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Global forest watch 2.0: nasce uno strumento contro la deforestazione planetaria

Il World Resources Institute ha finalmente messo a punto uno strumento importante per controllare lo stato di salute delle foreste a livello planetario: il Global Forest Watch. Si tratta di una nuova piattaforma che unisce dati satellitari quasi in tempo reale, dati forestali e informazioni inserite dagli utenti per monitorare la situazione delle foreste in ogni angolo del globo.

La piattaforma diventerà completamente funzionale nel corso del 2013, ma già ora è possibile visualizzare mappe interattive delle zone maggiormente a rischio.  Sopra ho riportato ad esempio una mappa della parte indonesiana del Borneo (Kalimantan in lingua locale), dove si vede che le concessioni forestali interessano la gran parte dell’isola, poichè restano fuori solo le regioni più montuose e inaccessibili al confine con Sarawak.

Questo non significa che nelle zone indicate in rosa non ci sia più foresta, ma che lì è possibile tagliare e quindi danneggiare e frammentare uno degli habitat naturali più starordinari del nostro pianeta per produrre carta dalla vita breve o olio di palma con cui riempire di nocivi grassi saturi i corpi degli umani.

Global Forest Watch 2.0 permetterà di seguire la deforestazione quasi in tempo reale, visualizzando i lotti di foresta tagliati nel corso dell’ultimo mese. Sarà anche possibile per giornalisti ed attivisti condividere fotografie georeferenziate delle distruzioni forestali in corso.

Secondo il direttore delle iniziative forestali WRI Nigel Sizer, l’aumento della trasparenza sulla attività forestali ridurrà il ritmo di deforestazione, come è accaduto in Brasile, dove si è registrato un calo dell’80% dal 2004, anche a causa delle migliori informazioni satellitari disponibili.

Nel caso del Brasile, non va però dimenticato che tutto questo è stato reso possibile dalla decisa azione politica di due grandi presidenti del PT: Ignacio Lula da Silva dal 2003 al 2011 e Dilma Roussef dal 2001 ad oggi.


Global forest watch: mappe interattive

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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