Il selfie (ahinoi una delle parole feticcio del 2013 secondo l’Oxford Dictionary) o, per i più autarchici, l’autoscatto non è soltanto pratica élitaria, metropolitana e giovanilistica. No, l’autoscatto esplode un po’ ovunque e nella pratica ormai quotidiana e condivisa della pubblicazione degli autoscatti sul proprio account di Facebook e Twitter arrivano anche agricoltori e allevatori che cliccano sui loro smartphone o sulle loro fotocamere per poi pubblicare sul web gli autoritratti che li vedono in posa accanto a mucche, buoi, pecore, capre, maiali, sui loro trattori, in mezzo ai campi di grano.
L’idea di Farmingselfie.com è venuta a Will Wilson, un agricoltore inglese dell’Essex: raccogliere i #felfie, gli autoritratti dei colleghi agricoltori e allevatori inviati da tutto il mondo.
La digitalizzazione delle aziende agricole è una realtà che si scontra con una banda larga che, anche nei Paesi maggiormente all’avanguardia, fa ancora molta fatica a diffondersi in maniera capillare nelle aree rurali.
Nel marzo 2012, il consulente di aziende agricole Simon Haley ha lanciato #AgriChatUk un hashtag pensato come punto di incontro per gli agricoltori del Regno Unito. Risultato? Nell’ottobre dello stesso anno l’hashtag è finito nella top ten dei trend topic.
E se una volta ci si confrontava al mercato del bestiame, ora lo scambio di vedute è globale e un contadino scozzese e uno neozelandese possono scambiarsi consigli sulla migliore alimentazione delle pecore. La rivoluzione social, per molti analisti soltanto urbanocentrica, contagia anche le campagne.
Via | Farmingselfie
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