[blogo-video id=”161428″ title=”Yougurt Barikamà” content=”” provider=”askanews” image_url=”http://engine.mperience.net/cdn/static/img/tmnews/20160111_video_19055542.jpg” thumb_maxres=”0″ url=”20160111_video_19055542″ embed=”PGRpdiBpZD0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTYxNDI4JyBjbGFzcz0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudCc+PHNjcmlwdCB0eXBlPSJ0ZXh0L2phdmFzY3JpcHQiIHNyYz0iaHR0cDovL2VuZ2luZS5tcGVyaWVuY2UubmV0L0VuZ2luZVdpZGdldC9zY3JpcHRzL3dpZGdldF8xIj48L3NjcmlwdD48ZGl2IGNsYXNzPSJtcGVfd2lkZ2V0IiBkYXRhLW1wZT0ndHlwZT1wbGF5ZXJ8YXBwSWQ9MTl8dGFyZ2V0SWQ9MjAxNjAxMTFfdmlkZW9fMTkwNTU1NDJ8cGxheWVyT3B0aW9ucz17ImF1dG9wbGF5Ijoibm9uZSIsImFkdlVSTCI6Imh0dHA6Ly9vYXMucG9wdWxpc2VuZ2FnZS5jb20vMi92aWRlby5ibG9nby5pdC9hc2thbmV3cy9wbGF5ZXJAeDUwIiwidXNlSW1hU0RLIjp0cnVlfSc+PC9kaXY+PHN0eWxlPiNtcC12aWRlb19jb250ZW50X18xNjE0Mjh7cG9zaXRpb246IHJlbGF0aXZlO3BhZGRpbmctYm90dG9tOiA1Ni4yNSU7aGVpZ2h0OiAwICFpbXBvcnRhbnQ7b3ZlcmZsb3c6IGhpZGRlbjt3aWR0aDogMTAwJSAhaW1wb3J0YW50O30gI21wLXZpZGVvX2NvbnRlbnRfXzE2MTQyOCAuYnJpZCwgI21wLXZpZGVvX2NvbnRlbnRfXzE2MTQyOCBpZnJhbWUge3Bvc2l0aW9uOiBhYnNvbHV0ZSAhaW1wb3J0YW50O3RvcDogMCAhaW1wb3J0YW50OyBsZWZ0OiAwICFpbXBvcnRhbnQ7d2lkdGg6IDEwMCUgIWltcG9ydGFudDtoZWlnaHQ6IDEwMCUgIWltcG9ydGFudDt9PC9zdHlsZT48L2Rpdj4=”]
Barikamà è uno yogurt, ma non è soltanto uno yogurt. È un sogno di integrazione che si concretizza in un prodotto, una via d’uscita dalla sfruttamento dei campi di Rosarno e l’approdo a un mondo in cui le paroloe lavoro e solidarietà possono convivere.
In lingua Bambara la parola Barikamà significa “resistente”, come resistenti sono i lavoratori di questa cooperativa sociale: sette africani e due italiani con la sindrome di Asperger.
Suleman Diara, 28 anni, è arrivato in Italia dal Mali ed è stato fra i primi a dare vita a questo progetto: si è cominciato con 15 litri di latte a settimana, poi con 60, poi con 80 e lo scorso anno si è arrivati a 200 litri a settimana.
Lo yogurt viene prodotto prodotto nel Casale di Martignano con latte biologico e la sua distribuzione avviene in alcuni mercati contadini e bio di Roma e dintorni attraverso il Gruppi di Acquisto Solidale (Gas). Alcuni dei membri della cooperativa consegnano lo yogurt a domicilio. Intorno a Barakamà si è attivato un circolo virtuoso: grazie a cittadini e associazioni sono stati acquistati attrezzature nuove. Una volta velocizzati i processi per la produzione dello yogurt, i membri della cooperativa hanno potuto affiancare all’attività principale la coltivazione e la vendita di ortaggi che avviene su una superficie di circa due ettari.
“Quando sono partito da Rosarno e sono arrivato a Roma dopo tutti i casini non è che mi fidavo più molto degli italiani. Ma quando abbiamo cominciato il progetto dello yogurt ho scoperto che le persone non sono tutte uguali, ci sono quelli che ci sostengono. Questo progetto porta anche integrazione fra africani e italiani e qua anche se cerchi un indirizzo un italiano già pensa male, alcuni prima di ascoltarti già pensano a correre o che vuoi gli spicci. Quindi c’è ancora un po’ di diffidenza. Però io non perdo la speranza, penso che dopo tutte le difficoltà che abbiamo attraversato fino adesso, c’è ancora molto da migliorare e che ci sono ancora da realizzare tante cose”,
spiega Suleman.
Avere cura dei propri denti è segno che ci teniamo a un qualcosa che fa…
L'ISEE, strumento cardine per accedere a bonus e agevolazioni statali e locali, sta vivendo una…
Un oggetto comune, spesso ignorato, può cambiare il modo di organizzare casa e alleggerire le…
L'azienda svedese ha letteralmente superato tutti con un prodotto che rivoluzionerà la vita di tutti…
C'è un modo efficace per smaltire al meglio la carta stagnola, che sia sporca o…
Scopri il trucco semplice e naturale con il bicarbonato da fare ogni sera sui davanzali:…