducia al rispetto dell’ambiente. Un simile richiamo è ancora più appropriato nel caso di catene come Coop, che affermano di voler rispondere ad alti standard ambientali. Per evitare che la pubblicità “verde” delle aziende non sia semplice “eco-maquillage” o “green-washing”, il controllo attento da parte dei clienti è fondamentale. Se tutti facessero come Verlok, e le lettere da una diventassero mille, le imprese sarebbero molto più solerti nel realizzare iniziative verdi.

Il secondo motivo è che la grande distribuzione, in virtù dei volumi trattati e quindi del proprio potere contrattuale, ha la possibilità di rendere meno impattante la catena distributiva di ogni genere di prodotto. In particolare, i supermercati potrebbero fare molto per ridurre gli imballaggi.

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Vetro, Tetrapak o plastica? L'imballaggio più sostenibile per il latte

pubblicato da eugenio

Certo, la soluzione è il (buonissimo) latte crudo alla spina, ma nella realtà di tutti i giorni il supermercato ci pone sempre di fronte a tre confezioni diverse per il latte: il Tetrapak, la bottiglia di vetro e quella di plastica in PET.

Tutti e tre gli imballaggi sono riciclabili (qui alcuni dettagli sul riciclaggio del Tetrapak) ma chi fra questi è più sostenibile? I pro e contro sono diversi: il vetro è pesante e ingombrante, ma sicuramente ha una filiera di riciclaggio più stabile e affidabile di quella del Tetrapak, che a sua volta però è molto leggero e supercompatto. La bottiglia in PET è riciclabile e leggera, ma come tutte le plastiche può essere riciclata solo una volta. Secondo i vostri calcoli (ci sono moltissimi fattori che non ho esposto) qual’è la soluzione vincente?

Tetrapak - pubblicità ecologica?

pubblicato da lumachina

ghiandaia, mascotte della reclame dei tetrapak ecologiciAvete visto lo spot Tetrapak-Latte in cui tutti sono felici di usare un prodotto sano in un contenitore ecologico? Vi siete chiesti come fa il tetrapak ad essere amico delle foreste in Svezia? Ecco… me lo sono chiesto anche io.

La campagna pubblicitaria, costata 30 milioni di euro, ribadisce che: “Nello spessore di un filo d’erba Tetra Pak protegge la bontà e l’ambiente” e mostra gli abeti svedesi che vengono coltivati e poi tagliati per fare la carta dei tetrapak.

Tetra pak e’ una ditta svedese che ha appena aderito all’HCVF (High Conservation Value Forest) network. L’HCVF e’ stato fondato nell’ottobre 2006 e i suoi scopi sono di eliminare il taglio illegale e migliorare la gestione delle foreste.
Tetra pak e WWF lavoreranno insieme affinché la compagnia riduca le emissioni di CO2 del 10% nei prossimi cinque anni, sia attraverso una riduzione dei consumi, sia un aumento della quota di energia verde.
Ammirevole lo sforzo, ma il messaggio pubblicitario diceva altro.

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Come si riciclano i tetrapak?

pubblicato da lumachina

Contenitori di tetrapak non ancora stampatiUn lettore ci scrive chiedendoci come mai, visto che il tetrapak è riciclabile, in molti comuni dicono di buttarlo nel secco.

Se nel vostro comune si possono buttare i tetrapak insieme alla carta, è perchè esiste un accordo di smaltimento particolare. Nella maggior parte dei comuni italiani questo accordo non c’è.

Il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) riporta che nel 2002 il 35% degli imballaggi per bevande immessi sul mercato è stato avviato al recupero, parliamo di 38.000 tonnellate di tetrapak. Tetrapak, da analisi di flussi merceologici, è arrivata a stimare che il 23% dei cartoni per bevande riesce ad arrivare al cassonetto della carta e da lì prosegue verso uno dei 35 termovalorizzatori attivi in Italia.

I cartoni poliaccoppiati (carta + plastica + alluminio) rappresentano circa lo 0.4% dei rifiuti prodotti da una persona, per questo è antieconomico (e antiecologico) raccoglierli separatamente. Il vostro tetrapak, dal cassonetto della raccolta differenziata o va ad un termovalorizzatore o va alla cartiera Santarcangelo o al centro di compostaggio di Modena.

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Tetra Pak

pubblicato da Bricke

latte Ruben Rausing, svedese, nel 1951 inventò un contenitore impermeabile per alimenti: Tetra Classic che diede il nome all’azienda Tetra Pak.

I contenitori Tetra Pak sono interamente riciclabili e composti dal 75% di carta, 20% polietilene e 5% di alluminio.

Dal 2002, in base alla Direttiva Europea 94/62 (recepita dal Decreto Ronchi), almeno la metà degli imballaggi messi in circolazione ogni anno nei Paesi membri dell’UE deve essere sottratta al flusso ordinario dei rifiuti. Di questo quantitativo almeno la metà deve essere riciclato, cioè recuperato come
materia.

Tetra Pak versa il contributo ambientale al Consorzio di filiera Comieco. Nonostante ciò, fino al 2002, non è mai stata attivata la raccolta differenziata dei cartoni per bevande. La motivazione è da ricercarsi nella piccola percentuale che questi cartoni ricoprono sul totale degli imballaggi immessi al consumo (1,2%) e nel loro basso peso specifico.

Le cose stanno rapidamente cambiando. Attualmente sono più di 500 i comuni italiani che hanno attuato la raccolta differenziata dei cartoni per bevanda e sono in costante aumento. Da settembre si è attivato anche il comune di Roma. In parole povere il cittadino potrà gettare tali contenitori nelle classiche “campane” dedicata alla carta, successivamente avverrà la divisione. Sarebbe stato uno spreco maggiore di risorse attuare una raccolta mirata.

Sul sito di Tetra Pak Italia troverete anche una sezione dedicata alle FAQ (risposte alle domande frequenti) per i cittadini ed i comuni. Un buon esempio di come business ed ambiente possano crescere insieme.

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