50 tonnellate di greggio pari a 50 mila litri sono state disperse in mare nella Thailandia orientale e nel giro di due giorni hanno raggiunto 20 km di spiaggia nella baia di Ao Phrao nel Parco protetto Khao-Laem-Yah Koh Samet. Ne dà notizia la stessa compagnia petrolifera PTT Global Chemical che annuncia già il 27 luglio la fuoriuscita di greggio a causa della rottura di una tubazione ma nel comunicato tende anche a minimizzare. L’ultimo comunicato di oggi 29 luglio annuncia l’intervento di ben cinque navi incluse quelle della Marina Militare thailandese e l’intervento di volontari che stanno iniziando a ripulire la baia.
Anon Sirisaengtaksin direttore di PTT GC ha presentato le sue scuse durante una conferenza stampa riconoscendo la responsabilità dell’impresa nella perdita del greggio durante il trasferimento da un container verso l’oleodotto che alimenta la raffineria PTT.
Greenpeace avverte che la perdita è enorme e lancia l’appello alla Thailandia per mettere fine alle trivellazioni le Golfo. Ha detto Ply Pirom membro dell’associazione ambietalista:
Il golfo della Thailandia è sotto minaccia continua delle maree nere a causa dei continui trasporti delle petroliere nei punti di rifornimento e si contiano negli ultimi 30 anni otre 200 perdite consistenti di greggio.
Conferma la gravità dell’inquinamento anche Puchong Saritdeechaikul direttore del Centro di conservazione delle risorse marine e costiere che risponde direttamente al Governo e ammette che è la priva volta che l’Isola di Samet viene contaminata.
Via | Le Monde
Foto | Tiwa su Twitter
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