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Qatar: energia solare per l’aridocoltura

Il campo irrigato nella foto di sinistra potrebbe stare nella pianura padana e invece si trova nel Qatar, in mezzo al deserto, come si vede dalla foto satellitare di destra.

L’agricoltura svolge un ruolo marginale nel piccolo paese del golfo persico, fornendo solo il 10% del cibo ai suoi 1,7 milioni di abitanti, in particolare frutta e verdura. Tuttavia, anche questa modesta attività sta sfruttando le risorse idriche in modo insostenibile.

In un paese arido in cui cadono solo 80 mm di pioggia in un anno (una quantità che in Italia può arrivare in poche ore), la falda acquifera è sfuttata al 450%, ovvero ben al di là delle sue possibilità di ricarico, al punto che ormai un pozzo ogni quattro è esaurito.

La crisi dei prezzi agricoli del 2008 ha aperto gli occhi al governo del Qatar che ha avviato un programma nazionale per la sicurezza alimentare (Qnsfp), con lo scopo di ridurre la dipendenza alimentare dall’estero.

L’acqua dolce necessaria all’agricoltura verrà ottenuta per desalinizzazione dell’acqua di mare, un processo molto costoso in termini energetici, ma che è possibile alimentare usando energia solare a concentrazione. Per non deturpare il paesaggio costiero, l’acqua verrà desalinizzata nell’interno del paese e verrà reimmessa nella falda acquifera.

In questo progetto sono già stati investiti 10 miliardi di $ ed altri 20 lo saranno da qui al 2022, quando il Qatar ospiterà (per la prima volta in un paese arabo) il campionato mondiale di calcio.

Le abbondanti riserve di petrolio e soprattutto di gas nella penisola del Qatar permetterebbero ai suoi abitanti il lusso di poter continuare a “fare la spesa” alimentare all’estero per decenni, eppure ci si sta preoccupando della sicurezza alimentare. Chissà quando queste parole inizieranno ad entare nell’alfabeto politico italiano…

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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