Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag usa e getta

Dal 16 al 23 aprile smettiamo di usare le buste di plastica usa & getta

pubblicato da Marina

A circa tre mesi dall’entrata in vigore della nuova legge che impone la vendita di sacchetti di plastica biodegradabili, ecco una nuova campagna di Porta la sporta che invita, GDO e consumatori a smettere di usare i sacchetti usa e getta preferendo l’uso delle borse durevoli.

Insomma, un ulteriore passo avanti, nella tutela dell’ambiente che si concretizza nella settimana che va dal 16 al 23 aprile, nel pieno della follia consumistica per Pasqua. Il dato interessante è che quest’anno ha aderito massiccia la GDO, ossia i supermercati e gli ipermercati. Leggo dal comunicato stampa di Porta la sporta:

Sono oltre 3500 i punti vendita che verranno mobilitati grazie all’adesione di 19 gruppi della grande distribuzione: Ali e Aliper, Auchan, Conad DAO, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Trentino e Famiglia Cooperativa, CRAI, Despar Triveneto, Esselunga, Gruppo Gabrielli con Oasi e Maxi Tigre, Gruppo Lombardini con Pellicano e Iper , Natura Sì, Nova Coop Piemonte, Nordiconad, Simply Sma, SuperDì – IperDì Supermercati, Poli e Iperpoli Supermercati, Sogegross con Basko e Unes Supermercati.

Infine, una iniziativa altrettanto valida è “mettila nella rete” ossia l’uso dei retini in cotone nei reparti ortofrutta.

Via | Comunicato stampa

....
condividi 2 Commenti

Riciclare rasoi usa e getta: impresa impossibile?

pubblicato da Marina

rasoio usa e getta

Mi chiede Emme53 nel post dedicato al riciclo degli spazzolini da denti cosa ne pensiamo a Ecoblog dei rasoi usa e getta e della loro difficoltà nel riciclarli. Vanno infatti buttati via, una volta terminato il loro uso, nel sacco nero dell’indifferenziata. Avevo già intenzione, dopo gli spazzolini da denti, di analizzare quest’oggetto che si è rivelato negli anni una vera e propria bomba ecologica. Per ribadire quanto sia difficile recuperare uno di questi rasoi mi basta ricordare che anche la riciclona Famiglia Strauss è stata costretta a gettarli, impotente, assieme alle penne biro ( parleremo anche di queste).

Il rasoio usa e getta viene brevettato nel 1904 da Gillette che oggi fa parte della Procter&Gamble. Seguita da diverse altre imprese che nel corso del tempo diventano multinazionali. Nessuno, però si preoccupa dell’enorme quantità di plastica e acciaio che viene rilasciata nell’ambiente: infatti non viene mai previsto né il ritiro né il riciclo. Una prima iniziativa, anche se parziale di riciclo l’ha iniziata in Francia lo scorso ottobre la Bic (che ha iniziato a produrre il rasoio usa e getta nel 1975 e che detiene il 30% del mercato mondiale dei rasoi) che ha lanciato la campagna BIC® recycle. Consiste nell’inviare i propri dati; ricevere una busta; riempirla con 10 rasoi usati e rispedirli alla casa madre. La multinazionale si impegna a riciclare i rasoi in parti plastiche per lavatrici.

Onestamente non capisco perché una multinazionale della levatura e potenza economica di Bic non decida di mettere in un certo numero di punti vendita dei raccoglitori per rasoi usati; poi non capisco perché una semplice operazione i raccolta e riciclo deve diventare una operazione di marketing del genere greenwashing con raccolta dei dati sensibili dei consumatori. O meglio, lo capisco eccome. Ma il punto dovrebbe essere la responsabilità d’impresa su un prodotto, nato nel 1975 e non progettato per essere riciclato. A questo punto il design industriale si dovrebbe quanto meno accorgere delle necessità contemporanee: non sprecare risorse. Infine, al solito affidiamoci all’ingegno e alla fantasia e se volete su How to do si insegna la tecnica per usare il medesimo rasoio anche per 6 mesi.

Foto | Flickr

....
condividi 9 Commenti

Perché scegliere i pannolini ecologici

pubblicato da missunderstanding

Si celebrerà dal 24 aprile al 2 maggio 2010 la settimana internazionale del pannolino lavabile, giunta alla sua quinta edizione. Per chi non ha mai usato i pannolini ecologici, ma vuole saperne di più, questo video del canale Greenlife di DeabyDay illustra bene le caratteristiche dei pannolini riutilizzabili.

I pannolini lavabili sono una scelta saggia per quanto riguarda la salute dei bambini e la tutela dell’ambiente. Siete pronti ad abbandonare la comodità di pannolini usa e getta per contribuire a donare un futuro migliore ai vostri figli?

Tre consigli per farsi una barba più verde

pubblicato da missunderstanding

farsi la barba ecoOgni mattina milioni di uomini nel mondo si fanno la barba, molti dei quali con rasoi usa e getta fatti di plastica ed acciaio, che finiscono in discarica. Esistono dei modi per farsi la barba in maniera più ecologica? Se esistono dei consigli per far l’amore in maniera ecosostenibile, di certo ci saranno degli accorgimenti per limitare l’impatto del farsi la barba.

Al posto delle lamette usa e getta è preferibile il rasoio elettrico, e al posto di quest’ultimo è ideale il rasoio che si carica ad energia solare. I più esperti, poi, potranno ridurre il proprio impatto con il rasoio da barbiere per una rasatura manuale, perché l’antico arnese - sempre che lo si sappia usare - è riutilizzabile all’infinito, ed è quindi il rasoio più ecologico di tutti.

Al posto della schiuma da barba si può usare l’olio di oliva, così come consigliano i cugini di Benessereblog: basta passare un po’ d’olio sul viso prima di radersi. L’olio idrata la pelle, lubrifica e protegge la lametta dalla ruggine.

L’acqua: mentre ci si fa la barba, molti lasciano scorrere l’acqua dal rubinetto, con uno spreco enorme. La prima buona pratica sa seguire per una barba più verde è quella di chiudere il rubinetto, o meglio di tappare il lavandino e di riusare l’acqua. Avete altri consigli per una rasatura eco friendly? Non esitate a condividerli con noi!

via | greenme

Foto | Flickr

Evidenziatori senza solventi organici e cancelleria retrò per un ufficio più ecologico

pubblicato da viviana

cancelleria per l'ufficio verde Schiavi del computer, usiamo penne, matite, evidenziatori e cancelleria in generale sempre meno, ma la usiamo ancora. Nel mio portapenne (una tazza di ceramica mezza rotta che ho riciclato così) conto: 5 penne, 3 matite, 2 pennarelli e 2 evidenziatori, 1 righello poco usato, e di tutto ho una certa scorta nel cassetto.

Avevamo già visto come, in generale, usare la matita non significhi per forza che questa sia più ecologica di una penna usa e getta. Dipende dall’uso che se ne fa, la matita è di legno rispetto alla plastica della penna, ma la maggior parte delle matite in commercio sono fatte di legno importate, inoltre la penna dura mediamente di più (soprattutto se la matita cade e si rompe la mina e va temperata di continuo!). Tagliamo la testa al toro, esistono oramai matite in plastica riciclata, oppure si potrebbe tornare al vecchio portamine (mio padre ne ha un sacco che usa da decenni!) e comprare solo le mine. Si risparmia legno e soldi.

Per le penne, le biro andrebbero comunque ridotte il più possibile, perché oltre al fatto che sono fatte di plastica e poi finiscono tra i rifiuti, va detto che l’inchiostro contiene sostanze tossiche (es. tricloro etano e formaldeide) per la salute umana. Oltre all’usare penne in plastica riciclata o in mater-bi, anche qui un tocco retrò può darci una soluzione: la penna stilografica con ricarica a mano (ovvero si compra un bel boccetto di vetro con l’inchiostro, una buona stilo dura anni ed anni, e il vetro si ricicla più facilmente!)

Continua a leggere: Evidenziatori senza solventi organici e cancelleria retrò per un ufficio più ecologico

....
condividi 3 Commenti

Meglio una matita o una penna?

pubblicato da viviana

Più ecologica la penna o la matita? Dopo la tazza rispetto al bicchierino, analizziamo altri due strumenti di lavoro in ufficio per sentirci sempre più lavoratori verdi. Il quesito di oggi è “meglio la penna usa e getta o la matita?”. Meglio le care biro, bic o che dir si voglia, o la vecchia matita di legno? Come reazione a caldo direi la matita, semplicemente perchè le parola “usa e getta” ispirano sempre l’idea di montagne di rifiuti inutili che potrebbero essere evitate. Entriamo più nel dettaglio per avere più elementi di valutazione, e poi diamoci la risposta in base alle nostre abitudini.

Una matita è fatta di grafite e legno (due pezzetti incollati insieme), e un po’ di vernice all’esterno. La grafite viene estratta da miniere e il suo processo di estrazione pare essere meno impattante rispetto all’estrazione di altre materie dal sottosuolo. Il legno, bè dipende dal legno usato, le matite più usate, quelle di largo consumo (non parliamo di matite “professionali” per artisti o simili) usano legno di tiglio non molto pregiato. C’è da dire che la maggior parte delle matite in commercio vengono dalla Cina e usano legno e grafite “locale” (le virgolette sono d’obbligo se pensiamo a quanto è vasta la Cina).

La penna, beh è fatta di plastica. E quindi c’è dietro tutto un processo industriale di produzione della plastica che passa per il petrolio. Ci vogliono anche parti di metallo e l’inchiostro, di certo meno “ecofriendly” di legno e grafite. E poi come detto, una volta esaurita si butta (nell’indifferenziato il più delle volte) e se ne ricompra una nuova, e quindi vai di montagne di rifiuti. Ma, a loro favore, c’è la durata. Si dice che con una biro tu possa scrivere per oltre tre chilometri di fila, con la matita no. Soprattutto se ti si rompe in continuazione la mina e devi continuare a temperare per avere la punta perfettamente appuntita (io non riesco a scrivere altrimenti).

La soluzione sta sempre nel giusto mezzo, per così dire. Ci sono oramai in commercio matite fatte di plastica riciclata dai bicchierini di plastica, oppure penne fatte con il mater-bi.

Via | Guardian
Foto | chriscoyier

....
condividi 8 Commenti

Mooncup, per dire "no" agli assorbenti usa e getta

pubblicato da silvia

Donna tra le piante Donne bombardate dalle pubblicità di assorbenti leggeri, notte, ripiegabili, con le ali (anche vive!), profumati, invisibili e chi più ne ha più ne metta…c’è una novità per voi: Mooncup, la soluzione che dichiara guerra all’usa e getta. Si tratta di una coppetta in silicone riutilizzabile per la raccolta del flusso mestruale. E’ l’iniziativa lanciata Comune di Maserada sul Piave (in provincia di Treviso) per le sue cittadine. E non solo.

Storco il naso alla notizia, ma sono curiosa di sapere come funziona. Intanto leggo una stima che mi fa pensare: una donna nella sua vita consuma circa 11.400 assorbenti! Un bel po’ considerando che ognuno ci mette 500 anni a smaltirsi. In pratica Mooncup è un imbuto di silicone da svuotare più volte al giorno e che può essere lavato e riutilizzato.

Sembra poi che i vantaggi di utilizzare queste coppette non siano pochi. Interessante a questo proposito l’intervista alla dottoressa Evelina Bertolissi, esperta in medicina naturale (che vi segnalo a questo link). Secondo l’esperta alcuni dei fastidi che una donna può avere durante il ciclo (come pruriti o arrossamenti) derivano dalla presenza di sostanze chimiche negli assorbenti: ad esempio le diossine che si sviluppano a seguito di trattamenti della cellulosa del prodotto.

Via | Comune di Maserada
Foto | AehoHikaruki

I produttori difendono le buste di plastica

pubblicato da lumachina

bando ai sacchetti di plastica. Foto mindylou2L’ European Plastic Films (un consorzio che riunisce i produttori di buste di plastica) ha preso la parola per contrastare la campagna “diffamatoria” contro questi oggetti, presi ad emblema del consumismo usa e getta.

L’EuPF sostiene che bandire le buste di plastica (come si sta iniziando a fare in diverse parti del mondo) non farebbe guadagnare molto in termini ambientale e costringerebbe 500 ditte e 50.000 persone a cambiare attività. Il presidente Bjørn Hoem spiega come la produzione e il trasporto delle (più pesanti) borse di carta sarebbe più inquinante.

Sotto il mirino dell”EuPF finisce anche l’uso delle bioplastiche in alternativa agli shopper di plastica, perché “non corregge l’attitudine del consumatore nei confronti dell’usa e getta”. Tra gli sponsor del gruppo fa capolino la Total, interessata a vendere petrolio sotto forma di sacchetto di plastica piuttosto che a salvare il mondo facendo fare la spesa alla gente con un canestro di vimini o con una borsa di stoffa.

Insomma, la mia impressione e’ che i produttori stiano spostando la responsabilità dell’abuso delle loro borse sulle spalle dei consumatori, che dovrebbero essere educati (non si precisa troppo bene da chi) a riutilizzarle e riciclarle. In aggiunta cercano di scoraggiare l’uso di materiali concorrenti (le bioplastiche) in nome di un condivisibile (ma arduo) obbiettivo superiore: l’educazione al consumo consapevole. Nel frattempo, vorrebbero poter continuare a fare business as usual.

Via | EuPF
Foto | mindylou2

Pannolini, dal comune di Arco 136 euro per chi sceglie i lavabili

pubblicato da silvia

Pannolini usa e getta - marcodiabolico Per promuovere tra i cittadini comportamenti rispettosi dell’ambiente non bastano le campagne di sensibilizzazione. Come nel caso dell’adozione del sistema di premialità con sconti in bolletta per chi fa la raccolta differenziata, ad Arco si è deciso di incentivare l’utilizzo di pannolini lavabili con un contributo finanziario di 136 euro a famiglia.

Per una mamma che deve lavorare non è semplice dire basta ai pannolini usa e getta (nella foto). La società di oggi ha reso il tempo più prezioso di quanto sia l’ambiente che ci circonda. Immaginiamo una mamma che, dopo una giornata di lavoro, prende il proprio figlio all’asilo alle sei del pomeriggio e si ritrova la sera tra ninne, pappe, cucina e giochi a lavare i pannolini? E come convincere le maestre a mettere da parti gli usati? In effetti non è semplice…ma è anche vero che i pannolini hanno un certo peso nel bilancio familiare, quindi ben vengano i contributi finanziari per i lavabili!

L’iniziativa si svolge con la collaborazione dei rivenditori di pannolini lavabili. Il cittadino che si rivolge al venditore dovrà compilare un modulo che consegnerà all’ufficio protocollo del Comune di Arco con allegata la fattura rilasciata dal rivenditore autorizzato o la nota fiscale (con specificato il codice fiscale dell’acquirente) relativi all’acquisto di kit-base completo di pannolini lavabili tra i modelli indicati; l’ufficio ambiente del Comune verifica le domande pervenute, ed in base all’ordine di arrivo, provvede a liquidare direttamente ai cittadini il contributo pari a 136 euro.

Via | Comune di Arco
Foto | marcodiabolico

Gomme da neve ecologiche

pubblicato da lumachina

catene da neve biodegradabiliI colleghi di autoblog hanno trovato una vera chicca per noi: la catena da neve gommosa ed ecologica!

Snow Chain è una catena liquida sintetica costituita da un fluido polimerico che, applicato al battistrada bagnato, reagisce con l’acqua solidificandosi in pochi minuti e diventando un dispositivo antineve di efficacia pari a quella dei più tradizionali dispositivi di sicurezza.

Facile da usare (la si spreme da un tubetto e lei solidifica da sola), non la si deve togliere (si polverizza da sola al contatto con asfalto asciutto), si adatta a qualsiasi tipo di pneumatico, pesa poco. E’ in vendita a circa 30 euro sul sito del produttore (italiano) Cbmfast.com.

gli unici difetti che le trovo, a prima vista e senza averla sperimentata di persona per assenza di neve e di auto, e’ che e’ un prodotto usa e getta e abbastanza costoso.

....
condividi 5 Commenti