Il 19 agosto abbiamo avuto l’Over shoot Day, ovvero in meno di otto mesi l’umanità ha consumato risorse rinnovabili che sarebbero dovute bastare per un anno. Siamo al deficit ecologico secondo i calcoli del Global Footprint Network, il centro di ricerca internazionale sulla sostenibilità.
L’Earth Overshoot Day nasce nel 2000 e da allora viene calcolata ogni anno la data in cui il consumo di risorse supera la capacità rigenerativa della Terra. E’ impressionante constatare che dal 2000 la data di esaurimento delle risorse si sia spostata sempre più indietro, ovvero dagli inizi di ottobre fino alla metà di agosto.
Ha detto Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network and cocreatore dell’Impronta Ecologica:
Il problema del superamento della capacità rigenerativa sta diventando una sfida del 21° secolo. E’ sia un problema ecologico che economico. Le nazioni con deficit di risorse e basso reddito sono particolarmente vulnerabili. Anche i paesi ad alto reddito che hanno avuto la possibilità economica di proteggersi dagli effetti più diretti generati dalla loro dipendenza dalle risorse devono rendersi conto che devono trovare una soluzione a lungo termine per superare tale dipendenza prima che diventino problemi troppo grandi rispetto alle loro capacità economiche.
Se fino al 1961 vivevamo secondo un equilibrio di risorse consumate e risorse rigenerate, dagli anni ’70 in poi sia la crescita economica, sia la crescita demografica hanno mandato al collasso lo sfruttamento delle risorse naturali.
Attualmente viviamo una sproporzione evidente per cui l’86% della popolazione mondiale usa risorse più di quanto i loro ecosistemi nazionali riescano a produrre. Il Global Footprint Network ci spiega che per soddisfare questo bisogno di consumo ci sarebbe bisogno di 1.5 Terre per fornire le risorse ecologiche rinnovabili; e prima della fine di questo secolo, proiezioni ci dicono che sarebbero necessari le risorse prodotte da 3 pianeti.
L’eccessivo sfruttamento ci sta portando alla deforestazione, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di
biodiversità e accumulo di CO2 nella nostra atmosfera il che porterà a costi umani e economici sempre più crescenti.
Alcune nazioni più lungimiranti hanno deciso di affrontare il problema, come le Filippine che adotteranno l’Impronta Ecologica in funzione di indicatore per le loro politiche nazionali, e ciò per proteggere i territori e pianificare la gestione delle risorse. Anche gli Emirati Arabi Uniti progettano di ridurre la loro impronta ecologica, come anche il Marocco che lavora al progetto “Plan Maroc Vert” lungo 15 anni e che porterà a ottenere una agricoltura sostenibile.
Via | Comunicato stampa
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