Categories: Inquinamento

Amianto all’Arpa: lastre di asbesto nella sede di Pavia

È uno degli enti che dovrebbe sovraintendere al monitoraggio, alla bonifica e alla rimozione degli ambienti contenenti amianto, ma, paradossalmente, l’Arpa di Pavia continua a ricoprire un fabbricato adibito al ricovero dei contatori con una tettoia in amianto. I residenti protestano: tanto i vicini che vivono nei paraggi, quanto i passanti costretti a deviare il loro cammino perché intimoriti dalla presenza del manufatto in asbesto e dalla possibili conseguenze sulla salute.

Costruita diversi anni fa a protezione del ripostiglio, la tettoia in amianto si trova nei pressi di un campo giochi e di un oratorio molto frequentati dai bambini.

Sulla presenza di amianto nella sede pavese dell’agenzia che ha il compito di proteggere gli ambienti è stata inviata una segnalazione al comune e la nuova giunta, da poco insediata, si è messa al lavoro per risolvere il problema.

Invieremo i nostri tecnici sul posto per un controllo. L’obiettivo è verificare se si tratti effettivamente di amianto e di chi sia la proprietà del terreno sul quale si trova la costruzione. Perché se fosse dell’Arpa toccherebbe all’agenzia stessa farsi carico della rimozione del materiale inquinante. Entro il 2016 il Comune deve portare a termine un censimento proprio sulle strutture in amianto, pubbliche e private, presenti a Pavia. A tale proposito dobbiamo verificare a che punto siamo con i lavori: il Comune ha scritto agli amministratori condominiali invitandoli a segnalare tutte le situazioni su cui intervenire. Infine, per quanto concerne le scuole, anche se non si riscontrano situazioni pericolose, stiamo elaborando un articolato piano di interventi,

ha spiegato il sindaco Massimo De Paoli.

Via | La Provincia Pavese

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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