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A Cinemambiente il documentario shock Orange Witness: l’Agente Arancio non fu usato solo in Vietnam

Dell’Agente Arancio, il terribile desfoliante utilizzato dall’esercito statunitense in Vietnam Ecoblog si era occupato alcuni mesi fa. Ieri nella giornata d’apertura della sedicesima  edizione di Cinemambiente, la proiezione di Orange Witness è stata, senza dubbio, una delle più sconvolgenti.

Il regista Andrew Nisker – assiduo frequentatore della  manifestazione torinese – ha fatto una scelta estremamente radicale: quella di proporre 45 minuti di immagini di repertorio, prevalentemente aeree, delle zone “vittime” dell’innaffiamento del terribile Agente Arancio. Non solo il Vietnam, dove a quarant’anni dalle ultime irrorazioni, i figli e i nipoti dei contadini scontano sulla loro pelle quelle pratiche dissennate, ma in Nuova Zelanda, in Canada e negli Stati Uniti dove per anni questa soluzione tossica venne impiegata in agricoltura, nelle zone forestali e come diserbante per fare “belli” i prati di casa.

La radicalità della scelta di Nisker sta nel contrapporre le voci dei testimoni, alle immagini dall’alto nude e crude. Il documentario si apre con un’inquietante immagine di repertorio  nella quale alcuni arei della US Army sorvolano le campagne vietnamite scaricando ettolitri di Agent Orange. Secondo le stime furono 90 milioni i litri di diossina liberati sulle campagne vietnamite. Una pioggia di un attimo che lascia le sue scorie per generazioni: con malformazioni, disturbi cardiaci, tumori e stati di alterazione psichica.

In alcune valli dell’Ontario, nel 1979, centinaia di giovani madri abortirono a causa dei frequenti passaggi dei voli che irroravano le foreste con la diossina. Soltanto nel 1984, in Illinois, la politica ebbe il coraggio di denunciare i delitti contro la natura che si stavano perpetrando. Troppo tardi, comunque, per salvare territori contaminati per molti decenni a venire.

Via | Cinemambiente

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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