Categories: Inquinamento

Rifiuti tossici dall’Australia alla Francia: lo smaltimento del gruppo chimico Orica

Il colosso australiano della chimica Orica ha annunciato quest’oggi di avere depositato una domanda per inviare in Francia rifiuti altamente tossici che sta tentando di inviare all’estero da molti anni.

Il gruppo possiede 15mila tonnellate di esaclorobenzene, un prodotto sospettato di essere cancerogeno per l’uomo e la cui utilizzazione è proibita dalla Comunità Europea dal lontano 1981. Si tratta di un rifiuto collegato alla produzione di cloro e soda caustica e che può persistere a lungo nell’ambiente.

L’Australia non dispone di infrastrutture che permettano la distruzione di questi rifiuti e le richieste depositate in Germania nel 2007 e in Danimarca nel 2010 per una distruzione in quei paesi sono state oggetto di proteste da parte dei gruppi ambientalisti.

Orica – che ha prodotto questi rifiuti tossici dal 1963 al 1991 – ha indicato di avere fatto richiesta al gruppo francese Tredi Sa e che 132 tonnellate verranno inviate in un primo tempo: qualora l’operazione dovesse riuscire altri rifiuti arriveranno Oltralpe.

L’Australia ha fatto sapere che la sua richiesta di invio rispetta sia la convenzione di Bâle del 1989 che regolamenta il trasporto dei rifiuti pericolosi, sia quella di Stoccolma del 2001 che ha come obiettivo l’eliminazione degli inquinanti organici persistenti. Greenpeace si è opposta al trasporto di questi rifiuti sia per i rischi di incidente in mare, sia per i rischi di inquinamento dell’aria.

Orica, fra l’altro, è sponsor di un’importante squadra professionistica che, in questi giorni, sta partecipando al Giro d’Italia, insieme all’altro sponsor GreenEdge, un portale di shop online per vegani. Quando si dice il green washing

Via | Le Monde

Foto | Youtube

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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