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Il nostro pianeta era già blu e abitabile 4,1 miliardi di anni fa

Nuove datazioni delle rocce nella Groenlandia sud-occidentale porteranno probabilmente ad una revisione del calendario della Terra.

I primi 600 milioni di anni di vita del nostro pianeta sono noti come eone Adeano (con riferimento all’Ade, cioè gli inferi greci), periodo troppo caldo e con la crosta parzialmente fusa per potere ospitare forme di vita. Durante questo periodo molti metalli “amanti del ferro” (come l’oro o il platino) sono affondati verso il nucleo del pianeta, impoverendo la crosta. Poichè tali metalli sono oggi relativamente abbondanti sulla superficie terrestre, si ritiene che essi vi siano giunti attraverso collisioni con meteoriti e comete (1) che hanno portato sul pianeta anche gran parte della sua acqua e del suo ghiaccio.

Fino ad ora questi eventi erano datati intorno ai 3,9 miliardi di anni (G a) fa. Nella formazione rocciosa groenlandese sono state trovate rocce ricche di metalli pesanti con età di circa 4,1 G a con singoli esemplari vecchi di 4,36 G a.

Questo significa quindi che il bombardamento meteorico è avvenuto prima e la crosta terrestre era già solida prima di 4 miliardi di anni fa. Gli oceani potevano quindi essersi già formati e il pianeta poteva a ben diritto già definirsi “abitabile.

(1) E’ l’ipotesi dell’intenso bombardamento tardivo; in quel lontano periodo le orbite di meteoriti e comete hanno intersecato le orbite dei pianeti interni, per effetto delle perturbazioni indotte dai pianeti gassosi esterni che “facevano pulizia” lungo la propria orbita. Per questo si parla anche della crosta terrestre attuale come di una “patina tardiva” (late veneer); “tardiva” e non “primordiale” in quanto avvenuto successivamente alla formazione del pianeta

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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