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Salto di Quirra, dopo l’uranio impoverito è allarme per torio e trizio

Un super perito è stato incaricato di effettuare un’inchiesta per verificare se vi sia, nei terreni e nelle falde acquifere della zona di Salto di Quirra, presenza di uranio impoverito, torio e cadmio. Falco Accame, presidente della Anavafaf, l’associazione familiari delle vittime militari, sostiene che oltre ai suddetti metalli 

dovrebbe essere anche considerato il trizio, largamente utilizzato nella strumentazione dei missili. Infatti, certamente, per quanto riguarda il torio usato nella strumentazione dei missili Milan, non esiste il problema della ricerca della sua pericolosità, da accertarsi mediante carotaggio nel terreno. Infatti la pericolosità del missile esiste indipendentemente da quello che potranno dirci le analisi eseguite sul terreno.

Accame aggiunge, poi, con amara ironia che

se il campionamento verrà effettuato sulla base di quanto a suo tempo venne stabilito per Salto di Quirra (3 secchielli di terra per 13 mila ettari di territorio e 50 mila di mare) i risultati, insomma, ancor prima di iniziare, preannunciano qualche incertezza.

La pericolosità del torio utilizzato nei missili Milan è nota sin dal 2000, tanto che i progettisti francesi del missile – di cui in Italia furono prodotte 30mila unità – decisero di ritirarli dall’impiego. Cosa che l’Italia ha fatto in ritardo, continuando ad avvelenare l’ambiente.

Un problema che non riguarda soltanto Salto di Quirra,

ma molti altri poligoni in Italia (a partire, per la stessa Sardegna, da quello di Teulada), nonché l’impiego in operazioni all’estero.

Via | Unione Sarda

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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