La Svizzera scommette sulla geotermia

Questa primavera San Gallo aveva deciso di cessare la propria esperienza con la geotermia dopo che le trivellazioni avevano causato un terremoto di magnitudo 3,5 della scala Richter. Qualche settimana fa, però, Ginevra ha deciso di andare controcorrente e il cantone romando ha fatto sapere di voler puntare su questa tecnica come fonte di energia.

Negli scorsi giorni sono iniziati i sondaggi, con un camion venuto appositamente dalla Danimarca per far vibrare il suolo fra Chancy e Bernex, le due località fra le quali dovrebbe nascere la nuova centrale geotermica.

Le onde sono state inviate fino a 1500 metri di profondità e i feedback, rappresentati dagli echi, sono stati in seguito captati e analizzati, con lo stesso metodo utilizzato per le ecografie o per i sonar di un battello.

Il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Ginevra (Unige) si occuperà di compilare e analizzare i dati raccolti. Da oggi al 2020 l’investimento nel programma di geotermia sarà nell’ordine di 20 milioni di franchi. E così mentre altrove si smobilita, il cantone ginevrino ripone grandi aspettative nella geotermia per far fronte alle proprie esigenze energetiche.

Secondo le stime, al termine dei lavori l’energia termica potrebbe coprire i due terzi del fabbisogno dei ginevrini in termini di riscaldamento. La geotermia consentirà al cantone di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili che costituiscono attualmente il 70% dell’energia consumata a Ginevra.

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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