Spesso si sente ripetere che gli incentivi alle rinnovabili saranno un peso per l’Italia per i prossimi 20 anni: lo ha ripetuto ancora qualche giorno fa Assoelettrica, braccio energetico di Confindustria.
Perchè limitarsi a parlare di costi e non anche di benefici? E’ un approccio riduttivo, se non deliberatemente fuorviante.
Secondo uno studio di AGICI – Finanza di Impresa (non si tratta quindi esattamente di irriducibili ambientalisti), nei prossimi 20 anni i benefici apportati dalle fonti di energia rinnovabile assommeranno a 228 miliardi di € a fronte di una spesa di 152 miliardi, dovuta soprattutto agli incentivi. (1) Si tratta quindi di un vantaggio netto per la Repubblica Italiana pari a 76 miliardi di €, e scusate se è poco.
Vediamo più in dettaglio quali sono i principali benefici delle rinnovabili:
L’altra buona notizia è che ora la strada è in discesa; tra il 2008 e il 2012 i costi di investimento hanno superato i ricavi, ma d’ora in poi il bilancio sarà sempre positivo.
Non sono troppo abituato a ragionare in termini di €. In termini energetici so che le rinnovabili sono un ottimo investimento, perchè nella loro vita utile restituiscon molta più energia di quanta ne è stata investita negli impianti( 10 volte per il FV, 20 volte per l’eolico) e questo mi basta. Tuttavia fa piacere sapere che anche il bilancio finanziario è positivo, soprattutto per convincere tutti coloro che sono limitati dall’orizzonte eocnomico.
(1) Fonte AGICI – OIR – Osservatorio Industria delle Rinnovabili. I dati riportati nel grafico in alto provengono da questa presentazione. L’analisi non è nuova, ma risale all’aprile 2012. Il coordinatore di OIR mi ha gentilmente confermato che le stime sono ancora valide. E’ bene quindi diffondere queste informazioni, proprio per sfatare la leggenda per cui le rinnovabili sono un costo e non un’opportunità.
(2) Si ottiene questa cifra assumendo per quest’anno un prezzo del gas naturale pari a 3,5 $/MBtu, ovvero di 2,5 €/GJ e ipotizzando una crescita modesta del costo del gas nei prossimi 20 anni, più o meno intorno al 4%. In caso di aumento più rapido o di shock energetico fossile, questa voce potrebbe pesare molto di più.
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