Presto ci sarà la rimozione, ma per il momento il reparto di fisioterapia e riabilitazione dell’Ospedale di Terni è ricoperto da due tetti di amianto. Gli altri reparti dell’ospedale, compresa la prospiciente clinica delle malattie infettive, sono ricoperti di tegole, mentre la copertura di questo reparto è ancora in lastre di Eternit, nonostante questa sostanza altamente cancerogena sia stata messa al bando, in Italia, sin dal 1992.
Pioggia, grandine, vibrazioni, infiltrazioni d’acqua e vento potrebbero aver reso il materiale maggiormente friabile, tale da rappresentare un pericolo per la salute dei degenti, degli ospiti e dello staff medico e paramedico dell’ospedale Santa Maria. Fra qualche settimana, però, dovrebbe partire l’iter per la rimozione dell’asbesto:
La direzione dell’Azienda in questi giorni sta mettendo a punto una bando di gara tra ditte specializzate per la rimozione del prodotto. Si tratta di un lavoro che richiede molta attenzione per via della copertura a chiocciola per questo servono ditte particolarmente esperte,
ha spiegato a Il Messaggero il dirigente dell’Ufficio tecnico Bruno Alessandrini.
Smantellamento, abbattimento e bonifica avverranno sotto lo stretto controllo dei tecnici dell’Asl 2. Attualmente non vi sono rischi nella parte interna del solaio visto che la piscina adibita alla riabilitazione è separata dal tetto in amianto da uno spesso solaio.
L’amianto costituisce rischio dal momento in cui, per inefficienti condizioni di conservazione, può rilasciare infinitesimali fibre nell’aria,
aggiunge Alessandrini. Dopo oltre vent’anni di intemperie nessuna copertura è sicura e la soluzione più semplice è anche quella più sicura per i cittadini.
Via | Il Messaggero
Foto © Getty Images
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