Per una corte d’appello USA gli attivisti anti-caccia alle balene sono “pirati”

Le vicende giudiziarie umane sono assai curiose alle volte.

Nel grande oceano meridionale si stanno confrontando una flotta baleniera giapponese e tre navi dell’ong Sea Shepherd guidate da equipaggi australiani.  Anche il sito dell’operazione Zero Tolerance è un sito australiano. Lo scontro avviene in acque internazionali, nella zona protetta nota come Santuario delle balene dell’Oceano Meridionale, dove secondo l’International Whaling Commission è vietata ogni attività di caccia.

Eppure una corte d’appello degli USA ha appena emesso una sentenza in cui accusa di pirateria non i cacciatori di balene, ma gli attivisti!

Secondo il giudice Kozinski gli attivisti sono pirati perchè mettono in pericolo la navigazione delle navi giapponesi. Riferisce che hanno danneggiato eliche, lanciato bombe fumogene e puntato laser contro i giapponesi, senza peraltro portare delle prove.

Non si comprende come una corte USA possa perdere tempo in qualcosa su cui non ha alcuna giurisdizione. Sembra una mossa piuttosto goffa per controbilanciare la denuncia presentata dall’Australia contro il Giappone alla Corte Internazionale di Giustizia per caccia illegale.

La Sea Shepherd ha sofferto numerosi guai giudiziari a causa del suo estremo attivismo. Lo scorso anno il suo presidente Paul Watson rimase agli arresti domicliari per due mesi in Germania in seguito ad una richiesta di estradizione da aprte del Costa Rica per un incidente navale. Watson fu poi rilasciato su cauzione e l’estradizione non ha avuto luogo.

E’ possibile anche firmare una petizione rivolta alla Casa Bianca per farrozare il divieto di caccia alle balene nell’Oceano meridionale.

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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