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Caso Volkswagen, necessaria “un’inchiesta europea”

22 settembre 2015, ore 12:03 – Secondo quanto dichiarato dal Ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, a fronte del recente scandalo di casa Volkswagen sarà necessaria un’inchiesta europea su tutti i costruttori per “rassicurare i cittadini” in tal senso.

A fronte di tale proposta del ministro francese il portavoce della Commissione europea per il Mercato Interno Lucia Caudet ha risposto:

“E’ prematuro dire se sia necessaria qualsiasi misura di sorveglianza specifica anche in Europa e se i veicoli Volkswagen venduti in Europa abbiano lo stesso difetto. Stiamo comunque prendendo in esame la questione molto sul serio. Siamo in contatto con l’azienda e l’Agenzia Usa per l’Ambiente (Epa)”

Giovedì prossimo il caso che sta letteralmente facendo tremare non solo il colosso automobilistico ma l’intera industria tedesca verrà discusso al Parlamento tedesco, il Bundestag, su impulso del ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, che ha chiesto un chiarimento veloce.

Questa mattina il titolo cede a Francoforte il 5,42% a 126,35 euro. Una vicenda che trascina gli altri titoli del settore da Peugeot (-5%), Renault (-4,8%), Fca (-4,3%), Bmw (-4,2%) e Daimler (-3,72%).

21 settembre 2015, ore 16:00 – Quasi cinquecentomila autovetture richiamate negli Stati Uniti e una vendita massiccia dei titoli del gruppo alla Borsa di Francoforte: ecco i primi due effetti delle ammissioni di Volkswagen sulle falsificazioni delle misurazioni degli scarichi dei gas.

Questa mattina le perdite in Borsa sono state nell’ordine del 20% e l’ad del gruppo, Martin Winterkorn ha annunciato un’inchiesta indipendente finalizzata a chiarire l’accaduto.

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La situazione è precipitata sabato scorso quando l’Epa, l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense ha richiamato 500mila veicoli della casa automobilistica tedesca, dopo avere accertato la violazione della legge da parte di Volkswagen, rea di avere installato un software per aggirare gli standard ambientali per la riduzione dello smog nelle vetture Audi e Volkswagen a quattro cilindri prodotte dal 2009 a oggi.

Come funziona questo software? Quando la macchina viene sottoposta ai test sulle emissioni, il sistema di controllo rimane attivo, mentre negli altri momenti si disattiva e inquina in maniera “normale”, fino a 40 volte più di quanto comunicato dall’azienda tedesca. Grazie a questo sistema, il software riesce a nascondere le emissioni di monossido di azoto.

Per la precisione sarebbero 482mila le vetture diesel sotto accusa: Volkswagen Jetta, Beetle, Golf, Passat e Audi A3.

Un anno fa, Hyundai e Kia avevano dovuto pagare una sanzione di 100 milioni di dollari per avere falsificato i dati, nella in confronto alla multa da 18 miliardi di euro che potrebbe toccare a Volkswagen per l’utilizzo del software fraudolento.

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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