Uno è il mammifero acquatico noto per la sua intelligenza, l’altro il volatile notturno che trascorre il giorno nascosto per prendere il volo quando calano le tenebre. Difficile immaginare che il delfino e il pipistrello possano essere simili eppure un’analisi comparativa pubblicata su Nature ha messo in luce come, nonostante le numerose differenze fisiche, le somiglianze fra i due animali siano invece sorprendenti.
La ricerca condotta dall’Università Queen Mary di Londra in collaborazione con l’Istituto San Raffaele e l’Università di Torino ha preso in esame i mammiferi capaci di “vedere” con il suono.
L’evoluzione di caratteristiche simili in specie diverse è nota come evoluzione convergente. Un caso molto studiato è l’ecolocalizzazione, vale a dire la capacità degli animali di muoversi nello spazio “vedendo” attraverso le onde sonore, come riescono a fare delfini e pipistrelli la cui evoluzione ha permesso di cacciare nella più completa oscurità.
Si tratta di strutture complesse, molto simili nelle funzioni, ma generatesi in modo indipendente. Per comprenderne le basi genetiche il gruppo di ricerca ha confrontato il Dna di 22 mammiferi dotati di radar naturale e i punti di contatto fra pipistrelli e delfini sono risultati essere nettamente superiori alle attese: i geni praticamente coincidenti e che sarebbero legati alle funzioni di ecolocalizzazione sarebbero circa 200.
Via | Ansa
Foto © Getty Images
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