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Amianto: Bologna si dà quattro anni per la bonifica

Fuorilegge da 22 anni, l’amianto in Italia sta diventando un problema di sicurezza pubblica: la curva statistica delle morti per mesotelioma pleurico è in costante crescita e i lunghissimi tempi di latenza della malattia (fino a 40 anni) è una spada di Damocle con la quale convivono tutti coloro che hanno lavorato o vissuto in luoghi esposti all’asbesto.

A Bologna il monitoraggio dell’amianto è iniziato alcuni anni fa e l’obiettivo di medio termine è quello di completare la bonifiche delle aree pericolose. Queste aree, definite sensibili dall’amministrazione bolognese, sono quelle che si trovano a meno di 50 metri di distanza da scuole e ospedali. Si tratterebbe, in tutto, di 151 edifici, poco meno del 10% del totale degli edifici (1624) nei quali l’amianto non è ancora stato rimosso.

L’urgenza delle operazioni è classificata con un punteggio: nel range 5-10 la qualità è discreta e sono sufficienti la manutenzione e il controllo, fra gli 11 e i 20 punti la qualità è considerata scadente e c’è bisogno di una bonifica entro 36 mesi, fra i 21 e i 27 punti la qualità richiede un intervento immediato (18 mesi al massimo).

L’ultimo “censimento” risale al 2011 ed elenca 1.624 fabbricati in eternit, per una superfice complessiva di 474mila mq. Il quartiere Navile (con 409 edifici) e quello di San Vitale (365) sono quelli con il maggior numero di manufatti, seguono Borgo Panigale (256), Santo Stefano (173), Reno (118), San Donato (90), Porto (89), Savena (66) e Saragozza (58).

Il contrasto all’amianto non parte da zero: negli anni pre-recessione le bonifiche erano state sino a 318 l’anno, nel 2012 sono scese a 173. Ogni anno nelle discariche bolognesi finiscono tra le 750 e le 900 tonnellate di amianto, cifra che dovrebbe aumentare se il piano quadriennale di bonifica diventerà realmente esecutivo.

Via | Repubblica

Video | Youtube

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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