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Tempesta solare, la Nasa lancia l’allarme: possibili black-out

Nelle prossime settimane, occhio al segnale di cellulari e Gps: è in corso infatti una estesa tempesta solare che potrebbe far sentire i suoi effetti addirittura per i prossimi due mesi. A dare l’allarme è il Solar Dynamics Observatory della Nasa, che già dalla fine di maggio ha registrato un grande buco coronale sulla superficie del Sole, il più grande osservato da molti anni a questa parte. I buchi coronali, spiega l’osservatorio, portano particelle di vento solare verso la nostra magnetosfera e oltre.

Nel migliore delle ipotesi, queste particelle causano fenomeni come l’aurora boreale, ma nei casi più gravi provocano tempeste elettromagnetiche che vanno a interferire con i sistemi elettronici terrestri, dalle sonde ai Gps. La Nasa avverte che nei prossimi due mesi sarà possibile assistere a fenomeni di questo tipo, black-out dei satelliti con conseguenze sui sistemi Gps, i sistemi di comunicazione degli aerei e anche i segnali dei cellulari.

Si tratta di una tempesta magnetica particolarmente lunga e persistente, se si pensa che di norma gli effetti durano circa 48 ore, e in alcuni casi estendersi a una o più settimane. In questo caso invece il rischio è di avere a che fare con conseguenze ben più durature, soprattutto sui sistemi wireless dell’Europa occidentale. Senza contare poi gli effetti sulla salute, visto che le particelle ad alta energia rilasciate dal vento solare possono generare radiazioni dannose per l’uomo, con rischi quale il danneggiamento cromosomico e il cancro.

In tempi recenti sono due i casi celebri di tempesta solare: nel 1989 in Quebec e nel 2003 in Sudafrica, quando si è verificato l’affascinante fenomeno dell’aurora boreale. E gli esperti sostengono che la Terra in questi mesi è colpita da potenti flussi di radiazioni ultraviolette, raggi X, ioni, elettroni e protoni provenienti dal Sole in misura simile all’89. Il Sole attraversa cicli della durata di 11 anni in cui va da un minimo a un massimo nel numero di macchie solari, nel 2009 ha toccato il momento di massima quiete, ora invece sta aumentando la concentrazione di energia cinetica. Possibili conseguenze sul clima terrestre: aumento della temperatura dell’acqua e fenomeni meteorologici di oscillazione, mentre non si hanno prove di influenza sul riscaldamento globale.

Foto © Getty Images

Guido Del Duca

Sono nato a Roma nel 1979. Scrivo sul web dall'ormai lontano 2003, quando usavo un modem a criceti e Twitter e Facebook non esistevano. Ho creato una rivista in ebook quando l'ebook non esisteva, mi sono iscritto a Twitter quando in Italia nessuno sapeva cosa fosse e l'ho mollato un attimo prima che diventasse un fenomeno. Faccio l'editor e scrivo di politica.

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