Anche il sistema nervoso delle api, così come quello di noi umani, è interessato da fenomeni di lateralizzazione. A scoprirlo è stata una ricerca condotta dal team di lavoro composto da Lesley J. Rogers, Elisa Rigosi, Elisa Frasnelli e Giorgio Vallortigara, direttore del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento e Rovereto, che ha pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports uno studio nel quale si dimostra come il comportamento sociale delle api sia regolato dall’antenna destra.
Proprio come accade all’uomo, anche fra le operose impollinatrici le attività cerebrali sono lateralizzate: ogni emisfero gestisce determinati compiti e, in questo modo, vengono ottimizzate le risorse necessarie alla gestione dei sofisticati meccanismi cognitivi che caratterizzano i comportamenti in una società complessa.
A fronte di un cervello con poco meno di un milione di neuroni, le api hanno una flessibilità comportamentale notevole: riconoscono facce umane, apprendono dal contesto, si adattano alla distribuzione dei compiti e al loro ruolo sociale, comunicano e si orientano senza necessariamente rifare gli stessi tragitti. La capacità di affrontare una simile complessità ha convinto i ricercatori a indagare sulla lateralizzazione delle funzioni neuronali.
Fino a questa ricerca era stata dimostrata soltanto una lateralizzazione relativa a sensibilità e memoria olfattiva (legata alla distribuzione dei sensilli olfattivi sulle antenne). Le api nelle quali era presente l’antenna destra erano più propense a mostrare un comportamento socievole e positivo (per esempio con l’estensione della proboscide), quelle prive dell’antenna destra, al contrario, si dimostravano aggressive, mostrando il pungiglione e le mascelle alle altre api, anche quelle del proprio alveare. Osservazioni che potrebbero essere oggetto di approfondimenti nella direzione della comunicazione fra le api, determinata dal battito delle ali e da geometrie e inclinazioni del volo che indicano, per esempio, la distanza e la direzione di un gruppo di fiori ricchi di polline.
Via | Le Scienze
Foto | Davide Mazzocco
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