In Cina un branco di elefanti affamati, tra cui una madre che aveva appena partorito, si sono spinti in prossimità di alcuni villaggi della prefettura di Xishuangbanna nella provincia meridionale dell Yunnan, al confine con la Thailandia.
Si sono “serviti” nei campi di mais, verdura e banane, rovinando diversi ettari di terreno coltivato e spaventando la popolazione. In un caso si sono spinti anche a cercare del cibo in una abitazione e i proprietari hanno dovuto fuggire dalla finestra.
La polizia ha successivamente messo in fuga i pachidermi spaventandoli con l’uso di fuochi artificiali.
Nella prefettura di Xishuangbanna è stato istituito un parco naturale per proteggere i pochi elefanti rimasti sul territorio cinese, il cui habitat è minacciato dall’espansione delle colture e delle piantagioni effetto della pressione demografica e dell’agricoltura industiale.
Un tempo, le relazioni tra uomini ed elefanti erano migliori nella Yunnan: il popolo Dai piantava bambù e banani intorno ai villaggi per attirare gli elefanti che così avrebbero tenuto lontano le tigri.
Gli elefanti venivano addomesticati e utilizzati come animali da trasporto o da fatica. Questa abitudine e questa lunga familiarità sono ora state interrotte.
Poco più a nord, nella prefettura di Pu’er, per ridurre le frizioni tra elefanti e umani è stata selezionata un’area incolta di 20 ettari come “mensa” per gli elefanti. Qui mais e banani sono coltivati appositamente perchè i pachidermi se ne possano servire.
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