Al Festival di Cannes 2013 la petizione di Greenpride per non sprecare il red carpet

Il red carpet di Cannes 2013, quello su cui sfilano star e vip di tutto il Pianeta, lungo 60 metri viene cambiato 3 volte al giorno per 10 giorni. E ecco che è partita la polemica e la richiesta di evitare che centinaia di metri di moquette siano gettati nella spazzatura non essendo praticamente stati usati.

A lanciare la protesta il gruppo ambientalista Greenpride (il gruppo è anche su Fb)che contestualmente ha pubblicato on line sia un video sia una petizione già firmata da oltre 7 mila persone.

Dopo il passaggio di ogni gruppo di attori il tappeto rosso viene sostituito. Un responsabile del Palais des Festivals ha spiegato che lo scorso anno pure è stato sostituito e alla domanda del perché si fosse scelta questa soluzione ha risposto di non conoscerne il motivo.

Il video in alto si riferisce al trailer del film Super Trash di Martin Esposito in uscita il 9 ottobre 2013 che testimonia con le immaggini scioccanti la montagna di rifiuti prodotta da un evento come il Festival del cinema di Cannes e dunque anche di eventi analoghi.

Il festival di Cannes è associato al mondo magico e luminoso del cinema ma dopo 10 giorni nessuno si preoccupa della montagna di rifiuti rilasciati nell’ambiente e per la maggior parte non biodegradabili che andranno a inquinare. Il tappeto rosso, dunque, diventa il simbolo di questa necessaria lotta alla sensibilizzazione per un uso più razionale delle risorse. E in occasione della 66ma edizione del Festival di Cannes, l’associazione Greenpride ha chiesto ai funzionari dal Palais des Festivals di dare l’esempio riducendone il consumo.

Ha detto Elisa Di Greenpride:

Speriamo che un gran numero di persone firmi questa petizione per chiedere al Palais des Festivals di ridurre i rifiuti perché i rifiuti sono ormaia un vero e proprio problema di salute pubblica. Stipati in migliaia di discariche si trasformano in percolato liquido tossico che penetra nei terreni agricoli, fiumi, nel mare. E accade poi che l’ambiente sia contaminato da sostanze nocive: bisfenolo A, ftalati, metalli pesanti.

Via | Bioaddict,Change.org

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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