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Crotone, rifiuti di amianto dentro un sito archeologico

I siti archeologici e i beni culturali dovrebbero essere il patrimonio più importante da proteggere in un Paese come l’Italia. La realtà dei fatti, purtroppo, è un’altra: il patrimonio archeologico e culturale del nostro Paese è troppo spesso abbandonato e se l’incuria ha toccato un sito ineguagliabile come Pompei, figuriamoci che cosa può accadere dove non c’è o c’è poca sorveglianza e dove il transito di turisti e di gran lunga inferiore.

Capita, così, che a Capo Colonna, nei pressi di Crotone, laddove sorge una colonna che ricorda l’antico splendore di questo centro della Magna Grecia, vengano ritrovati diversi pannelli di amianto smaltiti abusivamente.

Dopo una segnalazione di un cittadino, la Capitaneria di Porto è la prima a recarsi sul posto e a scoprire che si tratta di rifiuti di amianto, molto probabilmente residui dello smaltimento di qualche tetto. Una volta verificata la natura dei rifiuti, la Capitaneria ha provveduto a sequestrare l’area contaminata all’interno del sito archeologico e ha delimitato l’intera zona con dei nastri segnaletici e un cartello indicante la pericolosità dei rifiuti precedentemente depositati.

Di questo illecito sono stati informati sia la Procura della Repubblica che il Comune di Crotone per gli adempimenti di competenza.

Negli scorsi giorni un episodio analogo è avvenuto nel perugino dove, in seguito a una segnalazione al Corpo Forestale di Perugia, è stato sequestrato un terreno agricolo limitrofo a una nota impresa del settore dell’edilizia prefabbricata: gli uomini del Corpo Forestale hanno accertato lo smaltimento abusivo mediante interramento e spianamento di un ingente quantitativo di rifiuti speciali. Secondo le prime stime si tratterebbe di circa 3000 metri cubi di materiali distribuiti su di un’area di circa 3000 mq. Fra i rifiuti anche tetti ondulati fabbricati con l’asbesto.

Via | Agi | Umbria 24

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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