Il WWF torna a denunciare la volontà della multinazionale petrolifera Soco di voler trivellare nel parco nazionale del Virunga in Congo, alla ricerca di petrolio (ne avevamo parlato su Ecoblog due anni fa).
Ora la multinazionale ha ottenuto permessi per trivellare sull’85% della superficie del parco; quello che sarebbe impossibile in qualunque nazione del mondo è possibile nel non-stato del Congo, dilaniato da vent’anni di conflitti che contrappongono diversi signori della guerra, in cui l’autorità del governo di Kinshasa è più nominale che reale.
Secondo il WWF, la zona del Virunga rappresenterebbe per il Congo un guadagno sostenibile di 400 milioni di $ in turismo, energia idroelettrica e crediti del carbonio, a fronte di riserve di petrolio stimate in 180 milioni di barili, pari cioè a poco più di due giorni di consumi mondiali.
Nelle foreste pluviali del Congo sono rimasti circa 880 gorilla; la specie è criticamente minacciata a causa del bracconaggio, dell’espansione della attività agricole e del taglio della foresta per poter cucinare, attività praticate anche ai confini o all’interno del parco.
Il chairman della Soco, sostiene che la sua azienda ha a cuore il problema ambientale e che le attività di trivellazione non danneggeranno i gorilla e continua ad agitare la “carota” dello sviluppo del Congo. La triste esperienza della Nigeria, mostra che il petrolio non ha dato alcun beneficio alle comunità locali. I rischi ambientali delle trivellazioni sono alti, come mostra l’altra triste esperienza dell’Ecuador.
Se vuoi, puoi fare sentire la tua voce firmando la petizione on line del WWF.
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