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L’area dei cicloni si è spostata di 180 km verso i poli in trent’anni per il global warming

Secondo un articolo appena pubblicato su Nature, l’area di massima intensità dei cicloni si sta progressivamente spostando verso i poli, sia nell’emisfero nord che in quello sud, ad una velocità di circa 50-60 km al decennio, quindi 150-180 km negli ultimi 30 anni. La maggiore velocità di migrazione si registra nelle regioni australi.

Secondo i ricercatori questo fenomeno è probailmente legato ai cambiamenti climatici:

«Proponiamo che esista un legame tra lo spostamento dei cicloni verso i poli e l’osservata espansione delle zone tropicali… Questo legame… è  al momento ancora incerto, ma si ritiene generalmente che abbia una causa antropogenica. »

L’espansione dei tropici è stata osservata sperimentalmente in modo indipendente dai cicloni, ma entrambi i fenomeni mostrano le stesse variabilità e tendenze.  Commenta uno degli autori: «i tropici stanno diventando meno ospitali verso i cicloni e le latitudini più elevate meno ostili.»

Se questi cambiamenti ambientali dovessero continuare secondo il trend presente, ci sarebbero conseguenze significative per zone costiere che attualmente non sono raggiunte dagli uragani.

I cicloni hanno anche un’importante funzione nel flusso delle risorse idriche: un loro spostamento potrebbe esacerbare la siccità nelle regioni più prossime all’equatore e le alluvioni nelle zone più lontane.

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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