Ben Affleck 1,50 dollari al giorno per fare la vita del povero

Dell’amico Matt Damon e del suo impegno per l’ambiente Ecoblog si è occupato molto spesso, ora il regista e attore Ben Affleck dopo aver messo a segno la doppietta Oscar-Golden Globe con Argo ha deciso di fare voto di sobrietà e di vivere, per cinque giorni, con 1,50 dollari ovvero la cifra che viene considerata dall’ONU come la soglia di povertà.

Dal 29 aprile al 3 maggio Affleck – presto nei cinema italiani con il magnifico To The Wonder di Terrence Malick – vivrà con la cifra a disposizione di 1,4 miliardi di persone per mangiare e bere. Il “test” di Affleck rientra nelle iniziative di Live Below the Line, cioè “vivere sotto la linea” di povertà. Oltre ad Affleck, sicuramente la star più nota a prendere parte all’iniziativa, con lui ci saranno il cantante Josh Groban (che ha già fatto l’esperienza lo scorso anno), l’attrice Sophia Bush e gli chef Debi Mezar e Gabriele Corcos. Questi ultimi studieranno pasti giornalieri da 1,50 dollari seguendo regole molto severe: eventuali snack o cibi presenti in dispensa non saranno ammessi a meno che il loro costo non venga calcolato nel computo complessivo. Ma la vera sfida sarà quella di continuare a fare tre pasti al giorno. Come? Imparando a mangiare in modo creativo. L’unica concessione è l’acqua del rubinetto, per i prodotti dell’orto, invece, occorrerà calcolare le spese di produzione.

Dunque regole chiare: in cinque giorni non si potranno superare i 7,5 dollari di spesa. Anche grazie all’adesione di Affleck l’iniziativa ha ottenuto parecchio risalto sui media statunitensi e sta raccogliendo, attraverso l’omonimo sito, parecchie donazioni sul suo sito con le cinque campagne parallele di Stati Uniti, Canda, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.

Via | Live Below the Line

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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