Categories: Agricoltura

Ladri all’assalto degli orti urbani: Chieri risponde con una telecamera da 50mila euro

I soliti ignoti adesso scassinano anche gli orti. La storia, degna di una regia monicelliana, arriva da Chieri, più precisamente dall’orto urbano che la cittadina del torinese ha messo a disposizione di coloro che abbiano voglia, tempo e passione da dedicare all’orticultura. Del boom degli orti urbani Ecoblog si è occupato a più riprese negli scorsi mesi, il fenomeno è in travolgente ascesa, ma i furti ad attrezzi e ortaggi rappresentano un’assoluta novità.

Da settimane i circa cento appezzamenti di terreno dell’orto urbano chierese sono oggetto di furti e scorribande da parte dei ladri. Dalle casette di legno spariscono attrezzi, concimi e sementi, alla terra vengono sottratti pomodori e piselli, fragole e persino piante di limoni. Le continue razzie hanno convinto il Comune a installare delle telecamere: 50mila euro di spesa per difendersi da “bottini” da poche decine di euro.

I “colpi” avvengono di notte. L’orto urbano è situato in una zona industriale prova di case e nottetempo, per i ladri di ortofrutta è stato un gioco da ragazzi togliere i frutti della semina agli hobbisti agricoltori.

Il danno è minimo, ma non sempre quello che possediamo può essere giudicato solo in base al prezzo. Non possiamo sopportare che qualcuno inizi ad usare questo spazio come un supermercato,

ha spiegato in un’intervista a La Stampa Enrico Valle, uno dei proprietari degli orti concessi dal comune.

Esasperati gli agricoltori hanno protestato e il Comune si è mosso avviando le pratiche per sistemare un nuovo impianto di videosorveglianza con telecamere che sorveglieranno l’area 24 ore su 24. Un deterrente contro il microcrimine per fermare questa guerra tra poveri. Anche perché per alcuni l’orto urbano non è soltanto una passione e un passatempo, ma una fetta importante dell’economia domestica.

Via | La Stampa

Foto © Getty Images

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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