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Maltempo, Coldiretti lancia l’allarme da un miliardo di euro

Le tempeste estive, dal carattere sempre più monsonico-tropicale e sempre meno mediterraneo, rappresentano l’elemento più critico per agricoltori ed allevatori: a lanciare l’allarme è la Coldiretti, secondo la quale il maltempo di questi giorni (tra grandinate, piovaschi eccezionali e sbalzi termici considerevoli) potrebbe arrecare danni al settore agricolo per un miliardo di euro.

Non solo vacanze rovinate o preoccupazioni sui destini meteo della fascia mediterranea: i fenomeno metereologici delle ultime settimane, che stanno colpendo a macchia di leopardo un po’ tutto il territorio nazionale, tra perdite e maggiori costi potrebbe arrivare a gravare per oltre un miliardo sul bilancio di agricoltori ed allevatori.

Coldiretti ha lanciato un allarme piuttosto chiaro:

“Interi raccolti sono stati spazzati via dalla furia del vento, dalla pioggia e dalla grandine ed il lavoro di un intero anno degli agricoltori e delle loro famiglie, è stato distrutto in pochi minuti per colpa di violente bufere accompagnate da grandine che ha provocato danni insanabili alle coltivazioni.”

L’associazione degli agricoltori ha inoltre avviato le procedure per la richiedere lo stato di calamità naturale: Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Veneto, Umbria, queste le regioni maggiormente colpite dalla forza della natura in questo primo scorcio d’estate, con la paura che il caldo di agosto possa trasformare il problema piogge in siccità.

La grandine degli ultimi giorni, che ha fatto piovere sulle coltivazioni chicchi grandi anche come uova di gallina che hanno divelto tetti, allagato campi, distrutto coltivazioni verticali, danneggiato serre e raso letteralmente al suolo interi ettari di mais, grano, ma anche prodotti da ortofrutta come peperoni, melanzane e fagioli: danni miliardari, per i quali la Coldiretti chiederà lo stato di calamità naturale.

I danni che la grandine, di questa stagione, può causare alle coltivazioni sono l’incubo degli agricoltori: i mancati introiti si fanno sentire anche sul fronte occupazionale, nonostante quello agricolo sia uno dei pochi settori che “tirano”, e per l’immediato futuro. I danni subiti dai vigneti si riflettono, per esempio, nella qualità e nella quantità del vino prodotto.

Foto © Getty Images

A.S.

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