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La bicicletta con il bagaglio nella ruota

Uno pensa che la bicicletta come la conosciamo, quella con due ruote mosse da un pedale sia giunta – dopo un secolo e mezzo di progressi tecnici – al termine della propria evoluzione tecnica. Ma è un equivoco. La bicicletta è forse giunta al limite per ciò che riguarda l’alleggerimento, dunque, nel campo dell’agonismo, dove i prototipi al di sotto dei 7 chilogrammi non sono utilizzabili in campo agonistico perché sarebbero troppi i rischi per un mezzo così leggero.

Di territori da esplorare, però, ne rimangono parecchi. Chi va in bici sa bene, quanto siano fastidiose la forature, e come sarebbe bello avere degli pneumatici immuni da questo tipo di incidenti. Ma la bicicletta non è soltanto un mezzo di svago, è anche un mezzo di trasporto, sempre più usato nelle città. Avere la possibilità di trasportare un bagaglio è molto importante.

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E David Hotard, designer industriale alla Georgia Tech di Atlanta sembra avere trovato una soluzione capace di coniugare logistica, aerodinamica ed estetica. Come? Creando un contenitore all’interno della ruota anteriore.

Con l’aiuto dei colleghi Matthew Campbell ed Edwin Collier, Hotard ha realizzato un prototipo chiamato Transport Bike. Il design di questa bicicletta è futurista, ma il vero colpo di genio è la ruota anteriore che, invece dei tradizionali raggi, ha una calotta lenticolare: mentre la parte centrale della ruota si muove, la parte esterna gira. E nell’interno di questa “tascona” è possibile inserire uno zaino o altri piccoli oggetti. La ruota pesa come una sua omologa e dunque non c’è un sovraccarico dovuto alla lenticolare.

All’interno del vano è possibile inserire oggetti fino a un peso complessivo di 11 chilogrammi. E i ciclisti urbani possono iniziare a sognare…

Via | David Hotard

Foto | David Hotard

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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