Energie rinnovabili: l’Etiopia scommette sull’eolico

Il più grande parco eolico dell’Africa sub-sahariana è stato aperto da Hailemariam Desalegn, primo ministro dell’Etiopia. Si tratta di un passo decisivo per quanto riguarda il settore delle energie rinnovabili nel continente africano. Il parco eolico di Ashegoda è composto da 84 turbine hi-tech e la sua realizzazione è costata circa 210 milioni di euro. Situato a circa 760 chilometri a nord della capitale Addis Abeba, il parco eolico è situato poco fuori Macallè, nello stato di Tigray ha una capacità di 120 MW e produrrà 400 milioni di KWh all’anno.

Il parco eolico inaugurato sabato dal premier Desalegn è stato completato con tre anni di lavori e dopo l’inaugurazione di sabato 26 ottobre è stato supervisionato dalla compagnia tedesca Lahmeyer International e co-finanziato dalla francese Vergnet.

Nel corso dei lavori, durati tre anni e mezzo, la costruzione del parco eolico ha sottratto la terra a 700 agricoltori: è stata data loro una compensazione finanziaria, ma molti hanno protestato per l’inadeguatezza della stessa.

Il progetto fa parte di un piano strategico con il quale l’Etiopia punta a diventare il principale produttore di energie rinnovabili della regione sub-sahariana. Negli ultimi due anni ad Adama, località a sud est della capitale, sono stati costruiti due parchi con una capacità di 50 MW. Il Paese ha bisogno di energia per sostenere una crescita economica che nell’ultimo decennio ha avuto una media annua del + 10%.

Attualmente i blackout sono la norma nelle principali città del Paese e circa la metà degli etiopi non ha ancora accesso all’energia elettrica. Se, invece, si guarda a tutti i paesi dell’Africa sub-sahariana sono circa due terzi della popolazione a non avere accesso all’energia con una punta dell’85% nelle zone rurali del Paese.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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