Marea nera, le bugie di BP nel processo sul disastro della Deepwater Horizon

Il conto da pagare potrebbe essere salatissimo, anche se il danno fatto all’ambiente, nel Golfo del Messico, resta e resterà insanabile. Il processo per l’incidente alla Deepwater Horizon sta entrando nella fasi conclusive, quelle che potrebbero far sborsare alla British Petroleum un maxi-risarcimento di 18 milioni di dollari.

L’avvocato di parte civile Brian Barr non ha usato perifrasi affermando che BP ha detto “bugie integrali” sulle conseguenze del disastro ambientale del 2010, un incidente che non ha saputo prevedere e del quale non ha saputo limitare i danni. Ma l’accusa di Barr è, soprattutto, quella di aver mentito sulle quantità di petrolio sversate nel Golfo del Messico.

Mike Brock, difensore di BP, ha difeso la compagnia petrolifera parlando di risposta “straordinaria” all’incidente e sottolineando come non sia stata in alcun modo travisata la fuoriuscita di greggio in alto mare.

Il giudice Carl Barbier che presiede il processo in corso al Tribunale di New Orleans sta già valutando se le azioni della BP prima del disastro e durante la successiva fuoriuscita siano passibili dell’accusa di “colpa grave”. In una seconda fase del processo verranno approfondite le dimensioni della fuoriuscita e gli sforzi fatti da BP per contenerla.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, la Deepwater Horizon avrebbe sversato in mare circa 4,2 milioni di barili, mentre per la difesa di BP la cifra sarebbe vicina ai 2,4 milioni di barili. Saranno proprio questi dati a determinare l’entità del risarcimento che Bp dovrà pagare ed è probabile che le prossime udienze si trasformino in una vera e propria guerra di cifre.

Bp e i suoi partner dovranno affrontare multe fino a 1100 dollari per ogni barile di petrolio rilasciato nel Golfo qualora venissero giudicate negligenti le loro azioni durante la perforazione del pozzo e nelle operazioni di limitazione dei danni dell’incidente. Ma, secondo il Clean Water Act, le ammende potranno lievitare a 4300 dollari al barile qualora venisse provata la negligenza grave o il dolo.

Fra i vecchi compagni d’avventura ormai si gioca allo scaricabarile. L’entità dei risarcimenti ha trasformato l’aula di New Orleans in un nido di vipere, con Transocean e Halliburton che stanno cercando di far gravare su BP la maggior parte della responsabilità.

Ieri gli avvocati di Transocean hanno dichiarato alla corte che la fuoriuscita di greggio dal pozzo continuò per settimane a causa della distorsione delle informazioni da parte di BP.

Nonostante i grandi sforzi di BP per distogliere l’attenzione dal loro ruolo nel più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, sono fiducioso che ogni fase del processo dimostrerà come questa tragedia sia accaduta a causa delle loro azioni negligenti e di quelle di altri soggetti responsabili. È il momento di rinunciare ai protagonismi e di iniziare a lavorare al ripristino del Golfo e delle condizioni di vita delle persone che dipendono da esso,

ha dichiarato l’ambientalista Bethany Kraft, direttore del programma di ripristino Ocean Coservancy’s Gulf.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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