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Canarie, affonda peschereccio russo portato al largo dopo un incendio

Il peschereccio russo Oleg Naydenov trasportato fuori dal porto canario di Las Palmas nel fine settimana a causa di un incendio che avrebbe potuto estendersi alle strutture portuali e ad altre imbarcazioni, è affondato 15 miglia marine (24 chilometri) a sud di Maspalomas (Gran Canaria), secondo quanto riportato dal Salvamento Marítimo, l’equivalente della nostra Guardia Costiera.

Altri mezzi sono stati mobilitati per raggiungere il luogo dell’incidente e verificare se vi siano problemi legati alla dispersione di sostanze inquinanti.

L’incendio del peschereccio è stato così intenso che né i vigili del fuoco a terra, né una squadra operante dal mare sono riusciti a spegnere le fiamme. Le autorità hanno preso la decisione di portare l’imbarcazione lontano dal porto: c’era il rischio di esplosione e le autorità hanno deciso di portarlo al largo. Il peso dell’acqua utilizzata per spegnere le fiamme ha contribuito all’affondamento della barca. Insomma non ci sono ancora abbastanza elementi per dire se le autorità spagnole abbiano agito in maniera adeguata.

L’unica certezza è che la Oleg Naydenov, lunga 108 metri, aveva stivate 1409 tonnellate di benzina, 30 di gasolio e 65 di lubrificante per poter rimanere un paio di mesi in mare senza toccare i porti. E ora che la barca è affondata i rischi per l’ambiente marino sono tutti da valutare: l’impatto sul patrimonio ittico, ma anche sulle coste che vivono di turismo potrebbe essere molto importante.

Greenpeace España sottolineato come il peschereccio russo abbia compiuto per anni attività illegali pescando in zone dove era proibito, pratica che gli è costata (come racconta il video d’apertura) il sequestro in Senegal all’inizio del 2014. Ora l’affondamento che rischia di provocare altri danni ambientali, ancora più ingenti.

In aggiornamento

Via | Abc | Greenpeace Espana

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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