Categories: ScienzaTecnologia

Luca Parmitano dallo spazio racconta sul blog il terrore dell’acqua nel casco

Dopo un mese dall’incidente che ha impedito a Luca Parmitano astronauta italiano di portare a termine la sua missione nello spazio ecco il racconto di quei minuti di puro terrore vissuti mentre il casco si riempiva velocemente di acqua. Luca Parmitano scrive il 20 agosto sul blog dell’ESA le emozioni vissute attimo per attimo e il rischio che ha corso con il casco pieno di acqua mentre cercava di agganciare un gruppo di cavi alle prese esterne della Stazione.

Mentre sta svolgendo la sua missione Luca Parmitano avverte che la situazione precipita velocemente quando si rende subito conto che c’è qualcosa che non va: sente immediatamente l’acqua salire nel casco. Non è una piccola perdita, ma un flusso consistente e la soluzione più sicura per tutti prevede l’immediato rientro nell’airlock. Ma è al buio, il sole è tramontato e l’acqua nel casco gli arriva sino al naso e forma una patina sul vetro gli impedisce ogni visuale; anche le cuffie audio sono umide e la voce dei tecnici da Houston e del collega Chris oramai è per lui un bisbiglio. Resta solo nello spazio a provvedere a se stesso con l’unica flebile voce guida di Karen all’interno della stazione.

Mentre galleggia nello spazio e con gli occhi chiusi a causa dell’acqua, ricorre al cavo di sicurezza che lo aiuta a ripercorrere la strada all’indietro per rientrare nell’airlock. Intanto anche il collega Chris riesce a raggiungerlo. Iniziano le operazioni lunghe minuti per la ripressurizzazione e Karen sgancia il casco di Luca mentre Chris, Fyodor e Pavel gli passano gli asciugamani con coi togliere via l’acqua così da non fargli rischiare l’annegamento nel casco.

Vi lascio uno dei passaggi più emozionanti del lungo racconto di Luca Parmitano che vi consiglio di leggere perché vero e bello:

Mi sposto per quello che sembra un tempo lunghissimo (e che so essere pochi minuti) E Finalmente, con grande sollievo, riesco a intravedere, oltre la cortina di acqua davanti ai miei occhi, la copertura termica dell’airlock: ancora poco e sarò al sicuro.

Foto | Courtesy NASA/ESA

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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Marina Perotta

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