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È morta Ruth Patrick, pioniera degli studi sull’inquinamento delle acque

Si è spenta ieri, lunedì 23 settembre, Ruth Patrick, pioniera degli studi sull’inquinamento delle acque. La donna, il cui impegno a favore dell’ambiente ha abbracciato oltre otto decenni di storia americana, si è spenta in una casa di riposo per anziani di Lafayette Hill, all’età di 105 anni.

Ad annunciarne la morte è stata l’Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, un museo e un istituto di ricerca di Philadelphia ora affiliato alla Drexel University.

Patrick è stata affiliata per quasi 80 anni all’Accademia e per circa trent’anni aveva insegnato scienze alll’Università della Pennsylvania.

La donna iniziò a lavorare sul tema dell’inquinamento e su questioni ecologiche negli anni trenta, quando il tema cominciava a far breccia nella coscienza collettiva degli Stati Uniti. All’epoca la presenza femminile nelle Accademie delle Scienze era così rara che quando si propose per la prima volta nel 1934 le fu detto che non sarebbe stata pagata. Le fu anche consigliato di non usare il rossetto sul luogo di lavoro.

Passarono sette anni prima che venisse pagata dall’Accademia, ma nel 1973 divenne la prima donna a sedere nel consiglio della medesima.

La sua ricerca si è sviluppata nella limnologia, lo studio dei fiumi e dei laghi d’acqua dolce. Nel corso della sua attività ne ha presi in esame circa 850 in giro per il mondo e il suo lavoro ha attirato l’attenzione del mondo scientifico e della politica sul problema dell’inquinamento delle acque. Successivamente è stata fra le prime scienziate a parlare di surriscaldamento globale.

Lei è stata una delle prime donne a occuparsi di limnologia ed è diventata un modello in questo ruolo, davvero una pioniera, quando la maggior parte delle università non aveva nemmeno una professoressa di scienze,

ha detto Deborah Bronk, in passato presidente dell’Association for the Sciences of Limnology and Oceanography.

É stato il lavoro della dottoressa Patrick a portare il Congresso degli Stati Uniti, nel 1972, all’approvazione del Clean Water Act. A più di quarant’anni dalla sua approvazione quella legge – redatta con il contributo della stessa Patrick – resta una pietra miliare nelle politiche di riduzione e prevenzione dell’inquinamento delle acque. Patrick è stata consulente dei presidenti Lyndon B. Johnson e Ronald Reagan su questioni ambientali.

Il suo principale contributo è stata l’identificazione delle diatomee come indicatori dell’inquinamento delle acque. Patrick è stata la prima scienziata a concentrarsi su questo organismo unicellulare, mangiato da altre creature acquatiche e presente in tutte le acque dolci. Mentre i colleghi si limitavano a quantificare le sostanze chimiche presenti nelle acque, la dottoressa Patrick misurava la presenza della diatomea con un apposito strumento detto, appunto, diatometer.

Il concetto secondo il quale la biodiversità è il principale indicatore di salute dell’acqua è ora conosciuto come il Principio di Patrick.

Via | Washington Post

Foto | Youtube

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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