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Terremoto in Emilia, un anno dopo caseifici aperti per dire “grazie”

A un anno dal terremoto che ha colpito l’Emilia e il sud della Lombardia, i caseifici produttori di Parmigiano Reggiano aprono le porte a tutti per mostrare come si sono rialzati dopo la tragedia: nei finesettimana di sabato 25 e domenica 26 maggio 2013 e di sabato 1 e domenica 2 giugno 2013 sarà possibile toccare con mano la ricostruzione e la ripresa dell’attività, visitando le terre del Parmigiano Reggiano, i caseifici e magazzini.

E’ una delle parole italiane (anche se in realtà le parole sono due) più famosa nel mondo: Parmigianoreggiano (tutta una parola, come vogliono gli anglosassoni) è, al pari di “pizza”, “grazie” e “pasta”, un simbolo di italianità all’estero: qualità, attaccamento al territorio (un attaccamento che nemmeno il terremoto ha saputo estirpare), tradizione ed internazionalità, questi sono gli ingredienti fondamentali che hanno fatto letteralmente esplodere il Parmigiano Reggiano nel mondo.

Non parliamo del “Parmesan” che trovate sulle linguine alle vongole cucinate dai bergamaschi di Livingstone, in Guatemala, e nemmeno del “Parmesan original” liquido che vi propinano in alcune minestre al ketchup inglese: il Parmigiano Reggiano è un’istituzione, in Emilia (come lo gnocco fritto ed il prosciutto crudo), una vera e propria risorsa del territorio, un gagliardetto che viene ostentato con orgoglio.

Il Comitato Gruppo Caseifici Terremotati del Parmigiano-Reggiano ha, dallo scorso anno, raccolto i fondi necessari affinchè questa realtà d’eccellenza nel panorama gastronomico italiano non venisse distrutta dal sisma: nell’ultimo finesettimana di maggio e nel primo di giugno potrete visitare tutti i caseifici ricostruiti con quei soldi, e fare un giro anche negli spacci aziendali (aperti occasionalmente anche nei giorni festivi).

Il confronto tra il prima ed il dopo è evidente: grazie alla solidarietà e alla vicinanza dimostrata da tutti i consumatori, che in questi 12 mesi si sono riversati in massa ad acquistare il Parmigiano Reggiano, i produttori hanno deciso di dire grazie aprendo le strutture di produzione, mostrandosi orgogliosamente emiliani.

Contestualmente all’apertura al pubblico dei caseifici saranno organizzati eventi ed attività rivolte ai visitatori: al Caseificio Sant’Angelo di San Giovanni in Persiceto (Bo), ad esempio, si potrà visitare l’azienda agricola, il caseificio ed il magazzino, ma ci sarà anche il tempo per “Spacca il Kg”, una degustazione di prodotti tipici e intrattenimenti per bambini con spettacolo di “sputafuoco”. Mostre fotografiche, degustazioni, tour, attività formative e ricreative per bambini, c’è più di un buon motivo per farsi una gita in Emilia tra maggio e giugno.

Non ultimo vedere cosa, prima dello Stato, possono fare le stesse persone.

A.S.

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