Categories: Inquinamento

Pena di morte in Cina per chi inquina

La Corte suprema di Pechino ha diffuso un documento lo sorso 19 giugno in cui per la prima volta riconosce il reato di inquinamento ambientale che rientra tra i reati penali e che potrà essere punito con la pena di morte.

La pena rientra in un pacchetto più ampio di interventi antinquinamento composti di 10 misure volte a ridurre le emissioni delle industrie che hanno contribuito al miracolo economico del paese degli ultimi tre decenni. Il taglio delle emissioni sarà pari al 30% e sarà attuato entro il 2017 e riguarderà le industrie ad alto consumo energetico, come quelle del cemento, acciaio, vetro e alluminio. Tra le altre misure chiave azioni legali per quelle industrie che non riescono ad aggiornare i controlli dell’inquinamento e di introdurre nuove norme sulle emissioni.

L’inquinamento e il degrado ambientale di qualsiasi genere in Cina sono diventati una fonte importante di malcontento sia nelle aree urbane sia rurali. L’inquinamento è un grave problema ambientale poiché oramai è fuori controllo: dall’inquinamento atmosferico all’inquinamento delle acque, l’impatto delle produzioni industriali è ogni giorno più pesante e a oggi sfugge la conta dei morti causati appunto dall’insalubrità ambientale.

Con la nuova direttiva emessa anche dal Governo, attraverso i ministeri della Pubblica sicurezza e Tutela ambientale viene chiesto alle forze dell’ordine di reprimere i reati di inquinamento ambientale collaborando in maniera più stringente con le Agenzie per la protezione dell’ambiente. Dunque le misure di controllo saranno rafforzate e rivolte sopratutto a quelle imprese che hanno usato sostanze tossiche e scaricato liquami e veleni in quelle zone dove negli ultimi 2 anni si sono verificati la maggior parte degli sversamenti mortali.

Via | Asia News, Le Monde, ZeeNews, Rt

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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