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Tutti gli articoli con tag uranio impoverito

Esplode la polemica su Quirra: secondo Legambiente i risultati delle Asl non sarebbero veritieri

pubblicato da Simone Muscas

Esercitazione militareLa questione del Poligono militare di Quirra è un argomento che abbiamo trattato in numerosi post e che, vista la divergenza di veduta delle parti in questione (popolazione locale da un lato e Procura della Repubblica dall’altro), abbiamo promesso di seguire nei suoi sviluppi. Ebbene, qualche giorno fa vi abbiamo parlato di un nuovo capitolo che è andato ad aggiungersi a questa infinita storia: infatti dopo essere arrivati i tanto sospirati risultati delle analisi (seppur ancora parziali) del territorio circostante all’area militare che sembrerebbero dar ragione a chi sosteneva che le aree adiacenti al Poligono non siano inquinate, sono divampate le polemiche.

Legambiente Sardegna in particolare, nella persona del suo Presidente Tiana, ha tuonato definendo inaccettabili i risultati dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna; si tratta, sottolinea lo stesso presidente, di risultati che sono distanti anni luce dalla realtà. Innanzitutto, riferisce Tiana, queste ultime indagini sono state effettuate in un periodo circoscritto di tempo nel corso del quale non ci sono state esercitazioni militari; inoltre lo stesso si chiede: come si possono definire rassicuranti dei dati quando sono state riscontrate comunque alte presenze di arsenico e metalli pesanti?

Bisogna infine considerare, conclude, che tutte le analisi finora condotte indicano uno stato generale di inquinamento ambientale in un’area di oltre 15.000 ettari non in maniera uniforme, ma con situazioni molto anomale. Insomma guerra aperta; tant’è che non si è fatta attendere la risposta da parte dei responsabili dell’Istituto Zooprofilattico (coloro che hanno portato avanti le analisi per conto della Regione Sardegna) secondo i quali è davvero inaccettabile che si possano mettere in dubbio i risultati di un ente super partes, che si attiene al rigore scientifico di metodi di prova accreditati ed esprime valutazioni di carattere oggettivo.

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Caso Quirra: Tribunale conferma sgombero pastori

pubblicato da Simone Muscas

Radioactive zone

Il caso Quirra si arricchisce di un nuovo capitolo che, c’è da giuraci, non porrà fine alla annosa questione del poligono militare ed anzi animerà ulteriormente le coscienze della popolazione locale che sembra ora essere spaccata in due gruppi: ovvero coloro che credono che l’inquinamento dell’area sia soltanto un’abile montatura della Procura e chi invece sostiene che la presenza dell’uranio impoverito sia effettivamente la causa di malattie fra le persone e gli animali.

Infatti, proprio nella giornata di oggi, è arrivata anche la sentenza del Tribunale che conferma come i terreni del Poligono di Quirra siano inquinati. Ci sono, emerge dalla nuova ordinanza, sostanze nocive e velenose capaci di alterare la catena agroalimentare con effetti negativi per la salute delle persone e degli animali. Tali motivi, si legge, sono da ritenersi sufficienti per confermare il sequestro preventivo di tutta l’area che ricade nel perimetro della base militare. La nuova sentenza quindi respinge di fatto il ricorso della Coldiretti contro lo sgombero dei pastori.

Nel provvedimento dei giudici viene sottolineato come il sequestro sia fondato in quanto supportato da numerosi elementi tecnico-scientifici che indicano la presenza di veleni potenzialmente pericolosi per l’uomo, gli animali e l’ambiente. Di fatto viene quindi confermato in toto l’impianto accusatorio della Procura che sta continuando ad indagare con l’ipotesi di reato di disastro ambientale.

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Sindrome di Quirra: i danni del poligono di Villaputzu

pubblicato da Roberto Bosio

Questa è la prima parte di un’inchiesta apparsa su RaiNews24. Si parla di “sindrome di Quirra”, ovvero di un gruppo di patologie gravissime, come tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin, diffuse nel Sarrabus. E’ la zona in cui sorge il più grande poligono della NATO in Europa.

Casualmente si tratta dello stesso tipo di malattie - secondo un’inchiesta della televisione svizzera mai trasmessa in Italia - che starebbero colpendo anche gli abitanti dei villaggi svizzeri, nel canton Glarona, che sorgono intorno al poligono della multinazionale Oerlikon Contraves, che effettua le sue sperimentazioni anche in Sardegna, proprio a Perdasdefogu-Salto di Quirra.

Quale sia la causa non è difficile immaginarlo. Il link alla seconda parte dell’inchiesta lo trovate qui.

Via Visivagroup, Markettos Blog

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Funghi anti-atomici assorbono uranio impoverito

pubblicato da Marina Perotta

I funghi assorbono l'uranio impoveritoUn lettore, Naturo, ci bacchetta perchè non scriviamo dei funghi “miracolosi” che liberano i suoli dalle contaminazioni di uranio impoverito. La scoperta però non è proprio da “premio Nobel” e appunto ne stavamo verificando l’impatto. Bene, la notizia è stata pubblicata ieri su “Current Biology” e ripresa da Newscientist. In pratica i funghi che crescono spontaneamente nei giardini potrebbero contribuire a ripulire i campi contaminati dall’uranio impoverito.

Attualmente, i siti contaminati sono puliti raccogliendo anche i frammenti più piccoli, il che ne impedisce la completa bonifica in quanto resta sempre della polvere. Ma un gruppo di ricerca in Scozia ha scoperto che i comuni funghi crescendo sui suoli contaminati possono assorbirne le polveri. “Queste si fissano nei funghi e l’uranio impoverito diviene inaccessibile agli altri organismi viventi e non dovrebbe neanche sciogliersi nelle acque, perchè il fungo sarebbe in grado di metabolizzarlo”ha detto Geoffrey Gadd dell ‘Università di Dundee a capo del team che ha effettuato la scoperta.

Gadd dice che la tecnologia adoperata per ottenere la bonifica dei terreni e molto bassa e consiste nell’aggiungere fertilizzanti e umdità per aiutare i funghi a crescere. Ma avverte Gadd che l’uranio non potrebbe, sebbene imprigionato nel fungo, essere cosiderato completamente innocuo e che comunque potrebbe essere tossico se mangiato e né che alla Dundee hanno elaborato ancora un metodo per raccogliere i funghi cotaminati e smaltire poi l’uranio sequestrato dal fungo. Ma la ricerca definita da Gadd “un primo passo” indica forse la strada giusta.

Foto | Flickr

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