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Ieri, lunedì 1° giugno 2015, una leonessa ha attaccato e ucciso una donna americana che stava compiendo un safari all’interno del Lion Park, una riserva a cielo aperto di animali, situata a nord di Johannesburg, in Sudafrica.
La leonessa si è avvicinata all’automobile dalla parte del passeggero e ha morso la donna che si trovava alla finestra,
ha raccontato Scott Simpson dirigente dello operazioni di soccorso al Lion Park.
A bordo dell’auto, insieme alla giovane di 22 anni morta in seguito alle ferite procurate dall’animale, c’era anche un uomo che guidava il tour ed è arrivato in gravi condizioni all’ospedale, con lesioni al braccio dovute alla lotta con la leonessa.
La donna non è stata immediatamente identificata, ma si è poi scoperto trattarsi di una 22enne americana, deceduta prima che le autorità potessero raggiungere la scena dell’incidente.
Il sito web del parco garantisce “vedute a distanza ravvicinata” e assicura che gli ospiti possono “avvicinarsi a un branco di leoni e di altri animali ed essere del tutto al sicuro”. Oltre all’indagine della polizia è stata aperta un’indagine interna anche da parte del parco:
Quando si guida attraverso il recinto del leone, che è separato dal resto del parco, si ottiene un foglietto di carta che ricorda di tenere i finestrini chiusi per tutto il tempo dell’attraversamento,
ha spiegato Simpson. Inoltre, i visitatori sono avvertiti da una fitta segnaletica che raccomanda di chiudere i finestrini. Secondo il noto comportamentista animale Kevin Richardson, i parchi sono luoghi pericolosi poiché i leoni sono abituati alla presenza degli esseri umani, tanto da perdere la loro naturale paura dell’uomo. Paradossalmente è molto più sicuro avvicinare un leone in libertà che un esemplare in cattività.
Via | Nbc
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